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Cina

Tutti i subbugli americani sulla normativa sulle emissioni

Usa spaccati a metà sulle nuove norme sulle emissioni che colpiscono il mercato dell'auto: i Procuratori generali di 25 Stati hanno fatto ricorso contro l'Epa sostenendo che i limiti danneggino gli americani. Nella corsa alla Casa Bianca questa mossa sarà tutta benzina nel motore di Trump?

Rispetto a ciò che sta accadendo negli States, l’iter che ha portato alla approvazione del recente pacchetto di norme green varato dal Consiglio Ue (che va dalle emissioni industriali agli Euro7 fino alle famigerate regole sull’efficientamento energetico delle abitazioni), benché abbia spaccato in due la politica del Vecchio continente, è paragonabile a una passeggiata di salute.

CHE SUCCEDE NEGLI USA

Negli Usa infatti ben 25 procuratori generali repubblicani di altrettanti Stati, dunque la metà esatta, hanno citato in giudizio l’agenzia statunitense per la protezione ambientale con l’obiettivo di bloccare il nuovo regolamento che, è noto, avendo come finalità quello di rendere antieconomica la realizzazione di auto con motore a scoppio, intende incoraggiare la produzione di veicoli elettrici.

La causa, promossa da Kentucky e Virginia occidentale, è sostenuta anche da Alabama, Alaska, Arkansas, Carolina del Sud, Dakota del Nord, Dakota del Sud, Florida, Georgia, Idaho, Indiana, Iowa, Kansas, Louisiana, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, New Hampshire, Ohio, Oklahoma, Utah, Virginia e Wyoming.

COSA DICE LA NORMATIVA SULLE EMISSIONI

L’Environmental Protection Agency nell’aprile del 2023 aveva già inoltrato un testo immediatamente subissato dalle critiche. Per questo a metà marzo l’ente per la protezione dell’ambiente ha aggiornato la roadmap verso l’elettrificazione rabbonendo diversi passaggi.

Ma il nuovo intervento non sembra essere bastato, in quanto, prevede sì un ritmo più blando di riduzione delle emissioni tra il 2027 e il 2030 (l’obiettivo è tagliare 85 grammi di CO2 per miglio entro il 2032, ossia il 50% in meno rispetto agli standard al 2026 e non più il 56% indicato nella proposta iniziale) ma contempla anche un’accelerazione nel biennio successivo che dovrebbe portare le elettriche a rappresentare tra il 30% e il 56% delle vendite totali nel 2032 per non discostarsi troppo da quell’ambizioso 67% previsto originariamente.

LA NORMA SULLE EMISSIONI CRE SUBBUGLI TRA GLI AMERICANI

Le normative sulle emissioni, divenute via via più stringenti a partire dall’era Obama, non piacciono agli americani: vengono considerate indigeste dagli industriali, come pure dalla classe media, che ha maggior difficoltà a cambiare auto.

Per questo la battaglia contro regole più stringenti ha caratterizzato buona parte dell’amministrazione Trump. L’ex presidente, nell’aprile del 2020, approfittando della crisi di Coronavirus che stava iniziando a paralizzare l’industria globale, aveva parlato di “un sacco di sanzioni inutili e costose per gli acquirenti di auto” e aveva cancellato con un colpo di spugna i vincoli del New Green Deal Standard aumentando i limiti di emissioni sino al 2026.

Inutile dire che le nuove tensioni sulle emissioni rischiano di essere nuovamente galoppate dal tycoon, in ascesa nel gradimento degli americani. Lo sa bene l’attuale inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, che con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale ha scelto di tenere un atteggiamento più equilibrato e meno intransigente nei confronti dell’industria dell’auto.

LA BATTAGLIA LEGALE È SOLO AGLI INIZI

Molto insomma si giocherà in televisione e nei palcoscenici della campagna elettorale. Altrettanto nelle aule di tribunale, dove i procuratori sosterranno che l’Epa abbia superato i limiti della sua autorità legale non rispettando il Clean Air Act.

Secondo il procuratore generale del Kentucky, Russell Coleman, che si è fatto capofila dell’opposizione di carattere nazionale nei confronti delle nuove regole federali, queste ultime danneggerebbero l’economia americana, minaccerebbero l’occupazione, aumenterebbero i prezzi e metterebbero in pericolo la tenuta della rete elettrica degli Stati Uniti.

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