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Audi Auto Elettrica

Sull’auto elettrica Audi ingrana la retromarcia?

Tra le prime Case del Vecchio continente a far trapelare l'intenzione di dismettere i motori endotermici già entro il 2026, ora sull'auto elettrica Audi pare assai più tiepida aprendo per la gamma RennSport alla convivenza coi "vecchi" propulsori a scoppio

A metà 2021 Reuters uscì con una notizia bomba, che a sua volta proveniva dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung: Audi aveva già fissato la propria deadline per i motori a scoppio.

Che il Gruppo Volkswagen corresse forse con – eccessivo? – entusiasmo verso l’auto elettrica era noto a tutti da tempo: c’era un dieselgate (di cui ancora la stampa parla, date le recenti multe comminate in Corea) da far dimenticare all’opinione pubblica.

Ma quasi tutti gli osservatori ritenevano che Audi, vista la sua storia legata alle prestazioni, sarebbe stata almeno in parte dispensata da un futuro full electric.

I PIANI DI DUESMANN RIVELATI DALLA STAMPA TEDESCA

Invece, secondo quell’agenzia, che in men che non si dica fece il giro del mondo finendo per essere rilanciata anche da testate italiane, Markus Bernhard Duesmann, presidente del Consiglio di Amministrazione di Audi dal 2020, in una riunione di quel periodo aveva avvertito i vari manager dei 4 Anelli e i rappresentanti sindacali che l’ultimo modello di Ingolstadt dotato di un motore endotermico sarebbe stato nel 2026.

Di fatto dieci anni prima rispetto alla deadline europea, considerata già eccessivamente stringente da quasi tutte le Case automobilistiche del Vecchio continente. La Suv Q6 e-tron, primo modello dei Quattro anelli realizzato sul pianale Ppe, sembrava insomma rappresentare per il marchio tedesco il classico momento “sliding doors”.

CHE COMBINA AUDI CON L’AUTO ELETTRICA?

Senonché nelle ultime ore, come riportato da Quattroruote, sull’auto elettrica Audi sembra aver ingranato bruscamente la retromarcia, almeno con riferimento alle RennSport. Il designer automobilistico tedesco Marc Lichte, capo del design di Audi da febbraio 2014, ha affermato che per le RS prosegue la produzione delle versioni con motore a scoppio in quanto le vetture sportive in arrivo nei prossimi anni non saranno solo a batteria: quelle a benzina  continueranno infatti a essere offerte su una piattaforma dedicata.

UNA EREDE PER LA MLB

Si va come da piani verso il pensionamento della piattaforma Mlb, ma questo non vuol dire che i motori endotermici (biocarburanti o più probabilmente efuel, viste le recenti mosse del governo tedesco) non avranno spazio nei listini della Casa dei Quattro anelli, data la presenza della Premium Platform Combustion.

Lichte ha infatti spiegato: “In futuro costruiremo automobili utilizzando principalmente due piattaforme, la Ppe (Premium Platform Electric) per le Bev e la Ppc (Premium Platform Combustion) per i veicoli con propulsori convenzionali. Sulla base di ciò, sviluppiamo le RS del futuro. Il punto è: come possiamo trasferire quei geni dal motore a combustione interna all’era elettrica, generando almeno altrettanto – se non maggiore – entusiasmo?”.

COSA INTENDE DIRE IL DESIGNER?

Come si vede, nelle sue dichiarazioni il designer si è soffermato più volte sulla parola “futuro”, termine eccessivamente ampio per ricomprendere solo quello scampolo di tempo che ci separa dal 2026, anno in cui l’intero marchio dovrebbe passare all’elettrico.

Delle due, insomma, l’una: o il passaggio all’elettrico ci sarà, ma riguarderà solo i modelli costruiti ex novo e non le rivisitazioni, oppure la gamma sportiva è esautorata e continuerà a correre anche con le propulsioni tradizionali oltre il 2026. In entrambi i casi Audi pare molto più tiepida ora nei confronti dell’auto elettrica di quanto non fosse nel giugno 2021.

LA CONFUSIONE EUROPEA

Del resto, come dimostrano le recenti capriole di Luca De Meo (Renault) che sull’auto elettrica ha deciso di intraprendere nell’ultimissimo periodo una corsa assai più convinta rispetto al passato (ma al netto dei proclami ecologisti la Casa francese continuerà, in partnership coi cinesi di Geely, a produrre motori a combustione) tra i marchi europei sembra regnare parecchia confusione e ben poca compattezza in materia. Una situazione frastagliata che finora ha impedito all’automotive del Vecchio continente di fare fronte comune col legislatore comunitario.

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