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Perchè Fastweb vuole bloccare la fusione Wind-3

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FASTWEB 7layers

Ecco perchè Fastweb ha deciso di fare ricorso contro l’Ok della Commissione Europea alla fusione Wind-3

 

La fusione Wind-3 e l’ingresso di Iliad sul mercato italiano non piacciono a Fastweb, azienda italiana di telecomunicazioni , che secondo indiscrezioni avrebbe scelto di agire per vie legali, inoltrando un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea e chiedendo il totale annullamento della decisione presa dalla Commissione Europea in merito alla questione. Ma partiamo dall’inizio.

Dopo mesi di analisi, a Settembre, l’Antitrust Ue ha approvato la fusione tra Wind e H3G: a spianare la strada verso la decisione della commissaria Margrethe Vestager è l’ingresso nel mercato italiano di Iliad, che grazie alla acquisizioni degli asset in eccesso di Wind e H3G, sarà il 4 operatore, lasciando inalterato il numero di “concorrenti”.

Da gennaio 2017 le due aziende sono una compagnai unica, anche se per tutto l’anno (con molta probabilità) i brand rimarranno separati e i primi veri benefici per il mercato e per le infrastrutture potranno essere visibili solo tra 12 mesi. Iliad, la compagnia guidata da Xavier Niel e che, grazie alle tariffe Free, ha conquistato il mercato francese, dovrebbe invece lanciare la sua offerta già a metà 2017, sfruttando l’accordo di roaming preso con Wind e 3, dal momento che verrà in possesso di  tutti gli asset e le torri acquistati dalle due compagnie di telecomunicazioni solo tra tre anni.

Perchè Fastweb vuole bloccare la fusione Wind-3?

I motivi per cui l’Europa dovrebbe bloccare la fusione tra i due operatori telefonici, secondo Fastweb, sono molteplici: il passaggio di torri e frequenze a Iliad, i rischi per il mercato wholesale e gli Mvno, per citarne alcuni. In un documento inviato al Tribunale dell’Unione Europea, Fastweb scrive che l’istruttoria dell’Antistrust in merito alla fusione Wind-3 è “viziata da gravi ed evidenti omissioni anzitutto di ordine procedurale”. Fastweb evidenzia la “mancata predisposizione di una procedura trasparente e non discriminatoria prima e dopo della presentazione degli impegni finali” e la “assenza di market test”.

IliadL’azienda italiana è convinta che “la Commissione ha adottato la propria decisione senza predisporre una procedura sufficientemente precisa, strutturata e trasparente e quindi idonea a valutare gli impegni presentati dalle parti e a garantire un’adeguata tutela del mercato”. Non solo: l’Antitrust Europea non avrebbe “assicurato che il procedimento di selezione dell’acquirente avvenisse in modo da garantire il miglior risultato sotto il profilo del superamento delle criticità sollevate dalla concentrazione”.

Per Fastweb c’è un “manifesto errore di valutazione” e “carenza nell’indagine per aver ritenuto l’ingresso di un nuovo Mno (mobile network operator, ndr) sufficiente di per sé a risolvere gli effetti orizzontali della fusione” senza preoccuparsi di verificare che “il nuovo Mno disponesse di capacità operative, condizioni economiche e incentivi almeno equivalenti a quelle di cui beneficiava H3G”.

Sempre con riferimento ad Iliad, Fastweb ritiene che sia “erronea anzitutto la valutazione dell’adeguatezza dello spettro radio di cui dovrebbe venire a disporre il nuovo Mno. Il confronto con la dotazione di frequenze di H3G pre-fusione di per sé pone seri dubbi circa la sufficienza della dotazione spettrale prevista dagli Impegni Finali. Si tratta in ogni caso di una criticità che la Commissione dapprima ha sollevato e poi ha trascurato del tutto ai fini della Decisione”.

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