Economia

Che cosa succede in Leonardo-Finmeccanica? Fatti, nomi, dossier e rumors fra governo, De Gennaro e Profumo

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ALESSANDRO PROFUMO AD LEONARDO

Tensioni fra governo e Leonardo-Finmeccanica?

Le ultime vicende sul dossier Piaggio Aerospace inducono a rispondere sì. Ma ci sono anche altre questioni da dirimere fra Difesa, governo e gruppo partecipato dal ministero dell’Economia.

GLI ULTIMI RUMORS SU LEONARDO-FINMECCANICA

Ad esempio, si racconta in ambienti della federazione dei dirigenti privati, in una delle ultime riunioni con il top management di Leonardo è stato sollevato il problema di “commesse importanti che necessitano di nuovi finanziamenti pubblici”, come peraltro si evince da un comunicato della Fiom-Cgil. Quali? Start Magazine cercherà di capirlo nei prossimi giorni.

I MALUMORI DI AIAD E DI LEONARDO-FINMECCANICA

Di certo sono noti i malumori dell’industria della Difesa, riunita e rappresentata dall’associazione Aiad, per la riduzione degli stanziamenti previsti sia sul programma dei missili Camm.Er di Mbda (come da tempo sottolinea Analisi Difesa di Gianandrea Gaiani) sia per la scelta non ancora assunta dal governo sulla partecipazione al caccia di sesta generazione. Malumori accolti e condivisi dalla Lega (qui l’approfondimento di Start Magazine).

FORCING PRO TEMPEST

Sul caccia di sesta generazioni la preferenza di Leonardo non è per il progetto franco-tedesco ma è per il Tempest britannico, al quale il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro e guidato dall’amministratore delegato Alessandro Profumo già partecipa: studi come quelli di Michele Nones di Affari Internazionali da sempre vicino al gruppo di Piazza Monte Grappa, parlano chiaro.

L’APPELLO DI LEONARDO-FINMECCANICA A CDP, SACE E SIMEST

Negli ultimi giorni è emerso anche un altro auspicio da parte di Leonardo. Una sorta di appello al governo e alle società statali come Cdp, Sace e Simest a sostenere all’estero il gruppo Leonardo è stato di fatto lanciato in Parlamento dall’amministratore delegato dell’ex Finmeccanica, Profumo (qui il video dell’audizione).

CHE COSA HA DETTO PROFUMO IN PARLAMENTO

L’ex banchiere di Unicredit ed Mps, nel corso dell’audizione in commissione Difesa al Senato sulle “Prospettive dell’export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza”, ha suggerito alle istituzioni di dare man forte all’export delle industrie del settore.

IL PASSAGGIO SALIENTE DELL’AUDIZIONE

Un passaggio dell’audizione è stato in particolare notato dai senatori. Eccolo: serve “un’azione sempre più coordinata sotto il profilo del supporto economico-finanziario alle imprese della difesa (parliamo della legge 808/85), uno strumento chiave per lo sviluppo di nuovi prodotti e capacità)”, ha detto Profumo, trovando il plauso dei senatori M5S che adesso incalzeranno il Tesoro.

GLI AUSPICI DI PROFUMO

Rispetto al supporto Sace-Simest per le esportazioni, ha aggiunto il capo azienda di Leonardo-Finmeccanica, “sarebbe da valutare se sia logico avere un plafond difesa che pone dei limiti; c’è poi il tema dei fondi della legge 295/1973) per il supporto che Simest può dare all’attività di esportazione”.

“Pensiamo – ha concluso Profumo – si possano avere delle ottimizzazioni nella nostra normativa, prevedendo soluzioni che possano consentire un sostegno dell’export più rilevante, in linea con quanto stanno facendo i nostri concorrenti”.

I CONSIGLI DI AIRPRESS DI MESSA (LEONARDO-FINMECCANICA)

Ma anche senza modificare le leggi ci possono essere comunque azioni di concerto sistemico statale, ha rimarcato la rivista Airpress molto seguita in ambienti militari e dei Servizi segreti: “Qualora non ci fosse la volontà di modificare il sistema con legge ad hoc, sarebbe comunque importante almeno garantire adeguati investimenti in ricerca e sviluppo (R&S) per restare competitivi sul mercato e fornire attraverso Sace (società del gruppo Cdp specializzata nel credito e assicurazione per l’internazionalizzazione) e Simest un potenziamento del sistema finanziario di supporto all’export”, ha scritto la rivista specializzata su difesa e aerospazio edita da Paolo Messa, attuale direttore Relazioni Istituzionali Italia del gruppo presieduto da Gianni De Gennaro, sulla scia dell’audizione dell’amministratore delegato (che su Airpress campeggia con due pagine di intervento, superate dunque con tutta probabilità le tensioni Profumo-Messa raccontate giorni fa da Dagospia).

Se i vertici di Leonardo avanzano richieste alla politica e alle istituzioni, anche la politica attende risposte da Leonardo. L’ultimo caso evidente è quello sul dossier Piaggio Aero.

ECCO IL PIANO DEL GOVERNO SU PIAGGIO-AERO CON LEONARDO-FINMECCANICA

Niente “spezzatino”. Piaggio Aerospace deve andare sul mercato intera, forte delle capacità progettuali, della manodopera specializzata ma soprattutto di 39 offerte arrivate al commissario, che ha chiesto ulteriore tempo per valutarle. E forte anche delle commesse statali che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane, quelle militari decise forse dalla Difesa in un documento che sarà pubblicato il 15 giugno. E’ questo il piano per il rilancio di Piaggio Aero che il vicepremier e ministro per le Attività Produttive Luigi Di Maio ha illustrato venerdì 17 maggio al commissario Vincenzo Nicastro e ai sindacati durante una visita allo stabilimento di Villanova D’Albenga (Savona). Il gruppo ha 1.100 addetti anche in altre sedi, di cui 500 in cassa integrazione.

LE TENSIONI FRA COMMISSARIO E LEONARDO-FINMECCANICA SULLO SPEZZATINO DI PIAGGIO

Una linea di marcia che si inserisce nel solco di quello che lo stesso commissario ha detto nei giorni scorsi sul processo di vendita di Piaggio da dismettere in blocco e non per singoli comparti – manutenzione e/o produzione di velivoli e motori – come invece auspicato da Leonardo, l’ex gruppo Finmeccanica (qui l’approfondimento di Start Magazine sulle differenti impostazioni tra Leonardo e il commissario, bando di gara alla mano).

CHE COSA HA DETTO IL COMMISSARIO DI PIAGGIO AEROSPACE

Nicastro ha chiesto ulteriori 90 giorni, come consente la legge ha detto, necessari anche a valutare le 39 manifestazioni di interesse pervenute, delle quali 26 per acquisire l’azienda intera. Niente da fare per Leonardo, interessata solo al settore manutenzioni di motori?

GLI AUSPICI DEL GOVERNO SU LEONARDO-FINMECCANICA E PIAGGIO

Non ci sarà alcuna contrapposizione con Leonardo-Finmeccanica, come ha rassicurato il capo politico del Movimento 5 Stelle, ma il forcing del governo è chiaro nei confronti del gruppo italiano dell’aerospazio e della Difesa partecipato dal ministero dell’Economia come si evince da un’altra dichiarazione del vicepremier pentastellato.

IL PRESSING DI DI MAIO SU LEONARDO-FINMECCANICA

“Le proposte di Leonardo sono sul tavolo – ha proseguito infatti Di Maio – io credo che con Leonardo si debba necessariamente lavorare, ma in un’ottica di collaborazione tra un’azienda privata come Piaggio, che spero possa tornare sul mercato tutta intera e a piena occupazione nei prossimi mesi, e un’azienda partecipata di Stato. Non credo ci debbano essere contrapposizioni; l’unica cosa che non sono disposto a fare, e questo i lavoratori e il management lo devono sapere, è spezzettare questa azienda. Qui c’è una grande manodopera, una tradizione di persone che lavorano, e va tutelata e rispettata”. Come dire, secondo alcuni osservatori: Leonardo è partecipata dal Tesoro e quindi fa (anche) quello che le dice l’azionista Stato.

LE SINTONIE PROFUMO-DI MAIO

I Pentastellati sono fiduciosi sul cambiamento di impostazione da parte di Leonardo su Piaggio Aero. D’altronde su diversi dossier il gruppo presieduto da De Gennaro e capeggiato da Profumo ha seguito e assecondato gli auspici della politica. Così è stato nel caso di Vitrociset che Profumo non voleva rilevare (fino al giorno primo dell’offerta i comunicatori di Profumo assicuravano il disinteresse per l’azienda romana che lavora anche per il Servizi segreti) ma poi ha comprato scalzando in extremis la cordata Fincantieri allestita da Bono e Pertosa (e i dirigenti di Vitrociset attendono ancora di comprendere come saranno integrati in Leonardo, si sbuffa in ambienti sindacali dalle federazione dei dirigenti pubblici e privati). Così è stato nel caso dell’Industria italiana autobus (Iia) nel cuore di Di Maio perché ha una sede ad Avellino: Leonardo-Finmeccanica è entrata nel capitale sborsando circa 20 milioni di euro oltre a quelli scuciti dalla società statale Invitalia (il cui vertice in scadenza cerca una riconferma ancora in forse). E così è stato con la visita allo stabilimento di Leonardo a Pomigliano d’Arco (come da foto) con annunci tonitruanti di Profumo e Di Maio (annunci che in verità prevedono anche finanziamenti della Regione Campania presieduta da Vincenzo De Luca, come svelato in questo articolo di Start Magazine).

LA PARTITA DELLE NOMINE PER PROFUMO E DE GENNARO

Ma c’è anche un altro dossier che scalda non poco la galassia di Leonardo e la politica. E’ la partita delle nomine ai vertici del gruppo. Che cosa succederà a De Gennaro e Profumo? Sul prossimo numero del mensile Ore12Economia, il direttore Pietro Romano che segue da tempo il settore difesa e aerospazio scrive che allo scadere del mandato il prossimo dicembre alla presidenza di Leonardo De Gennaro potrebbe diventare segretario generale del Consiglio supremo di Difesa ora retto da Rolando Mosca Moschini: “Il Consiglio supremo di Difesa, previsto dalla Costituzione, fu istituito nel ’50. E’ una specie di direttorio, presieduto dal capo dello Stato, di cui fanno parte i massimi responsabili, politici e tecnici, della sicurezza nazionale. Un organismo che nel prossimo futuro dovrebbe tra l’altro occuparsi del riorientamento della difesa sul fronte cyber. Un argomento con il quale De Gennaro, tra l’altro presidente del Centro studi americani e già sottosegretario ai Servizi con Mario Monti e capo dei Servizi segreti, ha preso dimestichezza”.

Al posto di De Gennaro, come presidente – secondo Ore12Economia – ha chance Guido Crosetto, presidente dell’Aiad.

E Profumo? Sarà riconfermato? L’ex banchiere ci punta. Nel caso di mancata riconferma, l’ipotesi di Romano parla del manager scozzese Norman Bone, ora a capo della divisione Elecronics del gruppo.

GLI SCENARI SU CINA E RUSSIA PER LEONARDO-FINMECCANICA

E proprio dalla divisione guidata da Bone sono giunti alcuni scenari non di poco conto sulle probabili direzioni di marcia. Leonardo punterà a nuove partnership su prodotti nel settore Elettronica, grazie ad alleanze industriali con soggetti che operano in attività complementari a quelle svolte dalla divisione Elettronica di Leonardo. Fermo restando le restrizioni commerciali già in atto, per l’export militare di prodotti “sensibili” nel settore della difesa, nei confronti di Russia e Cina. Quindi, neppure partnership con Pechino e Mosca.

IL COMUNICATO SINDACALE SULL’ELETTRONICA DI LEONARDO-FINMECCANICA

D’altronde, alcune bozze di riunioni tecniche attestavano le indiscrezioni dell’articolo in questione: Ad esempio, ecco quello che si legge in un comunicato della Fim-Cisl a valle dell’incontro dei sindacati con il top management della divisione Elettronics: “Un altro filone di sviluppo guarda alla definizioni di nuove partnership su prodotti costruendo alleanze con soggetti che operino su attività complementari a quelle svolte da Elettronica con cui irrobustire le qualità e le caratteristiche dei Prodotti/servizi integrati escludendo ad ora Russia e Cina”, è scritto infatti in un comunicato affisso per giorni nelle bacheche delle aziende del gruppo ex Finmeccanica.

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