Il disordine mondiale intacca anche l’Opec
Perché la decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dall’OPEC non va letta come una semplice notizia petrolifera. L’approfondimento di Riccardo Ruggeri e Gianclaudio Torlizzi.
Perché le compagnie petrolifere statunitensi non stanno colmando il divario energetico mondiale. Report Nyt
I produttori petroliferi americani subiscono pressioni dagli investitori affinché tengano sotto controllo le spese. E sono restii a perforare nuovi pozzi perché non sono certi che i prezzi del petrolio rimarranno elevati. L’articolo del New York Times.
Volano le esportazioni di carburanti degli Stati Uniti, ma schizzano anche i prezzi della benzina
La guerra all’Iran fa bene ai guadagni delle compagnie petrolifere negli Stati Uniti, che stanno esportando più petrolio e più carburanti. Meno contenti, invece, sono i consumatori americani: i prezzi della benzina sono ai massimi da quattro anni e le scorte di gasolio al livello più basso da venti anni. Numeri e dettagli.
Che succede al petrolio, tra annuncio dell’Opec+ e resistenza dell’Iran
L’Opec+ reagisce all’uscita degli Emirati Arabi Uniti annunciando un aumento della produzione di petrolio da giugno. È un annuncio destinato a restare sulla carta, però, perché lo stretto di Hormuz è ancora chiuso. L’Iran stesso ha difficoltà a esportare e sta limitando la produzione, ma la sua “economia di resistenza” non potrà andare avanti all’infinito. Numeri e dettagli.
Tutti i progetti di investimento degli Emirati Arabi Uniti, tra petrolio e Gnl
Dopo aver comunicato l’uscita dall’Opec, gli Emirati Arabi Uniti annunciano un piano di investimenti da 55 miliardi di dollari tramite Adnoc, la compagnia petrolifera statale. E puntano anche al mercato statunitense del gas liquefatto.
Gli Emirati lasciano l’Opec: cause ed effetti della decisione
Tutte le conseguenze energetiche, economiche e geopolitiche della decisione degli Emirati Arabi Uniti di lasciare l’Opec. Il Venezuela sarà il prossimo a uscire dall’organizzazione? Commenti, analisi e scenari
Isab, tutti gli scazzi tra Lukoil, Ludoil e Goi Energy
Ludoil, la società energetica della famiglia Ammaturo, vuole acquisire Isab, la raffineria più grande d’Italia, dal fondo cipriota Goi Energy. Quest’ultimo, però, deve gestire le richieste della ex-proprietaria, la compagnia russa Lukoil, che chiede 150 milioni di euro.
Petrolio e tensioni Iran-Usa, ecco umori e malumori dei mercati
Le ultime novità su petrolio, inflazione, Bce e Fed. L’analisi di Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco.
Come andrà l’economia mondiale. I 2 scenari divergenti sulla guerra Usa-Iran
Quali sono le prospettive macroeconomiche globali (in particolare, Usa, Cina, Europa) che tiene conto di due scenari nelle tensioni Usa-Iran. L’analisi di Daleep Singh, Vice Chair e Chief Global Economist di PGIM, e Guillermo Felices, Global Investment Strategist Fixed Income di PGIM
Perché le famiglie americane sono attapirate. Report Pimco
Costi energetici più elevati e sgravi fiscali più deboli mettono sotto pressione le famiglie statunitensi. L’analisi di Tiffany Wilding, Economista di Pimco
Finanza e materie prime: cosa succede sui mercati
La situazione sui mercati azionari e su quelli delle materie prime è molto diversa: ecco perché. L’analisi di Anthony Willis, Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments.
Il rincaro del petrolio fa volare i profitti di Aramco, Lukoil, Exxon, Shell e non solo. Report Guardian
La guerra all’Iran ha spinto il petrolio a 100 dollari al barile, regalando alle principali compagnie petrolifere oltre 30 milioni di dollari l’ora di profitti straordinari. Se il prezzo si mantiene, il settore incasserà 234 miliardi di dollari entro fine anno, mentre famiglie e imprese pagano bollette più care. L’articolo del Guardian.
La guerra all’Iran fa benone al petrolio americano
Gli Stati Uniti hanno quasi raggiunto lo status di esportatori netti di petrolio per la prima volta dal 1943. L’export schizza a 5,2 milioni di barili al giorno per via della domanda di Europa e Asia dopo il blocco delle forniture mediorientali
La Cina resisterà meglio alla crisi del petrolio?
La Cina è più resistente allo shock petrolifero rispetto ad altri paesi: ecco perché. L’analisi di Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin.
Guyana, il piccolo gigante del petrolio. Report Economist
La Guyana, minuscolo Paese sudamericano, sta vivendo un boom economico senza precedenti grazie al petrolio offshore, beneficiando del rialzo dei prezzi causato dal caos in Medio Oriente, ma rischia la maledizione delle risorse se non saprà gestire con disciplina la ricchezza improvvisa. L’articolo dell’Economist.
Chi soffre di più per le carenze di petrolio. Report Ft
Corea del Sud, India, Malesia e Singapore sono molto esposti alla crisi del golfo Persico e rischiano di rimanere senza petrolio. L’articolo del Financial Times tratto dalla rassegna stampa di Liturri.
Sorpresa: i colloqui Usa-Iran rassicurano i mercati e fanno calare il petrolio
Il petrolio scende sotto i 100 dollari perché il mercato – nonostante il fallimento dei colloqui di Islamabad e il blocco americano di Hormuz – si aspetta un accordo tra Stati Uniti e Iran. La situazione resta grave ma forse “non è così drammatica come ci si sarebbe potuto aspettare”, scrive Tabarelli.
Ecco come il blocco di Hormuz sta aggravando la crisi di petrolio e jet fuel
Il mercato sta dicendo una cosa molto precisa: il problema non è il prezzo del petrolio. È il tempo necessario per averlo. E quando il tempo diventa scarso, il sistema smette di funzionare per ottimizzazione e inizia a funzionare per sopravvivenza. L’analisi di Gianclaudio Torlizzi tratta dal suo profilo X
Come la Cina ha aiutato l’Iran ad attutire il colpo delle sanzioni e a finanziare la sua macchina bellica. Report Wsj
Oggi, l’Iran vende miliardi di dollari in petrolio ogni mese. Per questo, può ringraziare un solo Paese: la Cina. Fatti, nomi e numeri nell’articolo del Wall Street Journal
Perché l’energia eccita i mercati finanziari. Report Wsj
La crisi nello stretto di Hormuz e il rialzo dei prezzi dei combustibili fossili stanno spingendo i fondi a riconsiderare il settore energetico come scudo contro l’inflazione. L’articolo del Wsj.
La guerra in Iran colpisce la California più di ogni altro Stato. Report Wsj
La California importa circa il 75 per cento del suo greggio e quasi un terzo proviene dal Medio Oriente. L’articolo del Wall Street Journal.
L’Iran attacca l’oleodotto saudita East-West: è possibile evitare lo stretto di Hormuz?
Nonostante l’accordo sul cessate il fuoco, gli attacchi dell’Iran ai paesi del Golfo non si sono interrotti. Tra le infrastrutture colpite c’è l’oleodotto East-West, fondamentale perché permette all’Arabia Saudita di evitare lo stretto di Hormuz (già richiuso). Tutti i dettagli.
La crisi nel golfo Persico fa schizzare le esportazioni di petrolio degli Stati Uniti
Ad aprile le esportazioni di petrolio degli Stati Uniti potrebbero raggiungere un livello record grazie alla domanda proveniente dall’Asia, che è dipendente dalle forniture bloccate nel golfo Persico. Numeri, dettagli e contesto.
Iran, tutte le mosse energetiche della Russia tra Europa e Asia
La Russia dice che c’è tantissima richiesta per i suoi combustibili fossili e che potrebbe riorientare le vendite lontano dall’Europa. Difficilmente le parole di Mosca spingeranno Bruxelles a mettere in discussione la sua politica energetica, anche considerati i danni ai gasdotti. Ecco dichiarazioni, dettagli e numeri.
Di chi sono le raffinerie di petrolio in Italia
La maggior parte della capacità di raffinazione petrolifera dell’Italia è sotto controllo straniero. Ecco dove sono le raffinerie di petrolio in Italia, quanto producono e chi le controlla.
Ecco perché il petrolio dell’Africa è nel mirino di Big Oil. Report Economist
Mentre il conflitto in Iran sconvolge i mercati petroliferi, le grandi compagnie occidentali stanno accelerando il ritorno in Africa, attratte da geologia promettente, tecnologie avanzate e condizioni contrattuali favorevoli. Che cosa emerge da un approfondimento del settimanale The Economist.
Energia, la guerra di Trump costa 14 miliardi al mese all’Ue
Il conflitto con l’Iran fa impennare gas e petrolio e mette sotto pressione i carburanti: Bruxelles prepara misure urgenti, ma avverte che la crisi sarà lunga. Estratto dal Mattinale europeo.
Trump vuole fermare l’eolico offshore con il petrolio
L’amministrazione Trump sta cercando di convincere le aziende a rinunciare alle concessioni per l’eolico offshore, offrendosi di risarcirle in cambio di nuovi investimenti nei combustibili fossili.
Non solo petrolio, perché i mercati restano vulnerabili ma la Cina mostra resilienza
Impatti e scenari non solo sul petrolio per la guerra nel Golfo. L’analisi di Jian Shi Cortesi, Investment Director Azioni growth Asia/Cina di GAM
Ecco come Arabia Saudita ed Emirati cercano di aggirare lo stretto di Hormuz
La possibilità che l’Iran ottenga il controllo dello stretto di Hormuz sta spingendo i paesi del golfo Persico a rivalutare le alternative. Ecco tutti i progetti dell’Arabia Saudita, degli Emirati e non solo.
Petrolio, Shell, Equinor e Total sbuffano contro l’Ue per il divieto di trivellazioni nell’Artico
Compagnie petrolifere come Equinor, Shell, TotalEnergies e ConocoPhillips stanno facendo pressing sull’Ue perché abbandoni il divieto di trivellazioni nell’Artico in modo da rafforzare la sicurezza energetica.
Petrolio a 100 dollari: cosa succederà negli Stati Uniti?
Mentre il mondo trema per la guerra nel golfo Persico e per la crisi del petrolio, alla fiera americana CeraWeek si festeggia. Ma sotto il tappeto ci sono molte ombre.
Ecco gli effetti della guerra nel Golfo su petrolio e gas
Il conflitto nel Golfo ridefinisce le prospettive del settore energetico. Ecco come. L’analisi di Adam Meyers, Senior Research Analyst di ClearBridge Investments, parte di Franklin Templeton.
La guerra nel Golfo vista da ExxonMobil, Chevron, BP, Shell e Total. Report Ft
Guadagni, incognite e scenari per ExxonMobil, Chevron, BP, Shell e Total dalla guerra nel Golfo. L’articolo del Financial Times tratto dalla rassegna di Liturri.
Ecco come Filippine, Pakistan, Sri Lanka e non solo stanno reagendo alla crisi del petrolio
L’Asia non sta rispondendo ai prezzi del petrolio riducendo i consumi: sta subendo un razionamento imposto dalla mancanza fisica di prodotto. L’analisi di Gianclaudio Torlizzi tratto dal suo profilo su X.
Perché i prezzi del petrolio occidentale e asiatico si sono allontanati
Il mercato globale del petrolio si sta disaccoppiando. L’analisi di Gianclaudio Torlizzi tratta dal suo profilo X.
La guerra in Iran mette alla prova la strategia energetica della Cina. Report Ft
La guerra in Iran mette alla prova la capacità della Cina di attingere alle sue riserve di petrolio. L’articolo del Financial Times tratto dalla rassegna di Liturri.
Non solo Venezuela: tutte le mosse di Trump per frenare l’impennata dei prezzi del petrolio
Trump ha allentato le sanzioni sulla compagnia energetica venezuelana Pdvsa e sospeso il Jones Act, legge che obbliga a utilizzare solo navi Usa per il trasporto di merci tra porti americani, in modo da aumentare l’offerta di petrolio venezuelano e ridurre i costi di trasporto interno negli Usa.
Che cosa succederà al petrolio e ai carburanti dopo gli attacchi di Israele e Iran?
Tutte le conseguenze degli attacchi alle infrastrutture energetiche del Golfo sui prezzi del petrolio e sulle esportazioni di carburanti. Il punto di Sergio Giraldo tratto dal suo profilo su X
Perché i petrolieri americani non festeggiano per i prezzi alti del greggio?
Proprio come nella primavera del 2022, i petrolieri americani non stanno investendo nell’aumento della produzione perché pensano che i prezzi del petrolio – cresciuti molto con la guerra all’Iran – torneranno presto a scendere. La Casa Bianca, poi, manda messaggi contrastanti: Trump ripete “drill, baby, drill”, ma vuole anche far crollare i prezzi dei carburanti. Numeri, dettagli e contesto.
Cosa prevede l’accordo Ue-Ucraina per il ripristino dell’oleodotto Druzhba con la Russia
L’Ucraina ha accettato l’aiuto dell’Unione europea per riparare l’oleodotto Druzhba, che trasporta greggio russo a Ungheria e Slovacchia. Bruxelles dice che la ripresa di questi flussi è importante per la stabilità del mercato energetico: l’Ue non importa moltissimo petrolio dal Medioriente, ma risente comunque dell’aumento dei prezzi.
Chi perde negli Stati Uniti con la guerra del Golfo
I dirigenti delle più grandi compagnie petrolifere degli Stati Uniti (Exxon, Chevron e ConocoPhillips) si sono lamentati con la Casa Bianca della guerra all’Iran, che sta facendo salire i prezzi del greggio e dei carburanti. Trump aveva promesso di abbassare il costo della vita, ma la benzina è ai massimi da due anni e la fiducia dei consumatori cala.
Petrolio, qual è la soglia del dolore per Usa e Iran
Prima che una delle parti in causa nella guerra ceda, si dovrà raggiungere il punto di massima sopportazione del disagio. Per l’Occidente, la soglia del dolore è posta a un prezzo del petrolio sopra i 150 dollari e della benzina sopra i 2,5 euro al litro in Italia. L’analisi di Sergio Giraldo.
Colpire l’isola iraniana di Kharg: azzardo calcolato?
Obiettivi e scenari sul raid Usa contro obiettivi militari sull’isola iraniana di Kharg. Il punto di Torlizzi tratto da X.
Perché le isole Kharg sono il cuore del petrolio iraniano
Le isole Kharg sono al centro dello scontro Usa-Iran: Washington ha condotto raid su basi militari con i terminal petroliferi ancora intatti, mentre Trump minaccia l’escalation o addirittura l’occupazione delle isole per sbloccare la rotta
Tutti gli effetti della crisi di Hormuz sul petrolio
Hormuz si svuota: il mercato petrolifero entra nella fase fisica della crisi. L’analisi di Gianclaudio Torlizzi tratta dal suo profilo X.
Non solo petrolio, siamo nelle economie del caos?
I mercati sembrano dare prova di una certa assuefazione alla nuova età del caos, quasi “mitridatizzati” alle emergenze permanenti. I prezzi del petrolio sono tesi ma si trovano nella condizione di “backwardation”, ovvero il prezzo a breve è più alto rispetto a quello dei contratti futures con scadenze lunghe, un segnale di timori di shock dell’offerta e di scarsità immediata. L’analisi di Carlo Benetti, Market Specialist di GAM.
Le ultime trumpate degli Usa sul petrolio russo
Gli Stati Uniti hanno emesso un’esenzione di trenta giorni dalle sanzioni sul petrolio russo: i paesi – non più solo l’India – potranno acquistarlo, a patto che si tratti di barili già caricati sulle navi. Intanto, le esportazioni e le rendite petrolifere della Russia sono in calo, ma la crisi nel golfo Persico potrebbe cambiare la situazione. Numeri, dettagli e contesto.
La guerra in Iran riaccende l’interesse per l’uranio
Il portafoglio ordini della società britannico-olandese Urenco, che produce uranio per le centrali nucleari, ha raggiunto livelli record. Il merito di tanta attenzione è anche delle tensioni in Medioriente, che hanno fatto salire l’attenzione per la sicurezza energetica. Numeri e dettagli.
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