Tutte le tensioni nell’Ue sull’energia
Cosa dice e cosa fa l’Ue sul dossier energia a latere ma non solo della guerra in Medio Oriente. Estratto dal Mattinale Europeo.
Ecco le ultime trumpate sul petrolio
Trump annuncia una nuova raffineria di petrolio negli Stati Uniti e chiede a Israele di interrompere gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Iran. La Casa Bianca cerca di rassicurare i mercati per far scendere i prezzi del greggio, ma la Us Navy ha respinto le richieste di scorta nello stretto di Hormuz. Intanto, si muove qualcosa per il rilascio di barili dalle riserve strategiche. Tutti i dettagli.
La crisi di Hormuz vista da Saudi Aramco
Saudi Aramco chiude il 2025 con profitti in calo del 12% a causa dei bassi prezzi del greggio. L’anno scorso la condizione del mercato petrolifero era molto diversa da quella attuale: oggi i prezzi sono alti, e potrebbero crescere ancora se la guerra all’Iran proseguirà a lungo. Ma l’Arabia Saudita non può beneficiare di questa situazione per via del blocco dello stretto di Hormuz.
Cosa faranno le banche centrali con la crisi di Hormuz?
Escalation in Medio Oriente e inflazione riaccendono la prudenza delle banche centrali. L’analisi del Team Advisory & Gestione di Intermonte.
Putin coccola l’Europa per gasarci di nuovo
Putin cerca di cavalcare la crisi energetica in Medioriente e apre alla possibilità di riattivare la relazione energetica con l’Unione europea. Ma Bruxelles ha investito molto capitale nel distacco dal gas russo, anche se c’è chi – come l’ex capo di Eni Franco Bernabè – chiede un ripensamento. Numeri, fatti e opinioni.
Cosa farà il G7 per abbassare il prezzo del petrolio
La guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno infine spinto i prezzi del petrolio sopra la soglia-simbolo dei 100 dollari al barile. Sia Teheran che Washington insistono con la linea dura, quindi il conflitto pare destinato a durare a lungo. Intanto, i paesi del G7 lavorano al rilascio congiunto di barili dalle riserve strategiche. Tutti i dettagli.
Dobbiamo prepararci a un nuovo shock del petrolio? Report Economist
Una guerra in Iran potrebbe causare lo shock petrolifero più grave degli ultimi anni. L’approfondimento del settimanale The Economist.
Perché Trump fa marcia indietro sul petrolio russo all’India?
La crisi nello stretto di Hormuz e il rialzo del petrolio minacciano l’India: così gli Stati Uniti le rilasciano una licenza di acquisto di petrolio russo per trenta giorni. Washington assicura che si tratta di una misura temporanea e che il Cremlino non ne beneficerà più di tanto, ma basterà un mese a risolvere la crisi in Medioriente?
Quali sono i paesi più colpiti dalla crisi nello stretto di Hormuz?
L’impossibilità di attraversare lo stretto di Hormuz è un problema soprattutto per la Cina, il Giappone, l’India e la Corea del sud, che dipendono dal petrolio e dal Gnl prodotti nella regione del Golfo. Finora, la guerra con l’Iran ha avuto un impatto tutto sommato modesto sui prezzi del greggio, mentre sta facendo schizzare quelli del gas. Tutti i dettagli.
Perché la crisi del Golfo scuote gas, petrolio e mercati globali
Cosa dicono gli ultimi dati sul petrolio e sul gas. L’analisi di Luca Longo.
Tutto sugli impianti di QatarEnergy e Saudi Aramco colpiti dall’Iran, ecco gli effetti per l’Italia
L’Iran ha attaccato due grandi impianti di lavorazione del petrolio e del gas liquefatto: il complesso di Ras Laffan in Qatar e la raffineria di Ras Tanura in Arabia Saudita. Dettagli, numeri e conseguenze sui prezzi europei del gas.
Che succede (e che succederà) al petrolio con la guerra in Iran?
Per il momento, la guerra in Iran ha causato un aumento moderato dei prezzi del petrolio, che si muovono poco sopra i 70 dollari al barile. La situazione potrebbe degenerare, però, con un blocco prolungato dello stretto di Hormuz, una delle vie di navigazione più importanti al mondo. Fatti, numeri e analisi.
Perché Trump vuole affondare la Marina dell’Iran. Il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz
Il controllo dello Stretto di Hormuz consente infatti al regime iraniano di bloccare il passaggio delle petroliere causando gravi danni al commercio mondiale. Ecco perché Trump ha detto che vuole annientare la Marina dell’Iran. Estratto di un approfondimento dell’Agi
La Russia esporta più petrolio, ma guadagna meno
La Russia sta esportando più petrolio, ma guadagnando meno. Le sanzioni occidentali non sono comunque riuscite ad abbattere le finanze di Mosca né a fermare l’invasione dell’Ucraina. Fatti, numeri e approfondimenti
Come smantellare le flotte fantasma che eludono le sanzioni contro Iran e Russia? Report Wsj
Flotte fantasma e sanzioni inefficaci. Fatti e possibili rimedi. L’articolo del Wall Street Journal tratto dalla rassegna di Liturri.
Cuba e la sfida energetica: risorse, dipendenza estera e una crisi senza precedenti
Cuba si trova oggi in una delle crisi energetiche più profonde della sua storia recente. L’analisi di Luca Longo.
Ecco le aziende che festeggiano per l’accordo Usa-Giappone
Stati Uniti e Giappone hanno rivelato i primi tre progetti legati all’accordo da 550 miliardi di dollari: una centrale a gas da 33 miliardi, un terminale per l’esportazione di petrolio e una fabbrica di diamanti sintetici. Tutti i dettagli e le aziende coinvolte.
La fine dello shale oil & gas made in Usa: i pionieri del fracking puntano all’estero
Dalla rivoluzione energetica al rallentamento della crescita: ecco come sta cambiando l’industria americana dello shale. L’approfondimento di Luca Longo
Perché Trump invita Cina e India a prendere il petrolio del Venezuela?
L’intervento degli Stati Uniti in Venezuela sembrava volto anche ad espellere la Cina dal paese. Trump, però, ha invitato Pechino a investire nel petrolio venezuelano. E anche l’India, dice, acquisterà il greggio di Caracas (controllato però da Washington).
Cosa succede a Eni e Repsol in Venezuela. Report Wsj
Eni e Repsol chiedono aiuto agli Stati Uniti per i crediti con il Venezuela. L’articolo del Wall Street Journal tratto dalla rassegna di Liturri.
L’Occidente e l’Ucraina stanno affondando la “flotta ombra” russa. Report Economist
L’Occidente sta colpendo le petroliere “ombra” con l’obiettivo di impedire alla Russia di vendere il proprio greggio. L’articolo dell’Economist.
Tutte le manovre di India e Canada sul petrolio e i minerali critici
Dopo il trattato di libero scambio con l’Unione europea, l’India potrebbe firmare degli accordi commerciali sul petrolio e sull’uranio con il Canada. Ottawa ha bisogno di nuovi mercati, mentre Nuova Delhi deve ridurre le importazioni dalla Russia; entrambi i paesi vogliono sfuggire alle pressioni di Trump. Tutti i dettagli.
A che punto è l’autosufficienza energetica Usa?
Le raffinerie americane sono dimensionate per raffinare greggi pesanti (come quello venezuelano) ma non lo shale oil prodotto in Texas. L’analisi di Luca Longo.
I dazi di Trump spezzeranno il legame petrolifero tra India e Russia?
L’India ha interesse a raggiungere un accordo sui dazi con gli Stati Uniti. Così il governo mette in mostra i dati sul calo delle importazioni di petrolio dalla Russia. Ecco numeri e dettagli
Lo shale americano rallenta: le major esportano il fracking in Australia, Argentina e Medio Oriente
Il boom dello shale Usa rallenta per esaurimento delle migliori riserve e produzione che dovrebbe raggiungere il plateau dal 2026-2027, spingendo le compagnie americane a esportare il modello fracking verso Australia, Argentina, UAE, Bahrain e potenzialmente Venezuela, nonostante costi più alti e complessità operative.
Come cambierà l’economia del Venezuela senza Maduro
Gli scenari economici, energetici e geopolitici per il Venezuela post Maduro. L’analisi di Kim Catechis, Investment Strategist di Franklin Templeton Institute.
L’Iran tra petrolio, gas e minerali critici
L’Iran vive il paradosso dell’abbondanza: è un colosso energetico, ma è soffocato da regime e cattiva governance. L’approfondimento di Luca Longo
A Exxon il petrolio del Venezuela non convince. A Chevron ed Eni, invece…
Trump non gradisce lo scetticismo di ExxonMobil sul Venezuela e dice che potrebbe impedirle di investire nel paese. Intanto, le riserve petrolifere di Caracas fanno gola ad altre società energetiche: Chevron, Shell, Repsol e anche l’italiana Eni. Tutti i dettagli.
Trump sta sopravvalutando il petrolio del Venezuela?
L’enorme ricchezza che Trump immagina sia lì in Venezuela ad aspettare di essere presa dagli americani semplicemente non esiste. L’analisi di Paul Krugman tratta da Appunti di Stefano Feltri.
Gli Usa affideranno il petrolio venezuelano a Trafigura e Vitol?
Due delle più importanti compagnie di trading di materie prime al mondo, Trafigura e Vitol (entrambe molto attive in Italia), potrebbero occuparsi dell’esportazione del petrolio venezuelano per gli Usa. Tutti i dettagli.
Cosa c’è e cosa non c’è in Groenlandia
La Groenlandia è un moltiplicatore geopolitico, dove convergono risorse critiche, commercio globale, cambiamento climatico e sicurezza nazionale. L’analisi di Luca Longo.
Dopo il petrolio venezuelano, Chevron si papperà anche gli impianti di Lukoil?
Chevron e il fondo Quantum sono interessati ad acquisire gli impianti all’estero della compagnia petrolifera russa Lukoil, sanzionata dagli Stati Uniti. Intanto, l’amministrazione Trump – che aveva già bloccato la transazione con Gunvor – sequestra una nave russa nell’oceano Atlantico.
Petrolio, la mossa di Trump in Venezuela ha mandato nel panico la Cina?
Mentre gli Stati Uniti dicono di voler controllare “a tempo indeterminato” le vendite di petrolio del Venezuela, le aziende cinesi non sanno più come muoversi nel paese. E se l’America decidesse di attaccare anche l’Iran, l’approvvigionamento energetico di Pechino sarebbe a rischio.
Così Trump agguanta il petrolio del Venezuela
Trump ha annunciato un accordo per l’esportazione negli Stati Uniti di trenta-cinquanta milioni di barili di petrolio venezuelano. Un’ottima notizia per Chevron, ma Caracas parteciperà ai profitti della vendita?
Venezuela, cosa cambierà per petrolio, difesa e mercati
Implicazioni per i mercati e gli investitori dopo l’intervento Usa in Venezuela. L’analisi di Stephen Dover, Chief Market Strategist e Head di Franklin Templeton Institute.
Le Big Oil americane si stanno davvero sfregando le mani per il Venezuela?
Trump vorrebbe trasformare il Venezuela in uno stato-satellite per la “energy dominance” degli Stati Uniti e preannuncia investimenti multimiliardari da parte delle compagnie energetiche statunitensi. Ma le Big Oil sono davvero disposte a spendere per il petrolio venezuelano? Fatti, numeri e approfondimenti
Ecco come il mondo si avvinghia ancora a petrolio e carbone
Il mondo registra un surplus di petrolio con prezzi in calo a beneficio dei consumatori, mentre il carbone tocca un record di consumo nel 2025 nonostante le rinnovabili. Ecco cosa scrivono Bloomberg e il Financial Times.
Ma che sta succedendo al colosso petrolifero Bp?
Bp, una delle maggiori compagnie petrolifere al mondo, ha nominato un nuovo amministratore delegato, il secondo in due anni: è Meg O’Neill, una veterana dell’industria oil & gas. La società, pressata dagli investitori, intende tagliare la spesa per le rinnovabili e tornare a concentrarsi sui combustibili fossili.
Petrolio, come zampillano le tensioni fra Usa e Venezuela
Gli Stati Uniti hanno sequestrato una grande petroliera al largo del Venezuela, un’operazione annunciata da Trump che Caracas ha definito “pirateria internazionale”.
Petrolio, perché i piani di Trump sul Venezuela eccitano Exxon e Chevron
Il Venezuela ha le riserve petrolifere più grandi del mondo ma estrae appena l’1% della produzione globale. Con Trump che ora minaccia di intervenire, tutto quell’oro nero potrebbe presto tornare in mano alle major americane. Fatti, numeri e approfondimenti
Putin a Nuova Delhi: abbracci e sfida ai dazi di Trump, ma cautela sul petrolio
Putin riceve a Nuova Delhi un’accoglienza calorosa da Modi e rilancia la partnership Russia-India, nonostante i dazi americani al 50%. Ma sul petrolio russo l’India resta cauta e non arrivano grandi nuovi accordi. Tutti i dettagli.
Davvero l’Ue non si gaserà più col gas russo?
Entro il 30 novembre 2027 l’Unione europea dovrà azzerare le importazioni di gas dalla Russia. “Stiamo voltando pagina”, ha dichiarato von der Leyen: ma è davvero così? Estratto dal Mattinale Europeo.
Petrolio, tutte le nuove mosse di Eni, Shell, Total, Exxon e Chevron in Libia
Le grandi compagnie petrolifere occidentali stanno tornando in Libia per nuove esplorazioni, mentre Tripoli cerca investimenti e l’aiuto degli Usa per aumentare la produzione. Ecco cosa scrive il Financial Times.
Shell promette di gasare l’Italia in cambio di nuove autorizzazioni estrattive
Shell, attiva nei grandi giacimenti di Val d’Agri (con Eni) e Tempa Rossa (con Total), promette nuovi investimenti nell’aumento della produzione di idrocarburi se il governo le concederà nuove autorizzazioni. Numeri e dettagli.
Perché l’ultimo rapporto dell’International Energy Agency fa discutere
L’ultimo World Energy Outlook dell’International Energy Agency reintroduce uno scenario più prudente, secondo il quale la domanda di petrolio e gas crescerà fino al 2050: c’entrano le pressioni dell’amministrazione Trump. Tutti i dettagli.
Ecco i piani di Chevron su petrolio, dividendi, Ia e non solo
Chevron, una delle principali Big Oil al mondo, ha detto che nei prossimi cinque anni darà priorità alla distribuzione di dividendi agli azionisti, anziché all’espansione della produzione di idrocarburi. La società punterà sulla chimica e sulla fornitura di elettricità per l’intelligenza artificiale. Tutti i dettagli.
Petrolio, perché l’Opec+ sospenderà gli aumenti della produzione
L’Opec+ ha deciso di produrre più petrolio a dicembre, ma sospenderà gli aumenti da gennaio a marzo. Il cartello guidato dall’Arabia Saudita teme un eccesso di offerta sul mercato, mentre non è ancora chiaro l’impatto delle nuove sanzioni sulla Russia. Intanto, Trump minaccia un intervento armato contro la Nigeria, primo produttore petrolifero d’Africa.
Petrolio russo e microchip di Nvidia: di cosa non hanno parlato Trump e Xi
Nonostante i progressi sui dazi, le terre rare e la soia, l’incontro tra Trump e Xi non ha prodotto risultati per quanto riguarda il commercio dei microchip di Nvidia e gli acquisti di petrolio e gas russi. Ecco cosa sappiamo.
Non solo Isab: le nuove sanzioni Usa obbligano Lukoil a vendere le raffinerie in Europa
A seguito delle nuove sanzioni degli Stati Uniti, Lukoil – la seconda compagnia petrolifera più grande della Russia – si sta muovendo per vendere i suoi impianti in Europa e in Medioriente. La società era proprietaria della Isab, la raffineria più grande d’Italia. Tutti i dettagli.
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