Economia, Pagamenti digitali / Fintech

Cdp, PagoPa, Nexi e Sia. Che cosa serve all’Italia nel sistema dei pagamenti?

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Salone dei Pagamenti

Le ultime novità nel settore – tra fatti e scenari su Cdp, PagoPa, Sia e Nexi – analizzate da Pietro Soleti, direttore generale di Iconto (Istituto di pagamento di InfoCamere): “Di una fusione Sia-Nexi si parla oramai da molti anni. Un nuovo tentativo con la regia di Cdp forse potrebbe portare a una soluzione positiva”, dice a Start Magazine

Quale sarà il futuro di PagoPa? E Cdp sarà il perno di un’operazione sistemica nel settore dei pagamenti elettronici? Fino a una fusione tra Sia e Nexi?

Di questo e di molto altro Start Magazine scrive da tempo. Le ultime notizie raccontano di un progetto allo studio di ministero dell’Economia e Cassa depositi e prestiti su PagoPa nella Pubblica amministrazione.

Ad approfondire fatti, problemi e scenari con Start Magazine è Pietro Soleti, direttore generale di Iconto (Istituto di pagamento di InfoCamere). Si parte proprio da PagoPa.

CHE COSA SUCCEDERA’ A PAGOPA

Qualche difficoltà ancora c’è, come un approccio troppo orizzontale e difficoltà di alcune amministrazioni pubbliche, specialmente le più piccole, ad applicare la piattaforma PagoPa per i pagamenti digitali alla Pubblica amministrazione. Ma molto presto l’intero processo potrebbe essere portato avanti da Cassa depositi e prestiti, come scritto nei giorni scorsi da Start Magazine: “C’è una legge che è stata inserita nella manovra dello scorso anno che prevede la costituzione di una società che debba gestire PagoPa. Credo che sia questo il percorso che si vuole intraprendere, arrivando a farla gestire alla fine da Cassa depositi e prestiti. Una piattaforma pubblica di pagamenti è una benedizione per il paese, va solo tarata in maniera tale che non crei difformità o discordanze”, dice Pietro Soleti, direttore generale di Iconto (Istituto di pagamento di InfoCamere).

TRA AGID E TEAM

La piattaforma PagoPa è cresciuta sotto le insegne della Agid (Agenzia per l’Italia digitale) e di recente è passata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito della riorganizzazione delle strutture di Palazzo Chigi che si occupano di innovazione contenuta nel cosiddetto decreto Semplificazioni.

A CHE COSA SERVE PAGOPA

In sostanza, dice Soleti, “PagoPa è una piattaforma pubblica gestita da Agid e tecnicamente da Sia (leader europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici nelle aree pagamenti, monetica, servizi di rete e mercati dei capitali, ndr) per mettere in contatto prestatori di servizio di pagamenti in generale, come definiti dalle direttive Ue, con la Pa. Questo – precisa Soleti – consente al cittadino che deve pagare delle spettanze alla Pubblica amministrazione. di poterlo fare tramite una piattaforma pubblica e aperta. Anche noi siamo collegati ed eroghiamo servizi su questa piattaforma”.

LE DIFFICOLTA’

Ci sono però delle difficoltà nella concreta applicazione della piattaforma alla vita quotidiana. Malgrado possa contare già sull’adesione di 17.000 amministrazioni (più del 73% del totale) e su 400 prestatori di servizio aderenti, per oltre 2,3 miliardi di euro di transazioni, si registrano “continui rinvii” dovuti principalmente al fatto che “soprattutto le piccole amministrazioni hanno difficoltà nel mettere su una piattaforma pubblica di pagamento con uno standard informatico” adeguato.

IL PARERE DI SOLETI

Raggiungere un simile soglia “risulta essere pesante per piccole realtà non così digitalizzate – spiega il direttore di Iconto -. Per questo InfoCamere ha realizzato delle iniziative per offrire ai comuni che utilizzano i Suap delle Camere di commercio la possibilità di collegarsi anche alla piattaforma PagoPa. Al momento ci sono circa 800 amministrazioni collegate che ci utilizzano come provider tecnologici”.

I CONSIGLI DI ICONTO

Ma quali potrebbero essere i correttivi da inserire per consentire a PagoPa di funzionare al meglio? Secondo Soleti “l’approccio orizzontale può andar bene per recuperare amministrazioni digitalmente più avanzate”. Ma il discorso cambia totalmente quando si parla di pubbliche amministrazioni più arretrate che “fanno più difficoltà a collegarsi alla piattaforma”.

IL PROCESSO TELEMATICO

Un esempio su tutti può essere quello del processo telematico: “È stato completamente telematizzato ma poi per il pagamento viene data la possibilità di andare a comprare i contributi unificati in contanti direttamente dal tabaccaio. In questo modo il processo non si conclude telematicamente ma rimane ‘monco’ dal punto di vista del pagamento elettronico. Credo invece che un approccio verticale realizzato come hanno fatto le Camere di Commercio, cioè basato su una procedura interamente telematica, pagamento compreso, possa consentire da fare da volano anche per tutti gli altri servizi – sottolinea il direttore di Iconto -. Anche perché di carte di credito ne abbiamo almeno due a testa nonostante si utilizzino poco visto che quasi l’85-86% delle transazioni in Italia avviene ancora in contanti. Per arrivare ai livelli medi dell’Europa ci vuole ancora tempo insomma”.

IL PROBLEMA SOTTOVALUTATO

Non solo. C’è anche un altro grosso problema in PagoPa che è sottovalutato – secondo Soleti – ed è quello delle fee: “In questo momento si obbliga il cliente che deve pagare qualcosa alla pubblica amministrazione a pagare una fee. In realtà ci sono due direttive Ue che vietano il surcharge: il merchant che vende cioè non può caricare commissioni aggiuntive mentre noi nella P.a. facciamo esattamente il contrario. La nostra scelta come InfoCamere è stata quella di accollarci le fee e questo ha indubbiamente favorito il processo. Ma andare a dire a un signore di pagare le tasse con un F24 e aggiungervi anche una commissione è difficile, considerando che PagoPa obbliga la P.a. a non accollarsi le fee”, conclude Soleti.

GLI SCENARI SU CDP, SIA E NEXI

Che cosa pensa dello scenario indiscreto delineato da Start sul campione nazionale tra Sia-Nexi a partire da PagoPa alla Cdp? Sono attività complementari o si unirebbero business differenti? Risposta di Soleti: “Di una fusione Sia-Nexi si parla oramai da molti anni. Si tratta di un progetto che denota certamente una visione politica corretta della strategicità per il Paese dei pagamenti elettronici e delle informazioni collegate. I business delle due aziende sono complementari. Nexi carte e acquiring e Sia rete interbancaria e sistemi di pagamento, ma i tentativi di fusione non sono mai andati a buon fine per diversi motivi, non ultimo la differenza dimensionale fra i due soggetti. Un nuovo tentativo con la regia di Cdp forse potrebbe portare ad una soluzione positiva”.

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