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Perché Fastweb si affida ad Amazon ed Engineering per fare affari con la Pa

Amazon Piccole Medie Imprese

Fastweb ha stretto un accordo con Amazon Web Services per sostenere la transizione digitale della Pa e ha presentato con Engineering la proposta per il Psn, l’infrastruttura per la gestione in cloud di dati e applicazioni della Pubblica Amministrazione

 

Fastweb si allea con il colosso statunitense Amazon, leader del mercato cloud, per attrarre contratti sulla digitalizzazione della Pa.

L’operatore italiano controllato dal gruppo Swisscom e Amazon Web Services (Aws), divisione cloud di Amazon, hanno firmato un accordo di cooperazione strategica per accelerare l’innovazione digitale e lo sviluppo tecnologico delle imprese, delle società di piccole e medie dimensioni, e della Pubblica Amministrazione. La partnership si declinerà attraverso lo sviluppo congiunto di soluzioni avanzate in ambito Cloud ed Edge computing.

Per Fastweb, si legge nella nota diffusa, “la collaborazione con Aws — la prima di questo tipo nel mercato italiano delle telecomunicazioni — inaugura nuove possibilità di sviluppo, basate sulle competenze e le soluzioni tecnologiche delle due società”.

Nel frattempo, la società guidata da Alberto Calcagno ha anche formato una cordata per partecipare alla gara per il cloud nazionale.

Il 31 ottobre Fastweb ed Engineering hanno presentato infatti al Ministero per l’Innovazione e la transizione digitale (Mitd) una proposta congiunta per la realizzazione e gestione del Polo Strategico Nazionale (Psn), l’infrastruttura destinata ad ospitare in cloud dati e servizi strategici della Pa.

Dunque niente più alleanza con Oracle, Fincantieri e Irideos (come si rumoreggiava nei mesi scorsi) per Fastweb che si presenta con il gruppo di software e tecnologie guidato da Maximo Ibarra.

Le cordate in lizza per il cloud salgono quindi a tre dopo quella di Cdp, Leonardo, Sogei e Tim e quella di Almaviva e Aruba.

Tutte e tre hanno fatto sapere che si costituiranno in una Newco in caso di aggiudicazione del contratto a loro favore.

Tutti i dettagli.

LA COLLABORAZIONE DI FASTWEB CON AMAZON WEB SERVICES

Partiamo dall’intesa dell’operatore italiano con Amazon.

Come spiega la nota, “grazie a questa collaborazione l’offerta Cloud di Fastweb si arricchisce per mettere a disposizione delle imprese italiane e della Pa una soluzione che viene eseguita sul AWS Cloud”.

LA NUOVA OFFERTA

In particolare, la collaborazione “permetterà di offrire la massima scalabilità, secondo un modello ibrido che assicura performance e sicurezza e al contempo flessibilità e la disponibilità di un ampio range di servizi a valore aggiunto, tra cui soluzioni di migrazione, sicurezza, analisi e Edge Computing”.

Inoltre, Fastweb a avvierà un training dedicato al mondo AWS e formerà oltre 350 dipendenti tra commerciali e tecnici.

PER I CLIENTI UNICO INTERLOCUTORE RESTA L’OPERATORE ITALIANO

La società precisa che “i clienti potranno quindi affidarsi a Fastweb come unico interlocutore per i loro processi di digital transformation e la gestione end-to-end di soluzioni di migrazione, sviluppo e gestione degli applicativi di AWS, oltre al monitoraggio delle performance, il backup e recovery, al fine di accelerare i cicli di innovazione, ridurre i rischi ed aumentare l’efficienza delle aziende”.

IL RAFFORZAMENTO DELLA STRATEGIA CLOUD

Pertanto, “l’intesa si inserisce in un percorso di rafforzamento della strategia di Fastweb in ambito Cloud”. Fastweb ha ricordato infatti l’apertura di un nuovo Data Center di ultima generazione a Roma che si aggiunge a quello di Milano”.

Quest’ultima finalizzata a raddoppiare le infrastrutture di “prossimità” per servizi di elaborazione dati e capacità computazionale – che consente ai clienti Fastweb di accedere a funzionalità cloud ibride, come AWS Outposts – oltre all’acquisizione di Cutaway – società specializzata in progetti ICT – nel giugno 2020 per rafforzare le competenze in ambito AWS e  incrementare il portfolio di soluzioni e servizi dedicati alle imprese e pubbliche amministrazioni.

IN PREVISIONE DELLA GARA PER IL POLO STRATEGICO NAZIONALE

Nel frattempo, si fa più agguerrita la gara per il cloud nazionale. Anche Fastweb si è aggiunto infatti alla corsa.

Tra Polo Strategico Nazionale e migrazione dell’intera Pubblica Amministrazione nel cloud, il governo ha stanziato 1,9 miliardi di euro nell’ambito del Pnrr.
Per l’assegnazione del Psn il governo ha scelto la formula del partenariato pubblico privato.

LE CORDATE IN CORSA

Il 28 settembre Cassa Depositi e Prestiti, Leonardo, Sogei e Tim hanno presentato congiuntamente al Mitd una Proposta di partenariato pubblico-privato per la creazione del Polo Strategico Nazionale.

Secondo quanto riporta una nota congiunta, l’iniziativa prevede, in caso di aggiudicazione al soggetto promotore e a seguito di una gara indetta dalla Pa, la costituzione di una NewCo con una quota del 20% detenuta da Cdp, del 25% da Leonardo, del 10% da Sogei e del 45% da Tim.

Quindi il 55% sarà in mano a società pubbliche, direttamente o indirettamente controllate dal Tesoro; proprio come auspicato di recente dal governo per bocca del ministro Colao.

Poco dopo anche il gruppo informatico italiano AlmavivA e il provider di servizi cloud Aruba hanno presentato una proposta congiunta — presentata nel regime di partenariato pubblico-privato (PPP) — per il Psn.

CHI SI È RITIRATO

Mentre un altro soggetto si è sfilato dalla gara.

Si tratta del Consorzio Italia Cloud (Seeweb, Netalia, Sourcesense, Infordata, Babyloncloud, Eht) che a inizio agosto aveva presentato la sua manifestazione di interesse per il progetto.

Il 2 ottobre il Consorzio Italia Cloud ha annunciato che non presenterà alcuna proposta di Partenariato Pubblico Privato non riconoscendosi nel modello indicato.

LA TABELLA DI MARCIA

“Il prossimo passo è la valutazione di interesse pubblico da parte del governo, che sceglierà uno dei proponenti in qualità di promotore la cui offerta sarà posta a base della gara pubblica che dovrebbe essere bandita entro la fine del 2021” ha spiegato il Sole 24 Ore.

CHI GESTIRÀ LA GARA

Infine, sempre il Sole 24 Ore ha rivelato che “A sorpresa la gara non sarà gestita dalla Consip, la spa del ministero dell’Economia che si è occupata delle precedenti procedure per il cloud della Pa. Il decreto legge sull’attuazione del Piano di ripresa e resilienza affida l’espletamento delle procedure di gara alla società Difesa servizi spa, controllata dal ministero della Difesa. Una scelta dettata presumibilmente dagli aspetti di sicurezza nazionale collegati alla gestione dei dati in cloud che vedrà coinvolti, come fornitori del soggetto aggiudicatario, grandi operatori extra-Ue come i cloud provider americani Google (che è anche partner tecnologico di Tim nella società Noovle spa), Oracle, Microsoft, Amazon web services”.

Quest’ultimo Amazon Web Services appena assoldato da Fastweb, membro della terza cordata in gara per il Psn.

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