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Perché Trump picchia su Huawei (ma l’Ue è attendista). Report Ispi

Il 5G appare vulnerabile “a interruzioni di servizio, furti di dati sensibili e attacchi cyber in grado di mettere a repentaglio l’economia e la sicurezza di un intero paese”. Che un’azienda cinese come Huawei legata a doppio filo con un regime accusato a destra e a manca di avere pochi scrupoli possa disporre di un simile potere è qualcosa che, a Washington, risulta inaccettabile. L’approfondimento di Marco Orioles sulla base del dossier firmato dai ricercatori dell’Ispi, Alberto Belladonna e Alessandro Gili

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Exodus, E-Surv e i Servizi. Ecco novità e domande sullo spyware

“Chi erano dunque i manager di E-Surv? Possibile che fossero al servizio degli 007? La Procura di Napoli ha chiesto all’Aise e all’Aisi se abbiano Exodus e le agenzie di Intelligence avrebbero ammesso di averlo acquistato ma non utilizzato perché difettoso. Una spiegazione che però non è sufficiente e dunque altre verifiche sono state già avviato”, ha scritto oggi il Corriere della Sera. Tutte le novità sul caso Exodus

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Cina e Huawei, tutti i rischi per l’Italia secondo Washington. Parla Luttwak

“Se il governo italiano permetterà a Huawei di installare le proprie attrezzature nel sistema telefonico italiano con il 5G, l’America dovrà naturalmente restringere le informazioni. Per esempio, se il ministero della Difesa italiano userà quelle linee, sarà escluso dalle informazioni: questo è chiaro”. Parola del politologo americano (e trumpiano) Edward Luttwak sentito da Start Magazine

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Perché da prof. critico la prof. Dell’Aria

Un insegnante deve sì lasciare esprimere i propri studenti, ma non deve limitarsi, come ha fatto la professoressa, a correggere solo gli errori di grammatica. Certi accostamenti banali sono leciti al bar dello sport ma non nei luoghi deputati alla trasmissione del sapere. “Ocone’s corner”, la rubrica settimanale di Corrado Ocone, filosofo e saggista.

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Tutti i risvolti geopolitici della guerra tecnologica fra Usa e Cina. Parla Marta Dassù

Il sistema cinese si sta adattando per passare a una maturità tecnologica che richiede elementi organizzativi – legali e perfino politici – non facilmente compatibili con un sistema a fronte impronta autoritaria. Autoritarismo digitale versus democrazia liberale: semplificando al massimo, la guerra fredda hi-tech ha questa impronta politica. L’analisi di Marta Dassù, senior advisor for European Affairs all’Aspen Institute

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