Cosa succede alle auto elettriche in Francia? Report Le Figaro
La guerra in Medio Oriente e il forte aumento dei carburanti spingono il mercato dell’auto elettrica in Francia, ma servono incentivi e aiuti pubblici per i prezzi di listino sempre troppo elevati. Gli articoli del quotidiano francese Le Figaro tratti dalla rassegna di Liturri
Dazi, Medio Oriente e Cina fanno sbandare anche Toyota
I dazi di Trump hanno zavorrato senza troppe sorprese i risultati di Toyota ottenuti nel Nord America: ricavi +9,2% a 21,1 trilioni di yen, circa 114,5 miliardi di euro, ma risultato operativo in perdita per 193 miliardi. Le vendite del principale marchio al mondo per volumi crescono, ma i margini continuano a ridursi
Tutte le cineserie di Bmw, Mercedes e Volkswagen. Report Die Welt
I vertici dei grandi gruppi tedeschi mostrano un forte legame con i partner cinesi: BMW, Mercedes e Volkswagen hanno presenziato in massa alla fiera dell’auto in Cina. L’articolo di Die Welt tratto dalla rassegna di Liturri
Dopo Byd e Mg, una nuova ondata di marchi cinesi si abbatte sull’Europa. Report Le Figaro
Le strategie di nuovi marchi cinesi delle auto per conquistare il mercato europeo. L’articolo di Le Figaro tratto dalla rassegna di Liturri
Nissan inchioda sull’auto elettrica a stelle e strisce
Le recenti vicissitudini globali e la necessità di rilanciare il marchio giapponese in forte affanno hanno spinto Nissan a fare coriandoli dei suoi piani sull’auto elettrica americana per puntare tutto su Suv e pick-up tradizionali, sicuramente più appetibili al grande pubblico statunitense
General Motors zavorrata dall’auto elettrica
Crollo nelle vendite a doppia cifra (-10%) per General Motors negli Usa, ma a ben guardare lo scorso anno era stata la paura per l’arrivo dei dazi trumpiani a spingere un innaturale baby boom. E proprio la scomparsa delle gabelle commerciali cassate dalla Corte Suprema americana permette alla Casa di Detroit di essere particolarmente ottimista sul proprio futuro
Autoscontro in Cina fra Byd e Geely, tutti i dettagli
Il forte rallentamento dei conti di Byd (e anche della sua principale avversaria, Geely) non deve affatto rallegrare le Case occidentali: se il mercato cinese è ormai saturo, tutte le energie saranno utilizzate per accaparrarsi fette di quello europeo. E infatti Pechino sbotta per l’Industrial Accelerator Act che potrebbe rappresentare un ostacolo protezionistico nella corsa dei costruttori asiatici all’espansione
Ecco i piani europei di Xiaomi
Xiaomi ha aperto il suo nuovo hub dedicato alla Ricerca e Sviluppo in Germania, a Monaco di Baviera, con l’obiettivo di invadere le strade del Vecchio continente entro il 2027. La scelta della città non sembra affatto casuale dato che molti ingegneri e designer provengono proprio da Bmw…
Tutte le giravolte di Elon Musk alla guida di Tesla
I conti di Tesla migliorano, ma con Elon Musk alla guida la casa dell’auto elettrica sembra pronta a compiere una serie di sterzate e inversioni a “U” nel proprio business. Parallelamente sfuma il sogno della guida autonoma totale per i modelli equipaggiati con HW3 e la Roadster (che slitta ulteriormente) potrebbe essere l’ultimo modello con un volante per un’azienda sempre più orientata alla produzione di robotaxi (e robot)
Honda si ritira dalle sponde della Corea del Sud
Lo scorso anno aveva venduto meno di 2mila auto nel Paese. Colpa della concorrenza locale ma soprattutto dell’arrivo della cinese Byd. E proprio in Cina Honda ha visto le consegne crollare del 60 per cento in 5 anni, dunque il ritiro dalla Corea del Sud potrebbe essere solo l’inizio
Quanta Cina ci sarà nell’associazione europea dei costruttori d’auto Acea?
Ha sollevato qualche preoccupazione la richiesta del principale costruttore cinese Byd di entrare nell’associazione europea di riferimento nel settore automobilistico. Ma a conti fatti in Acea c’era già una rappresentanza più o meno visibile della Cina. E sta prendendo via via sempre più spazio
Così Nissan prova a ripartire dopo la grande sbandata del 2025
Dopo la chiusura di sette impianti produttivi, il taglio di 20mila posti, l’annullamento del Nismo Fest 2025 e l’alienazione della propria filiale principale a Yokohama per restarvi in affitto, Nissan prova a ripartire: meno modelli e più investimenti hi-tech per competere con la Cina
Renault dopo l’inversione a U su sharing e auto elettrica lascia a piedi gli ingegneri
Renault, che in tutto il mondo conta su circa 12 mila posizioni in ambito ingegneristico, ha intenzione di tagliare il 15 – 20 per cento dei reparti, soprattutto nei Paesi delle economie emergenti. Tutto questo avviene dopo aver cestinato i progetti su micromobilità elettrica, sharing e spento definitivamente la divisione di auto a batterie Ampere. Si riparte all’insegna del risparmio, focalizzandosi sulla Francia. Ma per la ricerca e sviluppo guarda alla Cina
Porsche ha problemi a rimettersi in moto
Rischia di essere un 2026 tutto in salita per Porsche, che ha ormai perso appeal in Cina e ha davanti al cofano gli ostacoli dei dazi trumpiani. La decisione del presidente Usa di fare coriandoli degli incentivi per le auto elettriche ha ridotto le vendite della Macan alla spina e rende una incognita il lancio della Cayenne Ev. Intanto a Zuffenhausen si affilano le forbici perché i tagli non paiono più rinviabili
Le strategie europee di Geely per divorare il mercato (e prepararsi all’offensiva di Byd)
Geely fa quadrato per resistere alle bordate di Byd intenzionata a espandersi velocemente in Europa e approfitta del suo presidio nel Vecchio continente (è proprietaria dei marchi Volvo, Lotus, Polestar e al 50% di Smart) per strutturare una filiera che le permetta di aumentare il rateo di fuoco delle offerte commerciali dimezzando il tempo d’arrivo dei prodotti usciti in Cina, con piattaforme globali che le consentano di risparmiare
Vietato l’ingresso alle auto cinesi. La rivolta dei costruttori americani
I costruttori Usa e non solo vogliono che Trump vieti l’ingresso alle auto cinesi anche nel caso in cui impiantassero fabbriche e filiere di valore negli Stati Uniti, portando investimenti e occupazione. Il presidente americano finora ha tenuto però tutt’altra linea
Skoda sgomma via dalla Cina
La scorsa estate la nipponica Mitsubishi aveva annunciato di volersi lasciare alle spalle il mercato cinese dopo 30 anni: ora ad abbandonare la Cina sarà il marchio boemo Skoda, nel Paese dal 2006 grazie alla jv tra la controllante Vw e Saic. Un nuovo segnale delle difficoltà di Volkswagen stritolato dalla concorrenza del Dragone
La crisi dell’auto tampona anche il lusso, Bentley licenzia
Bentley tira il freno a mano sul piano che avrebbe dovuto portarla a un futuro full electric entro il 2030 e mentre punta sempre di più su soluzioni ibride annuncia centinaia di licenziamenti dopo un 2025 difficile
Lo tsunami finanziario di Honda
La necessità di rivedere nel profondo le proprie strategie industriali legate all’auto elettrica unita alla sempre più pressante concorrenza dei marchi della vicina Cina ha spinto Honda a rivedere al ribasso le previsioni per l’anno fiscale. La Casa di Tokyo prevede che la riorganizzazione comporterà costi per 16,7 miliardi. Il nuovo outlook per l’esercizio 2026 indica ora una perdita netta a fronte dell’utile di 300 miliardi precedentemente stimato. Presidente e vicepresidente taglieranno i propri stipendi e rinunceranno ai bonus
Tutti i tagli di Porsche per togliere zavorra e provare a ripartire
L’utile operativo di Porsche si è di fatto sfarinato: crollo 92,7% con conseguente discesa ad appena 410 milioni dai 5,64 miliardi del 2024 a causa di 3,9 miliardi di oneri una tantum. Le consegne hanno inchiodato soprattutto in Cina. E ora Zuffenhausen deve rimettersi in moto
Quanto c’è di elettrico nei piani di Renault?
Dopo la dismissione della branca dedicata alla micromobilità elettrica Mobilize, lo stop nel car sharing di Zity e lo smantellamento della divisione di auto EV Ampere, Renault predispone un nuovo piano industriale che fa perno sì sulle batterie ma anche sulle tecnologie ibride, destinate a rimanere nella gamma dei vari brand anche oltre il 2030
Anche le auto cinesi inchiodano. Che succede a Byd e alle altre
Le vendite di Byd rallentano per il quinto mese consecutivo e la sua principale avversaria Geely ne approfitta per allungare il passo. Ma la maggior parte delle auto cinesi sta vistosamente rallentando: il mercato locale è giunto a saturazione?
Sarà Skoda a elettrizzare Volkswagen?
Mentre tutte le Case, inclusa Volkswagen, inchiodano sui progetti relativi all’auto elettrica, Skoda (nel portafogli del Gruppo tedesco) persegue la realizzazione della sua fabbrica di batterie e si candida a diventare il principale produttore interno per le Bev riconducibili a Wolfsburg
Ford e General Motors hanno un piano per sopravvivere?
Donald Trump ha dichiarato finita la guerra ai motori a scoppio. L’articolo del Financial Times tratto dalla rassegna di Liturri
Siamo sicuri che sia l’auto elettrica a mandare in rosso i conti di Stellantis?
Stellantis affronta il mercato presentando i dati del suo annus horribilis: il Gruppo ha generato ricavi netti per 153,5 miliardi di euro, dato in flessione del 2% e l’esercizio si è chiuso con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro. Per la dirigenza è tutta colpa dell’auto elettrica. Ma è davvero così?
Lamborghini spegne la sua Lanzador elettrica
Per il Ceo di Lamborghini dilettarsi con la Lanzador full electric sarebbe “un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti, dei clienti, dei dipendenti e delle loro famiglie”. Requiem dell’auto elettrica sportiva?
Auto, chi guadagna e chi perde terreno in Europa
Partenza con inciampo per il gruppo Volkswagen mentre Fiat traina Stellantis a fronte della debolezza di Peugeot. Sempre lenta Tesla e parecchio agguerrita la cinese Byd. Che cosa emerge dai dati sulle immatricolazioni di gennaio in Europa
La Polonia fa l’americana e diffida delle auto made in China
La Polonia inizia a diffidare delle auto made in China. Cancelli chiusi delle basi militari per motivi di sicurezza. Pechino protesta, ma è stata la prima a vietare alle Tesla determinate zone del Paese temendo che la tecnologia di bordo potesse essere utilizzata per spiare le riunioni del partito comunista
Perché lo stabilimento di Nissan in Messico fa così gola alle Case cinesi?
Due delle principali case automobilistiche cinesi, Byd e Geely, sarebbero tra le finaliste in lizza per l’acquisto di uno stabilimento Nissan – Mercedes in Messico. I costruttori però difficilmente vorranno servirsene per raggiungere gli Usa: la loro ambizione è un’altra e fa il paio con le recenti mosse in Sud America
E se fossero gli Usa a fare i cinesi con la Cina? Il piano di Ford che stuzzica i trumpiani
Il Ceo di Ford ha proposto a diversi esponenti dell’amministrazione Trump di permettere ai marchi dell’auto made in China di entrare negli Usa solo dopo aver siglato jv con le realtà autoctone che permettano agli americani di “tenerle d’occhio” ma soprattutto apprenderne il know-how. E’ lo stesso stratagemma utilizzato negli ultimi 40 anni da Pechino con i marchi occidentali (soprattutto tedeschi) e che ha consentito al Dragone di diventare una potenza in campo automobilistico
Che cosa non dice Stellantis
Per l’economista Zirpoli, autore del libro “Autodistruzione”, Stellantis non sta scontando solo gli errori e i pasticci del legislatore europeo sull’auto elettrica ma paga soprattutto le conseguenze del proprio immobilismo. Anche altri marchi, come Toyota, non hanno sposato con convinzione le nuove propulsioni ma sono cresciute puntando sull’ibrido
Le cineserie europee salvano la Cupra di Seat dai dazi
L’Ue revoca i dazi del 30,7% che gravavano sul prezzo di listino della Seat Cupra, marchio spagnolo ma di proprietà del gruppo tedesco Vw. In cambio l’azienda ha dovuto accettare di soddisfare determinate condizioni. Si tratta della prima deroga ad hoc a un’auto elettrica made in China
Come vanno i conti di Nissan?
Pare funzionare il piano di ristrutturazione Re:Nissan, finalizzato alla progressiva riduzione dei costi (250 miliardi di yen entro l’anno fiscale 2026 rispetto ai dati consolidati dell’anno fiscale 2024) che ha avuto tra le conseguenze più eclatanti la chiusura di sette impianti produttivi, il taglio di 20mila posti, l’annullamento del Nismo Fest 2025 e l’alienazione della propria filiale principale a Yokohama per restarvi in affitto
Che fine farà la jv tra Stellantis e Samsung
Secondo indiscrezioni, dopo Lg Stellantis starebbe per abbandonare un altro colosso sudcoreano: Samsung. La brusca inchiodata sull’auto elettrica imposta da Trump ai costruttori che operano negli Usa e i piani del nuovo Ceo Antonio Filosa stanno ridisegnando accordi e alleanze
Che cosa frena i conti di Ford
Nel 2025 il fatturato di Ford è cresciuto rispetto all’anno precedente, ma i suoi bilanci sono stati zavorrati dall’incendio che ha colpito il suo principale fornitore di alluminio, dalla necessità di resettare la strategia sull’auto elettrica e dai dazi di Donald Trump
La jv di Stellantis rottama la gigafactory di Termoli
La jv a tre punte tra Stellantis, Total e Mercedes perde due terzi delle gigafactory in cantiere: colpo di spugna sui progetti di Termoli e di Kaiserslautern. L’unica fabbrica operativa per la mobilità elettrica resterà anche la sola già completata, in Francia che peraltro procede a rilento. Si attendono inoltre contraccolpi dalla decisione del Gruppo italo-francese, principale cliente di Acc, di allontanarsi dall’auto elettrica
Quella jv tra Ford e Xiaomi che farebbe sbiancare Trump
Ford nell’America trumpiana è travolta dalle indiscrezioni ma soprattutto dalle polemiche politiche per l’attenzione riservata ai partner cinesi: dopo quelle per gli accordi con Catl e per la possibile alleanza con Byd, ecco che spunta ora una futuribile (fantascientifica?) joint venture con Xiaomi
Quanto è costata l’inchiodata sull’elettrico a Stellantis? Fatti e numeri
Stellantis, alle prese come le rivali con un cambio di passo sulle motorizzazioni a zero emissioni, annuncia una maxi correzione in bilancio per colpa della rivoluzione dei piani strategici: meno full electric, più soluzioni ibride. Il tracollo del titolo in Borsa e non solo
Stellantis in fuga dal Canada? Spenta anche la jv con Lg
Finora Stellantis e Lg avevano investito oltre 5 miliardi di dollari canadesi nel sito dell’Ontario per la produzione industriale di batterie che impiega oltre 1.300 persone con l’obiettivo di arrivare a 2.500 dipendenti a piena capacità: nuovo segnale che il Gruppo italo-francese sta abbandonando il Canada?
Per Toyota il post Akio Toyoda si complica: nuovo capo azienda al volante. Tocca a Kenta Kon
La sfiducia di Toyota per l’auto elettrica ha evitato alla casa nipponica di porre in essere costose correzioni nella propria strategia industriale nelle quali sono inciampate rivali occidentali come Stellantis, Gm e Ford. Ma l’aumento dei volumi di vendita non ha compensato quello dei costi, anche per colpa dei dazi trumpiani. Tutti problemi che il nuovo Ceo Kenta Kon conosce bene provenendo proprio dal ramo finanziario del Gruppo
Ecco come anche Stellantis batte cassa all’Ue
Filosa e Blume, Ceo di Stellantis e Volkswagen, bussano alla porta del legislatore europeo chiedendo fondi pubblici: incentivi nazionali all’acquisto e appalti per salvare l’auto “made in Europe”
Porsche stacca la spina alle sue auto elettriche: niente 718?
Sembra che Porsche stia rivedendo ancora la propria strategia per l’elettrificazione della gamma: il nuovo Ceo, subentrato a Blume date le difficoltà riscontrate dalla casa di Zuffenhausen, potrebbe eliminare dal programma le 718 elettriche
L’industria tedesca non riparte e pure Aumovio sbanda: licenziamenti in arrivo
Non c’è pace per l’automotive tedesco in piena crisi come l’intera industria manifatturiera: anche Aumovio, brand con 86mila dipendenti sparsi in 25 Paesi, si unisce al lungo novero di aziende che tagliano il proprio organico. Numeri, dati e scenario
Tutte le sbandate nel 2025 di General Motors, che è però ottimista per il 2026
Nonostante l’utile netto crollato di oltre 55 punti percentuali, General Motors ritiene che il peggio sia ormai nello specchietto retrovisore, destinato a essere archiviato assieme a un 2025 da dimenticare anche per le scelte sbagliate sull’auto elettrica già costate miliardi e posti di lavoro. E se il cielo davanti al cofano è roseo, merito della Casa Bianca che ha allentato le norme sulle emissioni…
Non sarà un Belvidere per Trump la decisione di Stellantis
Non c’è pace per l’hub americano di Belvidere, da tre anni al centro delle frizioni tra Stellantis e il potente sindacato dell’Uaw: secondo i rappresentanti dei lavoratori statunitensi la riapertura dell’impianto è destinata a slittare al 2028. Come la prenderà Trump che insiste perché le aziende investano su suolo americano?
Renault stacca la spina ad Ampere, divisione dell’auto elettrica
Dopo aver smembrato Mobilize, la divisione dedicata alla micromobilità elettrica, il nuovo amministratore delegato di Renault François Provost cancella l’elemento distintivo del piano industriale firmato dal predecessore, Luca de Meo, riassorbendo le attività di Ampere
Cosa succede nella gigafactory di Tesla a Berlino?
Il 2025 è stato un anno molto difficile per le auto elettriche di Tesla, soprattutto in Europa, con evidenti inchiodate in tutti i mercati importanti (a eccezione della Norvegia) e nel mentre la Casa di Austin potrebbe aver ridotto l’organico della gigafactory di Berlino. Il costruttore Usa guidato da Musk però nega, parlando di fluttuazioni normali tra gli operai con contratto a tempo determinato
Tesla: dove vende di più e dove vende di meno
Annus horribilis per Tesla in Europa, crollata in tutti i mercati di peso e arroccata solo in Norvegia. Per il 2026 sono più i dubbi delle certezze dal momento che la pipeline della Casa dell’auto elettrica resta troppo misteriosa
Ecco come Trump ha frenato suv e pick up elettrici di Rivian
Nel 2025 Rivian ha consegnato 42.247 veicoli, in calo di circa il 18% rispetto all’anno precedente. Colpa della fine degli incentivi voluti da Joe Biden e frettolosamente cancellati da Trump. Nel nuovo anno l’ex startup dei pick up elettrici mira a mettere in strada un modello low cost
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