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Stellantis Leapmotor

Così Stellantis porta le auto elettriche cinesi Leapmotor in Italia

Al via l'invasione del Vecchio continente da parte delle vetture alla spina della cinese Leapmotor: arriveranno in nove Paesi europei, tra cui il nostro, grazie all'accordo con Stellantis. Tutti i dettagli

Di norma Carlos Tavares, Ad di Stellantis, vede rosso solo a sentir parlare di “auto elettrica”, specie se di provenienza cinese. Sferzando il governo che da tempo è alla ricerca di un campione estero, anche asiatico, che riporti la produzione annuale sopra la soglia del milione di unità, nella prima metà di aprile il manager portoghese aveva detto: “Introdurre la concorrenza cinese è una grande minaccia per Stellantis. Noi combatteremo, ma quando si combatte possono esserci vittime. Non aspettatevi che usciremo vincitori senza cicatrici”. Quindi aveva sibilato: “Siamo in grado di tenere testa ai competitor cinesi, ma se qualcuno li vuole introdurre cinesi sarà responsabile delle decisioni impopolari che dovranno essere prese”. Questo accade di norma, appunto. Perché se le auto elettriche cinesi sono Leapmotor (che, lo ricordiamo, in passato aveva pure scopiazzato la Fiat 500), allora il Ceo di Stellantis la pensa diversamente. Di più: le aiuta a entrare in Europa.

LEAPMOTOR, L’UNICA CINESE CHE PIACE A STELLANTIS

È noto a tutti che alla fine di ottobre il Gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa ha annunciato l’intenzione di investire 1,5 miliardi di euro per acquisire una quota del 20 per cento circa di Leapmotor, tra le realtà cinesi produttrici di veicoli elettrici in più rapida espansione.

IL PIANO DI DISTRIBUZIONE IN EUROPA

Ora, a partire da settembre, i veicoli del gruppo cinese inizieranno a essere venduti in Europa. “Cominceremo portando i veicoli Leapmotor in nove Paesi, compresa l’Italia, la Francia, il Belgio, la Spagna e il Portogallo. Il piano di vendita sarà supportato da almeno 200 punti vendita, le concessionarie Stellantis & You saranno parte integrante di questa distribuzione. Partiremo a settembre 2024”, ha detto Tavares, durante la conferenza stampa congiunta con Zhu Jiangming, fondatore e Ceo di Leapmotor.

“Dal quarto trimestre entreremo anche in altre regioni importanti, ovvero Sud America, regione cruciale per Stellantis, poi procederemo con Medio Oriente e Africa, quindi con India e Asia Pacifico. Il lancio sarà condotto in modo potente e aggressivo, ci aspettiamo una spinta significativa alle vendite di Leapmotor fuori della Cina”, ha spiegato sempre Tavares.

Il materiale marketing di Stellantis pubblicizza le auto elettriche made in China come se fossero effettivamente parte del Gruppo: “La T03 è una vettura compatta elettrica del segmento A, perfetta per l’uso urbano, con un’autonomia WLTP di 265 km e uno spazio interno comparabile a quello di una vettura del segmento B”, si legge nel comunicato stampa. E, ancora: “La Leapmotor T03, è un’agile vettura a cinque porte ideale per l’utilizzo urbano, appartenente al segmento A ma con uno spazio interno da segmento B.”

“La C10 – prosegue la nota per i media – è un SUV elettrico con dimensioni da segmento D e dotazione premium, che vanta la migliore esperienza di guida della categoria, un’autonomia WLTP di 420 km e 5 stelle nei test E-NCAP”

SFUMATA LA POSSIBILITA’ DI PRODURRE LEAPMOTOR IN ITALIA

L’arrivo di un altro marchio cinese nel Vecchio continente non è certo una buona notizia per i rivali occidentali. Qui in Italia si sperava almeno che Leapmotor contribuisse a riavviare i poli produttivi che Stellantis sta dismettendo o usando col freno a mano tirato, ma non sarà così.

Nonostante quanto era stato vociferato a seguito degli investimenti del Gruppo guidato da Carlos Tavares nell’ex startup Leapmotor fondata da Fu Liquan e da Jiangming Zhu, infatti, le vetture a batteria del marchio asiatico (tra cui il nuovo modello della T3, nota per la somiglianza un po’ corsara con la Fiat 500) dovrebbero essere sfornate, comunque in un secondo momento, dallo stabilimento che Stellantis ha in Polonia anziché in Italia.

L’ennesimo colpo allo stomaco al mondo industriale italiano, che deve ancora digerire la 500 algerina, la Panda serba, la Topolino marocchina e la 600 polacca. Questo nonostante a Mirafiori oggigiorno si assembli già la 500 elettrica originale, anche se i turni sono passati da due a uno: le sue linee sarebbero state perfette per il clone (o una sua evoluzione) che arriva dal lontano Oriente. Non avrebbero insomma dovuto subire grosse trasformazioni.

Non dimentichiamo che nella seconda metà di aprile Stellantis ha deciso di prorogare il fermo a Mirafiori per tutto il mese di maggio, confermando la chiusura dello stabilimento dove vengono prodotte le Maserati e la 500 elettrica. I suoi 2.240 lavoratori, in cassa integrazione da marzo, avrebbero dovuto riprendere a lavorare il 7 maggio: con la flessione della domanda di auto elettriche il ripristino dell’attività produttiva è stato posticipato al 3 giugno. Salvo ulteriori rinvii.

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