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Fusione Wind-3: le novità per il 2017

Engineering Be

La fusione Wind-3 sembra funzionare e la compagnia porta a casa ottimi risultati. Quali le novità in programma per il 2017: dalla banda larga alle offerte per i consumatori

 

Tutto a gonfie e vele nel post fusione Wind-3. La nuova società, guidata da Maximo Ibarra e controllata dalla joint-venture paritetica tra CK Hutchison e VimpelCom, ha pubblicato il suo primo bilancio, dimostrando che il binomio funziona. Almeno per il momento: entro il 2017, infatti, la compagnia dovrà fare i conti con l’arrivo sul mercato di Iliad e delle sue offerte. Ma andiamo per gradi.

I numeri della fusione Wind-3

Il 2016 si è chiuso con ricavi totali in aumento dell’1,3% a 6.491 milioni di euro, un ebitda pari a 2.184 milioni di euro: con un + 6,8% rispetto al 2015 e un miglioramento del 7,5% nell’ultimo trimestre del 2016 e generazione di cassa operativa pari a 1.012 milioni di euro (+9,5%).

I ricavi da servizi mobili sono aumentati dell’1,7% (4.392 milioni di euro) a fine del 2016, confermando anche nel quarto trimestre lo stesso trend di crescita.

In crescita anche i ricavi da internet mobile (+10% a 1.329 milioni di euro) e fisso (+4,2% a 586 milioni di euro).

Numeri che non stupiscono più di tanto, visto il marketshare di oltre il 37% e i 31,3 milioni di clienti mobili.

“Fin dalla fase di avvio, Wind Tre ha raggiunto risultati importanti, con una squadra di manager di esperienza nazionale e internazionale, definendo e approvando, in tempi molto rapidi, la strategia del Gruppo ed i target di medio/lungo periodo, nonché implementando una governance snella ed efficace a supporto del processo di integrazione”, si legge in una nota ufficiale diffusa dall’azienda.

Cosa attendersi dalla fusione Wind-3

I buoni risultati spingono la nuova realtà, leader nella telefonia mobile, ad investire. Wind Tre intende “diventare market leader nella qualità del servizio ai clienti, nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo della più estesa ed innovativa infrastruttura di rete in Italia”, si legge ancora nella nota.

Wind Tre, che manterrà i due brand divisi (almeno per ora) promette di investire 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali, provando anche a razionalizzare gli asset e dare vita a un’unica grande rete nazionale.

E mentre Tre Italia potrebbe abbandonare definitivamente il roaming su TIM (2G) per virare su quello Wind (3G e 4G), le due compagnie potrebbero presto lanciare nuove offerte, dedicate soprattutto al settore business e partita Iva.

Bisognerà attendere, invece, per nuove offerte pensate per il mondo consumer: sembra che, almeno per ora, non ci siano novità in questo settore per il 2017.

La fusione Wind-3 e la fibra

fusione Wind-3Per quanto riguarda il segmento residenziale (settore in cui l’azienda conta 2,7 milioni di clienti), l’azienda punta a fornire internet veloce, anche a casa, grazie ad un accordo siglato con OpenFiber,che dovrebbe cablare in pochi anni circa 250 città.
“A seguito dell’accordo commerciale con Open Fiber, Wind Tre sarà in grado di fornire la tecnologia “Fiber To The Home” (FTTH) in molte città, oltre a Milano, Bologna, Torino e Perugia, già raggiunte dal servizio. Il totale dei clienti fissi si attesta a circa 2,7 milioni, con la componente ad accesso diretto in crescita del 2,4%”, si legge sempre nella nota.

L’ombra di Iliad

Sul futuro della fusione Wind-3 e del suo successo pesa, però, il prossimo arrivo di Iliad, un’azienda francese che opera nel campo delle telecomunicazioni. Le offerte della francese arriveranno non più a metà anno, come stabilito, ma a fine 2017.

A voler lo slittamento del debutto sembra essere proprio Xavier Niel, patron dell’azienda francese, che vorrebbe prendersi più tempo possibile per meglio organizzare il lancio delle offerte. In questi mesi, Iliad, studierà il mercato italiano (quarto a livello europeo per ricavi da servizi mobile nel 2015) , provando ad assicurarsi un ingresso da conquistatore, soprattutto nel campo del 4G: l’azienda punta al 15% del mercato italiano.
Gli utenti, dunque, dovranno ancora attendere.
Le insidiose offerte di Iliad

IliadIl marchio Free, proprietario di Iliad, si è contraddistinto sul mercato francese per l’aggressività delle sue offerte. E Niel non ha nascosto di voler esportare questo modello in Italia. Sicuramente il modello di business proposto nella regione d’Oltralpe non potrà essere applicato tout court nel Bel Paese, ma possiamo capire, guardando i numeri della Francia, quali potrebbero essere più o meno le tariffe.

In Francia Free offre chiamate ed sms illimitati più 50 GB di internet 4G a 19,99 euro al mese, mentre in Italia un un piano dati 4G a 20 GB per smartphone in media costa 40 euro al mese. Se è vero, come dicevamo, che avere le stesse tariffe sarà impossibile, è anche vero che l’arrivo della società francese scombussolerà il mercato, costringendo tutti gli operatori a scegliere offerte sempre più competitive. A tutto vantaggio dei consumatori.
La società francese, comunque, è già entrata in Italia e costituito a Roma due società: Iliad Holding e Iliad Italia. Le due società, come è facile immaginare, saranno impegnate nell’installazione, nello sviluppo e nella gestione delle infrastrutture fisse e mobile, incluse stazioni radio, antenne, collegamenti per comunicazioni, con l’obiettivo di fornire, gestire e commercializzare servizi di comunicazione senza restrizione di natura territoriale.

Fastweb prova a bloccare la Fusione Wind-Tre

A dirla tutta, a pesare sul futuro dell’azienda è anche Fastweb, che ha chiesto alla Commissione Europea di rivalutare la sua decisione in merito.

I motivi per cui l’Europa dovrebbe bloccare la fusione tra i due operatori telefonici, secondo Fastweb, sono molteplici: il passaggio di torri e frequenze a Iliad, i rischi per il mercato wholesale e gli Mvno, per citarne alcuni. In un documento inviato al Tribunale dell’Unione Europea, Fastweb scrive che l’istruttoria dell’Antistrust in merito alla fusione Wind-3 è “viziata da gravi ed evidenti omissioni anzitutto di ordine procedurale”. Fastweb evidenzia la “mancata predisposizione di una procedura trasparente e non discriminatoria prima e dopo della presentazione degli impegni finali” e la “assenza di market test”.

FastwebL’azienda italiana è convinta che “la Commissione ha adottato la propria decisione senza predisporre una procedura sufficientemente precisa, strutturata e trasparente e quindi idonea a valutare gli impegni presentati dalle parti e a garantire un’adeguata tutela del mercato”. Non solo: l’Antitrust Europea non avrebbe “assicurato che il procedimento di selezione dell’acquirente avvenisse in modo da garantire il miglior risultato sotto il profilo del superamento delle criticità sollevate dalla concentrazione”.

Per Fastweb c’è un “manifesto errore di valutazione” e “carenza nell’indagine per aver ritenuto l’ingresso di un nuovo Mno (mobile network operator, ndr) sufficiente di per sé a risolvere gli effetti orizzontali della fusione” senza preoccuparsi di verificare che “il nuovo Mno disponesse di capacità operative, condizioni economiche e incentivi almeno equivalenti a quelle di cui beneficiava H3G”.

Sempre con riferimento ad Iliad, Fastweb ritiene che sia “erronea anzitutto la valutazione dell’adeguatezza dello spettro radio di cui dovrebbe venire a disporre il nuovo Mno. Il confronto con la dotazione di frequenze di H3G pre-fusione di per sé pone seri dubbi circa la sufficienza della dotazione spettrale prevista dagli Impegni Finali. Si tratta in ogni caso di una criticità che la Commissione dapprima ha sollevato e poi ha trascurato del tutto ai fini della Decisione”.

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