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Mgcs Italia

Leonardo-Iveco, ecco come l’Italia spinge per entrare nel programma franco-tedesco Mgcs

Secondo il quotidiano francese La Tribune il nostro paese rivendica un terzo del programma franco-tedesco Main Ground Combat System (Mgcs) ma Berlino fa resistenza. Non solo. Il governo italiano starebbe incoraggiando Leonardo e Iveco a unire le attività negli armamenti terrestri.

Il governo italiano sollecita una fusione tra Iveco Defence Vehicles e Oto Melara (la controllata armamenti terrestri di Leonardo) per entrare a gamba tesa nel programma franco-tedesco Mgcs (Main Ground Combat System), il carro armato da combattimento del futuro.

È quanto rivela oggi il quotidiano francese La Tribune secondo cui il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto “spinge forte per entrare nel Mgcs e “ne parla regolarmente al ministro delle Forze Armate francese Sébastien Lecornu”.

Noto come Main Ground Combat System, l’Mgcs è un progetto di Knds, consorzio franco-tedesco formato dai gruppi per la difesa Krauss-Maffei Wegmann (Kmw, Germania) e Nexter Defence Systems (Francia) in cooperazione con Rheinmetall.

La cooperazione franco-tedesca nel campo della difesa ha faticato a concretizzarsi sui due grandi progetti Fcas e Mgcs, lanciati entrambi nel 2017. Il primo è il programma Fcas (Future Air Combat System) a guida francese. Anche il progetto Fcas ha subito un lungo stallo a causa di disaccordi tra Dassault Aviation e Airbus sulla suddivisione dei lavori. Frizioni superate solo lo scorso dicembre dopo un’intensa pressione politica.

Ma Roma deve convincere Berlino a fargli posto “al più presto possibile” in questo programma complesso da lanciare tra Francia e Germania, e quindi a rompere la barriera tedesca che per il momento è ben chiusa, sostengono le fonti a La Tribune.

Tutti i dettagli,

L’ITALIA VUOLE SALIRE A BORDO DEL PROGRAMMA MGCS

Non è un mistero che il nostro paese puntasse a entrare nel progetto franco-tedesco per il carro armato europeo del futuro.

Fin da subito, sia l’Italia sia la Polonia hanno ripetutamente chiesto di aderire al programma Mgcs, ma Parigi e Berlino hanno voluto mantenere il progetto esclusivamente bilaterale fino allo sviluppo di un prototipo. Ma la cooperazione franco-tedesca si è incrinata e il progetto è rimasto bloccato nella fase di studio dell’architettura, regolarmente prorogata per diversi mesi. Nel frattempo, Svezia e Italia si aggiunti come osservatore nel programma Mgcs, prima Stoccolma nel 2021, poi Roma l’anno scorso.

Già quest’estate il quotidiano francese sosteneva che le prossime fasi potrebbero vedere l’ingresso di Leonardo con la controllata Oto Melara nel progetto Mgcs. Sempre La Tribune ricordava infatti come lo scorso giugno al salone aereo di Bourget, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha rivelato in un tweet di aver avuto una “lunga conversazione” con il suo omologo francese Sébastien Lecornu su diversi temi, tra cui uno sulla “cooperazione nel settore dell’industria della difesa”.

E Roma non si accontenta di un posto qualsiasi nel progetto franco-tedesco. “Secondo fonti attendibili gli italiani pretendono che un terzo del Mgcs, senza avere lo status di osservatore, partecipi a questo programma non appena sarà sviluppato” sostiene La Tribune aggiungendo che si tratterebbe di “Uno scenario quasi identico a quello che la Spagna è riuscita a ottenere nel programma Fcas (Future Air Combat System)”.

LA STRATEGIA DELLA DIFESA ITALIANA NEL SETTORE TERRESTRE

A corroborare questa ipotesi, il quotidiano d’Oltralpe scrive che il nostro paese ha addirittura messo in discussione “l’acquisto dei carri armati Leopard AX, che dovrebbero in linea di principio rinnovare la flotta attualmente composta da Ariete e Leopard 1, e completare la capacità di combattimento delle forze corazzate italiane”.

Il 16 ottobre la Difesa italiana ha pubblicato e trasmesso al Parlamento il documento programmatico pluriennale (Dpp) per la Difesa per il triennio 2023-2025. Quest’ultimo ufficializza la previsione di spesa di 8,2 miliardi per l’acquisto dei carri armati tedeschi Leopard 2 (prodotti dalle tedesche Kmw e Rheimmetall) e “l’avvio di programmi di collaborazione a livello europeo per lo sviluppo dei sistemi terrestri di futura generazione, quali l’Armoured Infantry Combat System e il Main Ground Combat System”, come illustrato di recente dal ministro Crosetto in audizione presso le commissioni Difesa delle Camere.

“Nell’ottica della cooperazione internazionale, l’acquisizione di carri Leopard di nuova generazione creerà condizioni vantaggiose per l’espansione della partnership al programma di sviluppo del futuro MBT europeo” spiegava sempre in audizione parlamentare la Sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti precisando che “una cooperazione più profonda con la controparte tedesca potrà facilitare l’inserimento nel progetto franco-tedesco Main Ground Combat System – MGCS, il quale si prevede non entrerà in linea prima del 2040”.

FUSIONE IN VISTA TRA IVECO E OTO MELARA (LEONARDO)?

Ma prima di salire a bordo del programma Mgcs, l’Italia vuole arrivare pronta.

Secondo le stesse fonti di La Tribune, “il governo italiano vorrebbe fondere i due produttori, Iveco Defence Vehicles (IDV), la filiale dedicata ai veicoli militari (veicoli blindati, veicoli anfibi, ecc.) del gruppo Iveco (100%), e le attività nell’armamento terrestre della Leonardo (già Oto Melara)”.

«L’Italia desidera costituire una società risultante dalle attività di Leonardo e Iveco Defence Vehicle sul modello Knds», spiegano a La Tribune. Questa operazione dovrebbe essere facilitata dalla stretta collaborazione tra i due gruppi. Oto Melara fa parte infatti insieme a Iveco del consorzio Cio, capofila dell’industria nazionale negli armamenti terrestri. Nel 1985 Oto Melara è entrata a far parte di un consorzio paritetico con l’Iveco, formando l’attuale Cio Iveco-Oto Melara per lo sviluppo e la produzione di veicoli blindati come il Centauro (I e II) e il supporto ai veicoli. “All’interno di questo consorzio, Iveco Defence Vehicles si occupa dei motori, della parte di mobilità, di tutti i componenti automobilistici, dell’integrazione finale dei veicoli blindati gommati mentre Leonardo è responsabile dei sistemi d’arma, del puntamento e del controllo del fuoco, nonché dell’integrazione finale di veicoli blindati cingolati” ricorda il quotidiano francese.

E LEONARDO?

In tutto ciò, qual è la posizione del colosso della difesa italiano?

“L’Italia ha una competenza importante in Oto Melara ma anche nella componente Iveco con cui siamo partner nel consorzio”, ha detto il direttore generale di Leonardo, Lorenzo Mariani, in audizione alla Commissione Difesa della Camera la scorsa settimana.

Nel 2021, il gruppo capeggiato all’epoca da Alessandro Profumo aveva messo in vendita la controllata armamenti terrestri insieme a Wass, cessione rimasta in stand-by. Nel frattempo, la Difesa ha confermato l’intenzione di comprare i carri armati Leopard 2, prodotti dalle tedesche Kmw e Rheimmetall (entrambe avevano fatto un’offerta per la controllata di Leonardo). Ora l’ex Finmeccanica guidata da Roberto Cingolani punta al coinvolgimento di Oto Melara nel programma.

“Probabilmente sarà opportuno avere una collaborazione a livello europeo perché non credo ci sia spazio per più piattaforme: stiamo cercando una collaborazione dignitosa sia in termini di partecipazione che di tecnologia e il supporto finanziario che deriva dal Dpp è un ottimo viatico”, ha precisato Mariani.

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