Innovazione

Ecco come e perché Vodafone e Microsoft deludono Trump su Huawei

di

huawei

Vodafone e Microsoft continueranno a rifornirsi dalla cinese Huawei, snobbando il pressing di Donald Trump. Tutti i dettagli

Mentre al Mobile World Congress i nuovi schermi pieghevoli conquistano i riflettori e la realtà virtuale sembra tornare all’attenzione di tutti, il 5G mostra cosa è in grado di fare in termini di connessione. Proprio a Barcellona, in questi giorni, Vodafone e Huawei hanno allestito un’area demo, aperta ai visitatori, in cui è stata offerta l’esperienza delle reti live e dei nuovi dispositivi 5G ready.

Ma la dimostrazione delle due aziende dice molto di più: Vodafone e Huawei collaborano e continueranno a farlo, nonostante Donald Trump e il suo staff continuino a far pressione sulle aziende e sui governi europei per interrompere la fornitura di apparecchiature cinesi che possano mettere in discussione la sicurezza nazionale. A non voler interrompere i rapporti con la società di Shenzhen, è anche l’americana Microsoft. Ma andiamo per gradi.

VODAFONE SUPPORTA HUAWEI

Partiamo da qui. Al Mobile World Congress, Vodafone non ha perso occasione per ribadire la sua idea su Huawei. Dopo aver annunciato di fermare le forniture dall’azienda cinese, la Casa tecnologica inglese ha fatto un passo indietro e ha deciso di continuare a servirsi dell’azienda di Shenzhen.

IL CEO DI VODAFONE: SBAGLIATO INTERROMPERE I RAPPORTI

A dire il vero, il CEO di Vodafone, Nick Read, si è spinto anche oltre e al Congresso mondiale sui nuovi dispositivi mobili, come riporta la CNBC, ha affermato che interrompere i rapporti con la società cinese sarebbe sbagliato per lo sviluppo del 5G in Europa e ostacolerebbe la concorrenza nella catena di fornitura.

La cinese Huawei, la finlandese Nokia e la svedese Ericsson sono i tre maggiori fornitori di apparecchiature per le telecomunicazioni nel mondo, con oltre la metà dei ricavi sul mercato. “Escludere Huawei significherebbe concentrarsi su solo due player e penso che sia una posizione malsana non solo per noi come industria ma anche per lo sviluppo dell’infrastruttura nazionale, ha detto Read.

DIRE ADDIO A HUAWEI SAREBBE COSTOSO E ALLUNGA TEMPI LANCIO 5G

Read ha affermato anche che sarebbe “molto molto costoso” per operatori e consumatori se “le aziende fossero costrette ad un ricambio delle apparecchiature Huawei a favore di quelle concorrenti”, aggiungendo che la cosa ritarderebbe il lancio del 5G in Europa di “probabilmente due anni ”.
Scegliere di chiudere i rapporti con Huawei “strutturalmente svantaggia l’Europa”, ha detto Read. “Ovviamente gli Stati Uniti non hanno questo problema perché non inseriscono le apparecchiature Huawei”.

SERVONO PROVE

“In questo momento preferirei lavorare con governi e aziende” che portino accuse “basate sui fatti”, ha concluso il Ceo di Vodafone, facendo riferimento all’allarme sicurezza più volte sottolineato dagli Usa.

LE COLLABORAZIONI DI MICROSOFT

Ma proprio negli Usa ha sede una delle più grandi aziende di tecnologia che ha deciso di mantere inalterati i rapporti con Huawei, secondo quanto si legge sul Corriere della Sera.

La questione, in realtà, non è proprio lineare e chiara, in questo caso e si attendono importanti sviluppi in materia. Anche Microsoft, in queste prime settimane del 2019, è finita nell’elenco delle grandi compagnie statunitensi di internet bloccate in Cina, dopo Facebook, Twitter, Whatsapp e Google. Nei giorni scorsi, infatti, Pechino ha bloccato il motore di ricerca Bing, gestito da Microsoft. La società di Redmond avrebbe comunque avviato un’inchiesta per chiarire al meglio la questione.

USA: E’ QUESTIONE DI SICUREZZA. IL TWEET DI MIKE POMPEO

Intanto a ribadire la posizione a stelle e strisce è un tweet di Mike Pompeo, segretario di Stato americano: “Con la rivoluzione #5G, la sicurezza delle reti di comunicazione è ancora più importante per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei nostri partner e alleati. Dobbiamo garantire la sicurezza delle apparecchiature 5G limitando l’accesso ai regimi autoritari e il controllo sulle nostre reti”.

Il riferimento, seppur non esplicito, è al governo cinese e alle due aziende tecnologiche che si occupano di tecnologia 5G, Huawei e Zte.

LA PARTITA DEL 5G

Le due compagnie sono state già escluse dal mercato americano diversi mesi fa, con l’accusa (senza alcuna prova evidente) che le tecnologie potrebbero consentire lo spionaggio da parte del governo cinese. Huawei ha subito anche un altro duro colpo, oltre all’esclusione commerciale: a dicembre 2018 su mandato di cattura americano con richiesta di estradizione, la polizia del Canada ha arrestato Meng Wanzhou, direttrice finanziaria del gruppo.

Quello che c’è in ballo, però, non è solo la “sicurezza”: Usa e Cina infatti si contendono il mercato mondiale del 5G: chi lo gestirà vincerà un bottino che non è di poco conto. E per

EUROPA TRA DUE FUOCHI

In questa partita, l’Europa è al centro ed è divisa tra due fuochi: chiudere con la Cina significherebbe aumentare i prezzi della merce del 30%, mantenere i rapporti significa essere consapevoli che si potrebbe avere a che fare con una possibile “spia”.

LE PRESSIONI SULL’ITALIA

Anche l’Italia è stata messa in allarme (e sotto pressione). Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, infatti, l’ambasciata americana a Roma ha convocato l’amministratore delegato di un grande operatore mobile italiano, invitando il gruppo a non usare più le apparecchiature di rete a marchio Huawei. La richiesta, però, sarebbe stata respinta immediatamente per mancanza di tecnologie sostitute sul mercato.

Anche il Governo italiano ha preso posizione e con una nota ufficiale del MISE ha sostenuto di voler mantenere i rapporti con l’azienda cinese, che nel Bel Paese detiene un terzo del mercato degli smartphone e ha accordi importanti con Leonardo (ex Finmeccanica), Poste Italiane, Vodafone e Tim (qui l’approfondimento).

ALCUNI APPROFONDIMENTI DI START SUL CASO HUAWEI:

ECCO COME NASCE E COME AGISCE HUAWEI NEL MONDO

COME SI MUOVERA’ IL COPASIR SU HUAWEI

COME SI DIFENDE HUAWEI IN ITALIA

TUTTI I SUBBUGLI NEL GOVERNO SUL CASO HUAWEI CON LE PRESSIONI DI USA E SERVIZI. NOTIZIE E INDISCREZIONI

Come il network Five Eyes dell’Intelligence ha preparato il blocco mondiale a Huawei. L’analisi di Fabio Vanorio

CHI APPOGGIA E CHI NON APPOGGIA TRUMP CONTRO HUAWEI. PARLA MARTA DASSU’ (ASPEN)

I TRAMBUSTI DI HUAWEI ANCHE IN FRANCIA, GERMANIA, GRAN BRETAGNA E BELGIO

VI DICO CHE COSA SI DICE IN CINA SULLA GUERRA USA-CINA SUL CASO HUAWEI. PARLA SISCI SENTITO DA ORIOLES

COME IL CASO HUAWEI IN USA COINVOLGERA’ LOBBISTI E MANAGER DELLA DIFESA E DELL’HI-TECH. L’ANALISI DI VANORIO

PERCHE’ E’ NSA UNO DEI VERI NODI DELLA GUERRA USA CONTRO HUAWEI. L’ARTICOLO DI ARNESE

ECCO CHI SONO LE AZIENDE IN ITALIA CHE LAVORANO CON HUAWEI. L’ARTICOLO DI ARNESE E CARETTO

COME E PERCHE’ TRUMP STA AGGREDENDO HUAWEI E LA CINA. L’ARTICOLO DI FABBRI DI LIMES

L’ANALISI DI FRANCESCO GALIETTI SUGLI SCENARI INDO-PACIFICI PER L’ITALIA DOPO IL CASO HUAWEI

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati