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Cattaneo, la rete di relazioni del nuovo Ad Tim Telecom

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Flavio Cattaneo
Flavio Cattaneo, AD Telecom

Flavio Cattaneo è alla guida di Telecom: una scelta studiata a tavolino. La rete del nuovo numero uno di Tim è funzionale alle nuove sfide che attendono il colosso delle tlc

Dopo l’uscita di scena di Marco Patuano toccherà a Flavio Cattaneo, già consigliere del Consiglio di amministrazione del gruppo telefonico, guidare il gruppo Tim Telecom verso nuove sfide, con deleghe esecutive. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, è stato membro della Giunta di Confindustria. Fino ad oggi era amministratore delegato di Ntv, la società ferroviaria concorrente alle Ferrovie dello Stato, i cui azionisti sono Banca Intesa, Generali, i francesi di Sncf (le Ferrovie francesi), Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo.

Tutti gli appoggi su cui può contare Flavio Cattaneo

Il manager, da sempre diviso tra affari e politica, piace soprattutto a Vincènt Bollorè di Vivendi, azionista numero uno del gruppo Tim Telecom. L’uomo mette d’accordo anche Berlusconi e Renzi. Insomma si tratta di una scelta studiata a tavolino, che potrebbe traghettare Telecom verso le nuove sfide.

La consacrazione come uomo d’affari di Cattaneo è arrivata quando il manager è approdato alla guida di Fiera di Milano, quotando in Borsa l’ente fieristico. È questo primo successo che lo porta a ricoprire, nonostante la poca esperienza, la carica di direttore generale di RAI (il più giovane di sempre). Resta in carica solo due anni (dal 2003 al 2005), però, perchè accusato di utilizzare il suo ruolo per difendere la reputazione dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Proprio questa vicinanza con il leader di Forza Italia potrebbe essere utile a Vincent Bollorè, interessato a Mediaset e ai suoi contenuti, in vista di probabili collaborazioni tra i due gruppi.

Uscito dalla Rai, Cattaneo approda al vertice di Terna, la società di gestione della Rete elettrica nazionale. La sua esperienza in questa azienda fa del manager l’uomo ideale alla guida Telecom, anche secondo il pensiero di Matteo Renzi. Il premier spera, infatti, che con Cattaneo alla guida dell’azienda di telefonia, si possa trovare la giusta soluzione per sviluppare in Italia la nuova infrastruttura pubblica di telecomunicazioni attraverso Enel e Terna.

Fra le amicizie che contano, poi, Flavio Cattaneo può vantare anche quella con l’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone che lo ha messo nei consigli di alcune sue società fra cui Cementir Holding. Ma anche alla presidenza di Domus Italia, la società dove Caltagirone ha raggruppato tutti gli immobili destinati ad affitto in vista della quotazione in Borsa.

E ancora. Cattaneo può contare anche sul sostegno professionale di Mediobanca e del suo Ad Alberto Nagel, che potrebbe essere stato, secondo fonti vicine al dossier, fra gli sponsor della sua nomina.

Flavio Cattaneo

Le sfide di Telecom (e di Flavio Cattaneo)

4 i principali dossier aperti sulla scrivania dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo. L’obiettivo è promuovere innovazione e nuovi accordi. Vediamoli insieme.

Convergenza Reti-Contenuti

E’ ‘convergenza’ la parola chiave per il futuro di Telecom. Il piano di Vivendi appare chiaro: Telecom dovrà fornire anche contenuti. Gli operatori TLC sono chiamati a rinnovarsi e ad offrire sempre più servizi, migliorando le proprie offerte anche con contenuti esclusivi, per poter fare la differenza sul mercato, aumentando i ricavi medi per abbonato. Anche i media, d’altro canto, per ampliare la loro platea di telespettatori hanno bisogno di canali di distribuzione potenti, ammortizzando i costi di produzione su una base più ampia.

Su questo dossier l’Italia arriva in ritardo. La convergenza Reti-Contenuti è in pieno svolgimento negli altri Paesi. Un esempio concreto: negli Stati Uniti il numero uno delle Tlc, AT&T, ha comprato il bouquet televisivo DirecTv.

Accordo Telecom – Mediaset?

Rientra nel contesto della convergenza reti-contenuti il possibile accordo tra Telecom e Mediaset. Da tempo si parla di una possibile alleanza tra Vivendi, Telecom e Mediaset, di Silvio Berlusconi: si studiano i termini (e i dettagli finanziari) da mesi e nelle prossime settimane tutto potrebbe concretizzarsi.

Certo è che se Vivendi (e Telecom) porta a segno l’accordo, l’azienda di Corso Italia potrà confermarsi abilitatore tecnologico, offrendo i contenuti Premium di Mediaset tramite le proprie reti, in un’offerta che comprenda telefono e Internet, mentre Berlusconi potrà mettere in sicurezza i conti di Premium. E insieme “dichiarerebbero guerra” a Netflix.

A dirla tutta, un primo accordo tra il Gruppo Telecom Italia e Mediaset c’è stato qualche mese fa.La partnership ha concesso ai clienti TIM di accedere alla nuova offerta televisiva “Premium Online”, attraverso il set-top box TIMvision, grazie alla capacità trasmissiva delle reti a banda larga e ultralarga di TIM. Con “Premium Online”, per la prima volta tutti i contenuti di Mediaset Premium sono disponibili via web: live, on demand e in HD su tutti i device.

Banda ultralarga

Altro dossier sulla scrivania Telecom è la banda ultralarga. La partita, in questo settore, si giocherà solo nei luoghi (strategici) di maggiore redditività. Telecom e Metroweb lavoreranno, insieme, al progetto comune per la realizzazione della rete a 100 megabit al secondo, in 250 città. Ad occuparsi della realizzazione della rete pubblica per la banda ultralarga nelle cosiddette aree a fallimento di mercato sarà invece Infratel. La nomina di Cattaneo, che tanto piace a Renzi, cambierà qualcosa nel piano per lo sviluppo della banda Ultralarga?

Il gioco delle Torri

Il cambio al vertice di Telecom Italia potrebbe anche dare una svolta al gioco delle torri. Tutto parte nel marzo 2015, quando Telecom Italia  ha scorporato le proprie antenne di trasmissione, costituendo la società denominata Inwit, ha quotato la società a Piazza Affari e poi ha messo in vendita il 45% del suo 60%. A contendersi le quote è Ei Towers, la società di torri tv e tlc controllata di Mediaset, e l’accoppiata tra la spagnola Cellnex, del gruppo Abertis, e il fondo F2i, partecipato con il 14% dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Ei Towers ha assoluta necessità di trovare un partner per liberare strategie in un settore maturo come quello in cui opera e le torri Telecom potrebbero essere la sua ultima opportunità. La società del Biscione si assicurerà un rendimento stabile nel tempo?

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