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Ecco come Tim, Cdp e Leonardo fanno felice il governo su Cloud Pa

Cdp Cloud

Accelera la cordata per il cloud nazionale: pronta una newco con Tim al 45% e Cdp, Sogei e Leonardo insieme con il 55%. Tutti i dettagli

Una Newco con Tim al 45% e il fronte Cdp, Sogei, Leonardo al 55%: questo lo schema di massima della proposta per partecipare alla gara per il Cloud nazionale, da presentare a fine mese al governo e che è sul tavolo dei rispettivi consigli.

Ieri secondo fonti del Messaggero, questa bozza sarebbe stata esaminata dal cda di Cdp assieme al nuovo piano industriale; oggi sarà la volta di Tim che tratterà l’argomento fra le parti correlate e ha anche altri temi in agenda. Giovedì 30 toccherà invece al board di Leonardo.

“La cordata pubblico-privata non farà un’offerta economica bensì tecnologica” ha aggiunto il quotidiano.

“Se il consorzio guidato da Cdp dovesse aggiudicarsi il progetto, è probabile che l’iniziativa prenderebbe la forma di una società di nuova costituzione nella quale la Cassa di Via Goito deterrebbe la maggioranza”, ha riportato ieri il Sole 24 Ore.

Pare proprio che l’unica cordata ad esser presa in considerazione dal governo sia quella di Tim e Cdp con Leonardo e Sogei. (Qui l’approfondimento di Start su come il Mef silura Fincantieri e Poligrafico sul Cloud per la Pa).

Il polo strategico dovrà occuparsi del Cloud nazionale per mettere in sicurezza i dati della Pubblica amministrazione. Tra Polo Strategico Nazionale e migrazione dell’intera Pa nel cloud, il governo ha stanziato 1,9 miliardi di euro nell’ambito del Pnrr.

Tutti i dettagli.

LA NEWCO CON TIM (45%) E CDP, SOGEI E LEONARDO

Una newco con Tim al 45% e il fronte Cdp, Sogei, Leonardo al 55%. “Ieri questa bozza sarebbe stata esaminata dal cda di Cdp assieme al nuovo piano industriale; oggi sarà la volta di Tim che tratterà l’argomento fra le parti correlate (Cassa ha il 10% e Giovanni Gorno Tempini siede in cda) e ha anche altri temi in agenda. Giovedì 30 toccherà al board di Leonardo. La proposta dovrebbe partire sotto forma di Associazione temporanea di imprese (Ati) che poi verrà sostituita da una Newco” ha rivelato Il Messaggero.

CHI DETERRÀ LA MAGGIORANZA DELLA NEWCO

“Nel veicolo la maggioranza relativa va a Tim e la maggioranza assoluta alla componente pubblica. Cdp sarà partner finanziario con circa il 20% mentre la controllata del Mef per l’Ict e la holding della difesa avranno le quote residue” ha aggiunto il Messaggero.

LA PRIMA OPERAZIONE EQUITY DELLA CDP DI SCANNAPIECO E IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE POCO EQUITY

La decisione della Cdp, ora guidata dall’ad, Dario Scannapieco, costituisce di fatto la prima operazione di equity, anche se – come scritto nei giorni scorsi da Repubblica – nel con il “nuovo piano industriale” “la Cdp del prossimo triennio vorrebbe concentrarsi sul suo core business, ovvero quello dei prestiti a sostegno della crescita del Paese”.

PER TIM D’ASARO BIONDO AL LAVORO SUL DOSSIER

“Al lavoro dal lato Telecom, che partecipa al consorzio direttamente con la capogruppo, c’è, per competenza, Carlo D’Asaro Biondo che, dopo un’esperienza decennale in Google, è dal maggio scorso alla guida di Noovle” riporta il Sole 24 Ore.

A inizio anno Tim ha dato vita a Noovle cui ha conferito i suoi data center e ha stretto una partnership strategica proprio con Google.

Senza dimenticare che prima del progetto della cordata con Cdp, Sogei e Leonardo, a maggio il tandem Tim-Google si preparava a concorrere con Leonardo-Microsoft e Fincantieri-Amazon per la gara annunciata dal ministro Colao per la gestione del Polo Strategico nazionale.

LA GARA

“Nelle ultime ore Cdp e Tim hanno rifinito la bozza che, presentando un’offerta dal contenuto tecnologico, farà da starter alla gara cui hanno annunciato di voler partecipare Almaviva e Aruba, che a metà luglio avevano inviato al ministero una manifestazione congiunta per la realizzazione del Cloud in regime di partneriato pubblico-privato” ha aggiunto il Messaggero.

Ricordiamo infatti che lo scorso 15 luglio Almaviva, gruppo attivo in soluzioni per il digitale, e Aruba, società di cloud provider, avevano presentato una manifestazione d’interesse a cui ha fatto seguito il 6 agosto quella del neo costituito Consorzio Italia Cloud.

“La proposta del consorzio dovrebbe essere resa pubblica per consentire ad altri soggetti interessati di formulare offerte migliorative entro la fine dell’anno, con il primo offerente che, nel caso, dovrebbe valutare se pareggiarle per aggiudicarsi il lavoro che, comunque, dovrebbe essere completato al massimo entro il 2025. Ad ogni modo, alla gara potrebbero partecipare solo soggetti italiani o europei” ha sottolineato ieri il Sole 24 Ore.

Lo scorso 7 settembre, il ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao aveva precisato infatti che il progetto “non è aperto ai paesi extra Ue, come ad esempio la Cina”.

ESCLUSE FINCANTIERI E POLIGRAFICO

Sempre più confermate dunque le indiscrezioni di Repubblica e Il Fatto Quotidiano delle settimane scorse riguardo la moral suasion condotta dal Mef per indurre Poligrafico e Fincantieri a ritirarsi dalla gara per il Polo Strategico nazionale del cloud Pa.

“Le altre due cordate, Fincantieri-Amazon e Poligrafico-Fastweb potrebbero naufragare perché si mormora che il Mef stia cercando di scoraggiare altre società pubbliche a fare concorrenza allo squadrone in cui militano Cdp, Tim, Sogei e Leonardo” aveva segnalato Repubblica.

“La Zecca dello Stato – controllata del Tesoro – era prontissima a partecipare in cordata con Fastweb. Il suo azionista ha fatto sapere che non era il caso” aveva riportato il Fatto.

“Anche Fincantieri si è dovuta sfilare, tanto più che è controllata da Cdp” riporta il Fatto. Ricordiamo che in vista della gara per il Polo strategico nazionale Fincantieri — di cui il Mef detiene tramite Cdp il 71% del capitale — aveva stretto intese e partnership commerciali con Aws e Almaviva.

“Quindi il Tesoro ha deciso quali aziende partecipate o controllate direttamente o indirettamente dallo Stato possono candidarsi per il Cloud della Pa”, aveva chiosato Gianluca Zappa su Start.

L’INGRESSO (IN UN SECONDO MOMENTO) DI GOOGLE, AMAZON E MICROSOFT

Infine, che ne sarà dei big player del settore cloud?

“L’asse della cordata è rappresentato dalle tlc e dalla società di investimento del Tesoro e fondazioni che sono anche i perni della potenziale rete unica che però per ora sembra messa nel congelatore. Si prevede poi che il bando del governo, sulla base di questa proposta, apra le porte all’ingresso di operatori tecnici quali Google, Amazon, Microsoft” ha concluso Il Messaggero.

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