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Cloud Pa, ecco le ultime mosse di Fincantieri (con Irideos) per evitare l’esclusione targata Cdp

Consorzio Italia Cloud

Fatti, indiscrezioni e scenari sulle cordate per il Cloud Pa. Il caso Fincantieri, l’alleanza in fieri Leonardo-Tim e i rapporti con Cdp

 

Si movimenta la partita per il cloud nazionale all’insegna del partenariato pubblico-privato.

Se la prima offerta di Cdp-Tim-Leonardo sarebbe pronta, anche quella di Fincantieri con Amazon, Fastweb e Irideos potrebbe approdare sul tavolo della gara per il cloud tricolore.

Come ha riportato ieri Repubblica “lunedì i vertici del Tesoro hanno indetto una riunione con il ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao ed esponenti di Cdp e Sogei, due gruppi pubblici in lizza per realizzarla. Al loro fianco sono i probabili partner privati, come traspare dalle esternazioni dei vertici di Leonardo e di Tim, che apporteranno saperi tecnici e vedono un ricco affare avvicinarsi. Nei prossimi giorni la cordata delle due società pubbliche e due provate potrebbe avanzare una proposta al governo, difficile da battere dati i nomi, anche se nelle retrovie si agitano concorrenti agguerriti, tra i quali Amazon, Vodafone, Microsoft”.

Sembrava dunque ufficiale l’esclusione di Fincantieri, come già raccontato la settimana scorsa da Start.

Ma il gruppo cantieristico di Trieste guidato da Giuseppe Bono non ci sta e rientra nella partita, come rivela oggi La Verità.

“A quanto risulta a La Verità, il colosso della Difesa è pronto a chiudere un accordo con Fastweb e con la tricolore Irideos. Il primo è un operatore molto forte in Italia e il secondo è un’azienda nata nel 2018 dall’insieme delle attività di Infracom, Mc-Link, Kpnqwest Italia e Bigtlc. Ma soprattutto Irideos è partecipata all’80% da F2i, il fondo nazionale partecipato da Intesa, Ardian, le fondazioni e soprattutto dalla stessa Cdp”.

Secondo la ricostruzione di Start Magazine, al momento la situazione è la seguente: non è c’è stata alcuna decisione/scelta su Fincantieri da parte del governo. Il gruppo guidato da Giuseppe Bono farà un passo indietro solo se della partita sarà Cassa depositi e prestiti, che tramite Cdp Industria controlla Fincantieri con il 71,32%.

Tutti i dettagli sulle ultime mosse per la gara per il cloud nazionale.

LA MOSSA DEL COLOSSO ITALIANO GUIDATO DA GIUSEPPE BONO

“Fincantieri non sta semplicemente a guardare”, sottolinea Claudio Antonelli de La Verità. “Anzi dopo aver chiuso un accordo con Almaviva ne ha siglato un altro con Amazon web service lo scorso 13 maggio. La notizia ha preso alla sprovvista non solo Profumo che è arrivato dopo con il nuovo partner Microsoft e lasciando per strada quello precedente Aruba. Ma anche Colao. Insomma Bono buttandosi nell’agone della cyber security e del cloud ha rotto gli schemi. E ora si appresta a fare il bis”.

Secondo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, Fincantieri sta lavorando a un’offerta per aggiudicarsi la guida del progetto Polo strategico nazionale per l’infrastruttura cloud del paese, assoldando Fastweb e Irideos.

COS’È IRIDEOS, NELLA CORDATA DI FINCANTIERI PER IL CLOUD NAZIONALE

Come si legge sul sito, Irideos è una società milanese che fornisce soluzioni abilitanti che coniugano fibra ottica, cloud, data center, gestione di servizi IT e sicurezza.

L’azienda nasce nel 2018 dalla fusione di quattro operatori focalizzati sulla clientela business (Infracom, KPNQwest Italia, MC-link, BiG TLC, Enter) a cui più di recente si è aggiunta Clouditalia.

LA PIATTAFORMA TECNOLOGICA

La sua piattaforma tecnologica integra una rete in fibra ottica di 15.000 km, 12 data center a Milano, Roma, Trento e Verona, incluso l’Avalon Campus all’interno del polo milanese di Caldera, dove si concentrano Operatori e OTT.

SOCI

Con un capitale sociale di 1.203.207 euro, la società è partecipata al 78,3% da F2i, il più grande fondo infrastrutturale italiano controllato da banche, fondazioni bancarie e istituzioni pubbliche (fra cui Intesa Sanpaolo e la stessa Cdp), e al 19,6% da Marguerite, il fondo infrastrutturale creato da sei istituzioni finanziarie pubbliche europee e dalla Commissione Europea. Il restante 3,1% è in mano ad azionisti minori tra i quali: Comm3000 Spa; Aps Holding Spa; Camera di Commercio di Padova e Confindustria Verona.

BUSINESS DI IRIDEOS NEL SEGNO DI CLOUD E DATA CENTER

Irideos conta oltre 600 dipendenti. La società è guidata da Danilo Vivarelli, già manager in Marconi, Omnitel (ora Vodafone) e Fastweb. È stato anche membro del cda di Tim.

A proposito delle soluzioni cloud, in un’intervista al Sole 24 Ore dello scorso aprile, Vivarelli ha ricordato che “Irideos si propone anche come consulente dei clienti; noi non diamo solo infrastruttura cloud, ma siamo in grado di assistere il cliente in tutte le sue fasi anche nel multicloud o nel cloud ibrido”.

Sempre il ceo ha ricordato al quotidiano confindustriale che “un passaggio fondamentale, sul fronte del cloud, è rappresentato a livello europeo dal progetto Gaia-X, a cui anche Irideos ha aderito, per rendere interoperabili i cloud e avere un sistema di regole unitario”.

I NUMERI

La società milanese ha chiuso il 2019 con un fatturato di circa 200 milioni, il 70% del quale derivante dai ricavi tradizionali del mondo tlc e il restante 30% legato al mondo cloud e data center.

Fatturato replicato anche nel 2020, con un utile di esercizio pari a 6.422.513 euro (in calo rispetto al 9.921.400 euro del 2019). Nell’esercizio di bilancio chiuso al 31 dicembre 2020 crescono i costi della produzione: da 129.506962 euro nel 2019 a 159.890.514 euro l’anno scorso.

LA STRATEGIA DI FINCANTIERI CON AWS, FASTWEB E IRIDEOS PER IL CLOUD

Oltre al colosso statunitense Amazon, leader di mercato nel settore cloud con Aws, Fincantieri ha pensato quindi di arricchire la sua proposta anche con Fastweb e i data center di Irideos.

Come aveva sottolineato il mese scorso il presidente di Fincantieri, Giampiero Massolo, in un’intervista a EmmediMeccanica “per quanto riguarda le nuove tecnologie abbiamo raggiunto un’intesa con Amazon Web Services, in assoluto primo operatore di servizi cloud al mondo, capace di garantire le più alte prestazioni sotto tutti i profili, specialmente in termini di sicurezza. Anche la CIA americana, infatti, ha scelto questo player per le proprie strutture informatiche. Questa cooperazione potrà fornire un contributo importante ad accelerare l’innovazione digitale del Paese”.

IL COMMENTO DE “LA VERITÀ”

“La mossa mira chiaramente a due obiettivi” commenta Claudio Antonelli su La Verità. “Il primo a rispondere a quelle critiche relative ai data center. Chiaramente Fincantieri non possiede le infrastrutture a differenza di Tim. Con l’aggregazione dei due nuovi partner il problema sarebbe risolto. E poi c’è un tema politico. Come sarà possibile avere da un lato Cdp con Tim e Leonardo e dall’altra Fincantieri con una controllata della stessa Cdp? La domanda è quasi retorica e le risposte sono ardue. È chiaro che sia Cassa che il governo potrebbero decidere di coinvolgere tutti gli attori in un solo veicolo capitanato da via Goito. A questo punto si sceglierebbe di applicare uno schema più simile a quello israeliano. In caso contrario si aprirebbe un conflitto commerciale. Le due compagini arriverebbero a gara confrontandosi in sede di ministero dell’Innovazione tecnologica. Si allungherebbero i tempi e nascerebbe qualche conflitto. Ipotesi complessa. Certo, c’è sempre il mercato privato nel quale Amazon è molto forte. Ma c’è anche l’intero capito del cloud militare, tutto ancora da esplorare”.

IL RUOLO DI CDP

“Cdp, ora guidata da Dario Scannapieco, dovrà dire la sua anche sulla struttura e forse sulla scelta del ministero di quale strumento adottare” ha sottolineato Antonelli. E i rapporti fra Scannapieco e Bono non sarebbero idilliaci.

Quel che è certo è che i tempi delineati dal ministro Colao per il Polo strategico nazionale nel Pnrr (scadenza della gara a luglio) iniziano a farsi stretti.

AGGUERRITA LEONARDO

Leonardo si conferma quindi in prima linea per i progetti digitali del Pnrr come annunciato dall’ad Alessandro Profumo, in audizione presso la Commissione Attività produttive della Camera in merito al piano industriale della società: “siamo intensamente coinvolti, stiamo dialogando su più fronti sia con l’operatore nazionale delle telecomunicazioni [Tim] che con Cdp, stiamo valutando come cooperare su questo fronte. Siamo assolutamente certi che come Leonardo possiamo dare un significativo valore aggiunto nella componente di servizio. Non lavorare quindi solo sul tema dell’hosting o dell’housing, ma anche lavorare proprio sul miglioramento dell’insieme dei servizi che il trasferimento dei dati da data center tradizionali al cloud può consentire alle pubbliche amministrazioni. Così da migliorare il livello dei servizi ai cittadini in condizioni di sicurezza”.

A questo proposito, il presidente di Leonardo, Luciano Carta, intervenendo a una conferenza promossa da Ispi, ha individuato come elemento di criticità per la cybersecurity il trasferimento dei dati sensibili verso infrastrutture cloud. Pertanto, ha auspicato la creazione di un algoritmo di cifratura nazionale certificato dall’Autorità nazionale per la sicurezza.

LE INDICAZIONI DEL MINISTRO COLAO

Non resta dunque che attendere le prossime indicazioni del governo.

“Il modello di collaborazione pubblico-privato ce l’abbiamo nella rete, nella connettività, ce l’avremo nel cloud: è uno dei cardini del Pnrr ed é tra le differenze più marcate rispetto al passato” aveva sottolineato il ministro per l’Innovazione e la transizione digitale Vittorio Colao intervenendo al Forum Pa.

“Abbiamo fatto partire già con il Pnrr una valutazione di come creare un polo strategico nazionale” per il cloud pubblico, ha aggiunto Colao. “Vogliamo che sia controllato dallo Stato, ma che abbia una collaborazione anche con soggetti privati che possano portare il meglio delle tecnologie disponibili e il meglio del management che si possa mettere a disposizione delle Pa”.

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