Economia, Pagamenti digitali / Fintech

Che cosa succederà tra Cdp, Sia e Nexi? Fatti e dibattito (su Worldline)

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Le nomine di Cdp in Sia. Il progetto di un campione nazionale con Nexi e PagoPa. I rumors su una fusione di Sia con la francese Worldline (avversata dalla Lega). E l’operazione in fieri tra Nexi e Intesa Sanpaolo vista dagli analisti

Progetti industriali, obiettivi strategici e subbugli politici sul futuro di Sia, Nexi e non solo. A partire dalle voci su un’operazione con la francese Worldline. Ecco tutti i dettagli.

Dopo la nomina di nuovi consiglieri di amministrazione di Sia da parte del nuovo azionista di controllo (Cassa depositi e prestiti), fioccano indiscrezioni e commenti sul progetto di un campione nazionale nel sistema dei pagamenti a partire proprio dalla società Sia, società attiva a livello europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici per pagamenti digitali e monetica.

Obiettivo Ipo. Quindi eventuali acquisizioni in Europa. E valutazione di un eventuale merger con Nexi. Sono questi i passi che Sia dovrà compiere secondo le attese dei nuovi azionisti.

LE NOMINE DI CDP IN SIA

La Cassa depositi e prestiti (controllata dal Tesoro e partecipata dalle fondazioni bancarie; rappresentanti degli azionisti si sono incontrati ieri a Milano in un forum) ha indicato i consiglieri di amministrazione di Sia in sostituzione di quelli che erano espressione dei soci (come Intesa Sanpaolo e Unicredit) che nel frattempo sono usciti dal capitale.

IL RUOLO DI LOVADINA E PELLEGRINI IN SIA

I nomi di peso in particolare sono due: Federico Lovadina e Andrea Pellegrini. Il primo (avvocato che ha fondato con il renziano Francesco Bonifazi uno studio legale) sarà presidente della società al posto di Giuliano Asperti, il secondo pur essendo al momento soltanto consigliere di amministrazione avrà un ruolo di primo piano nelle strategie di Sia ora guidata da Nicola Cordone: il banker Pellegrini è anche senior advisor del gruppo Cdp voluto dal numero uno della Cassa, Fabrizio Palermo.

IL NUOVO AZIONARIATO

Nei giorni scorsi, come detto, la società è stata oggetto di un importante riassetto della compagine societaria del gruppo, con Cdp e Poste italiane che hanno preso il controllo dell’azienda dei pagamenti digitali (settore che dovrebbe registrare una crescita rilevante nei prossimi anni).

In particolare, Cdp Equity ha acquistato da F2i Reti Logiche il 17,05% di Sia e l’8,64% da Orizzonte Infrastrutture Tecnologiche (di proprietà Hat), salendo al 25,69% della società. Fsia, una società posseduta per il 70% da Fsi Investimenti, che a sua volta è controllata da Cp Equity con una quota del 77%, e da Poste italiane con una quota del 30%, ha acquisito le quote detenute da Unicredit e Intesa Sanpaolo (3,97% ciascuno), salendo nell’azionariato dal 49,5% al 57,5%.

I RUMORS DEL SOLE 24 ORE SU SIA

Oggi il Sole 24 Ore ha scritto che “ci sarebbe stato un aumento dei contatti, in corso già da circa sei mesi, con Worldline, gruppo francese attivo nello stesso settore di Sia”. L’ipotesi di un matrimonio con Worldline – ha aggiunto lo stesso Sole 24 Ore – “appare però complicata: piacerebbe a molti, però le dimensioni dei due gruppi sono ben differenti. Worldline è infatti molto più grande di Sia: capitalizza oltre 10 miliardi alla Borsa di Parigi. In pratica, resta da vedere quale potrebbe essere la struttura di una possibile operazione. I numeri attuali delle due aziende fanno infatti pensare a un’acquisizione da parte dei francesi, che però è una strada che la Cassa non sembra voler prendere in considerazione”.

GLI APPROFONDIMENTI DI START

Nelle scorse settimane Start ha approfondito in diversi articoli lo scenario di un campione nazionale nel sistema dei pagamenti digitali gradito alla Cassa depositi e prestiti, a partire da Sia, passando per Nexi e in prospettiva coinvolgendo la spa pubblica PagoPa.

IL NO DI CENTEMERO (LEGA)

No alla svendita ai francesi dei nostri asset strategici. E’ questa la reazione alle indiscrezioni del Sole da parte di Giulio Centemero, deputato ed esponente di spicco della Lega di Matteo Salvini: “Si susseguono sulla stampa indiscrezioni relative ad una possibile fusione tra il gruppo Sia e la francese Wordline. Un’indiscrezione che, se confermata, non può non destare preoccupazione rispetto al futuro di un gruppo che rappresenta per il nostro Paese un patrimonio di know how tecnologico in un settore – quello dei pagamenti digitali – assolutamente strategico”. Secondo Centemero, “risulta difficile individuare dei vantaggi in una possibile fusione di Sia con Worldline: fusione, del resto, non è il termine adatto. Si tratterebbe di un’acquisizione in piena regola da parte di un gruppo che rispetto a Sia è grande il doppio e che trasferirebbe di fatto le potenzialità di un’eccellenza tecnologica e infrastrutturale tutta italiana in una nuova entità che di italiano non avrà più nulla. Difendere da incursioni straniere i nostri asset deve essere una priorità per le istituzioni”. “Sarebbe strategico e auspicabile per l’Italia – conclude il dirigente del Carroccio – pensare a un campione italiano paytech che possa competere a livello europeo”.

CHE COSA SUCCEDERA’ FRA NEXI E INTESA SANPAOLO?

Ma nel campione nazionale al quale di fatto lavora Cdp avrà un ruolo anche Intesa Sanpaolo? Il Sole oggi ha ricordato che il gruppo guidato da Carlo Messina – secondo le indiscrezioni di giorni fa non smentite dalle società interessate – farebbe confluire in Nexi le sue attività di acquiring, ossia il business che collega l’esercente con i network di pagamenti (qui l’approfondimento di Start).

PAROLE E REPORT DI MEDIOBANCA

Ma come valutano gli analisti questi pour parler tra Nexi e Intesa Sanpaolo? L’acquisizione rappresenterebbe per Nexi “un importante passo avanti nel segmento acquiring, consoliderebbe la sua posizione competitiva e rafforzerebbe i suoi rapporti con il suo principale cliente”, hanno affermato negli scorsi giorni gli analisti di Mediobanca Securities. Mediobanca, tra l’altro, è advisor di Nexi e che negli scorsi giorni un report degli analisti londinesi di Mediobanca intravvedeva i margini per limare le commissioni a differenza di quanto hanno sostenuto le aziende del settore in Parlamento.

CHE COSA DICONO EQUITA E FIDENTIIS

Per Equita “da un punto di vista industriale l’operazione avrebbe senso per Nexi in quanto il business dei pagamenti è di scala e verrebbero generate importanti sinergie mentre dal punto di vista finanziario non è possibile al momento fare una valutazione in quanto i dati di Intesa acquiring non sono noti”. “Dal punto di vista di Intesa l’operazione non sarebbe un’uscita definitiva dal business dell’e-payment considerato che Intesa resterà largamente investita nel settore  seppur indirettamente”, afferma Fidentiis, che ricorda come nel 2016 Intesa aveva venduto all’allora Icbpi per 1,03 miliardi di euro le attività relative ai pagamenti di Setefi e Isp Card.

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