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5G, ecco come la Germania aizzata dagli Stati Uniti cercherà di azzoppare Huawei

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Che cosa succede a Huawei? Il Punto di Marco Orioles

Anche il governo di Berlino sta considerando di impedire a Huawei di partecipare allo sviluppo dell’infrastruttura nazionale del 5G. Lo ha rivelato giovedì il quotidiano tedesco Handesblatt, in una notizia successivamente confermata da altre testate internazionali, tra cui il Wall Street Journal e Cnbc.

Per procedere all’esclusione del colosso di Shenzen, il governo guidato da Angela Merkel potrebbe rafforzare i requisiti di sicurezza richiesti per la costruzione della rete mobile di quinta generazione. E lo farebbe in modo tale da rendere impossibile ai detentori delle licenze di usare le apparecchiature Huawei. Si tratterebbe, dunque, di un modo indiretto per colpire la compagnia cinese, anche se il governo non esclude una riforma ad hoc della legge sulle telecomunicazioni. In ambedue i casi, il risultato sarebbe lo stesso: impedire che Huawei metta le mani in un sistema strategico per l’economia e la società tedesche, recependo così le direttive dell’alleato americano, che sta facendo pressioni sui partner perché prendano provvedimenti contro un’azienda dietro cui si intravede l’ingombrante ombra del Partito Comunista Cinese.

Secondo quanto rivelato da Handesblatt, la discussione in corso in seno al governo tedesco sul caso Huawei sta avvenendo a più livelli: sono coinvolti per la precisione tre ministeri (Interni, Economia, Trasporti), l’Agenzia Nazionale per la Rete e l’Ufficio Federale per la Sicurezza dell’Informazione. “Stiamo conducendo”, ha spiegato un membro dell’esecutivo al Wall Street Journal, “una completa analisi interdipartimentale su come potremmo emendare i requisiti di sicurezza (della rete 5G) in modo che colpisca Huawei”. “Ci sono”, precisa il funzionario, “serie preoccupazioni circa la costruzione di una infrastruttura 5G che includono avvertimenti riguardo” la possibile presenza di “backdoor nei componenti hardware”. Si tratta, esattamente, degli ammonimenti dell’intelligence Usa, persuasa che Huawei – dietro precise direttive di Pechino – possa installare in modo fraudolento all’interno delle proprie apparecchiature dei sistemi, chiamati backdoor, che consentirebbero al governo cinese di condurre una sofisticata opera di spionaggio ai danni degli utenti pubblici e privati della rete presa di mira.

La fonte del quotidiano americano sottolinea che alzare gli standard di sicurezza dell’infrastruttura 5G è l’unico metodo legale che il governo tedesco può seguire per escludere Huawei, dato che le leggi del paese non autorizzano un bando tout court. Un escamotage, insomma, per consentire alla Germania al tempo stesso di chiudere la falla e allinearsi alle direttive americane.

La consultazione tra i ministeri e le agenzie federali è in corso e nessuna decisione è stata ancora presa, come emerge dalla risposta che il dicastero degli Interni ha fornito ad un’interrogazione della parlamentare di opposizione Katharina Droege. “Il processo per raggiungere una visione comune sui passi concreti”, si legge nel testo della risposta, “non è stato completato”.

Huawei ha reagito a queste indiscrezioni con compostezza tattica. In una dichiarazione resa alla stampa, la compagnia ha dato “il benvenuto” alla decisione di Berlino di “verificare e standardizzare le soluzioni tecnologiche” per lo sviluppo del 5G, sottolineando come Huawei si sia già mossa in questa direzione aprendo un laboratorio a Bonn per aiutare i regolatori a scrutinare le proprie apparecchiature. “Siamo molto fiduciosi”, prosegue la dichiarazione, “di poter soddisfare completamente tutti i requisiti di sicurezza per le reti 5G”.

Non sfuggono però, all’azienda, le implicazioni di un possibile bando anche nella locomotiva d’Europa. E la tensione sfocia nelle parole di un portavoce europeo di Huawei . “La Germania”, ha dichiarato il portavoce, “ha avuto sinora una posizione molto equilibrata ed è stata in grado di resistere alle pressioni esterne. Spetta alle autorità tedesche fare le proprie decisioni e noi naturalmente ci atterremo a e rispetteremo qualsiasi decisione. (…) Ma la polarizzazione del tema 5G sta procedendo in diversi paesi europei. (…) Limitare l’accesso a certi player di mercato significa che i prezzi salirebbero e l’innovazione rallenterebbe”.

Huawei coglie al volo inoltre il nesso tra queste rivelazioni e la loro tempistica. La Germania terrà le aste per le licenze 5G questa primavera, e i maggiori carrier sgomiteranno per aggiudicarsi il diritto di fornire connessioni ultraveloci ai propri clienti. Come ha raccontato recentemente Start Magazine, nella gara per definire gli standard di rete Huawei è ben piazzata, forte di apparecchiature di ottima qualità e a prezzi contenuti rispetto alla concorrenza. Se però la politica entra a gamba tesa, per Huawei significano guai, visto che il mercato tedesco ed europeo rappresenta per la compagnia cinese una fetta rilevante del proprio fatturato.

Se le valutazioni del governo tedesco dovessero portare ad un bando, per Huawei sarebbe un duro colpo che si aggiungerebbe a quelli subiti nei paesi dei cosiddetti “Five Eyes” (Usa, Canada, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda) e a quelli che altre nazioni alleate dell’America, come Francia, Belgio e Norvegia, potrebbero essere in procinto di sferrare all’azienda cinese attraverso provvedimenti mirati. Sono, tutti, segnali dell’intensificazione della guerra fredda tecnologica in corso tra Usa e Cina, che non può che avere proiezione e ripercussioni globali.

 

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