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Le manovre di Renault per la transizione ecologica e digitale

Auto Elettriche Renault RENAULUTION

Anno difficile per Renault, tra le Case europee più colpite dalla fine dei rapporti occidentali con Mosca. La Losanga però rilancia con un nuovo accordo con i cinesi di Geely per ibride a basse emissioni e stringe la partnership con Google per auto sempre più smart. I dettagli del piano Renaulution

Il Renaulution, ovvero il piano industriale che la Casa d’Oltralpe ha redatto, in piena pandemia, per uscire dalla crisi, fa il tagliando. Nessuno, difatti, poteva immaginare che subito dopo il Covid sarebbero seguiti altri momenti di passione per l’automotive, dalla guerra voluta dalla Russia di Putin (che ha travolto soprattutto Renault), all’aumento dei costi delle materie prime, fino a un’inflazione generalizzata e a una perdurante latitanza dei chip. Se a questo si aggiunge l’accelerazione imposta dal legislatore comunitario sul bando alle motorizzazioni endotermiche e la baldanza di un numero imprecisato di marchi EV cinesi, pronti a sfidare in casa le auto elettriche del Vecchio continente, si spiega perché il numero 1 di Renault, Luca de Meo, abbia dovuto aggiornare il cronoprogramma a stretto giro.

RENAULT SCISSA TRA HORSE E AMPERE

La strategia elettrica di Renault, come vedremo meglio in un altro articolo dedicato, verterà su Ampère, la divisione che si occuperà di sviluppare e-car, da circa 10.000 dipendenti, tutti in Francia. È interessante sottolineare che il gruppo parigino fondato nel 1898 conti globalmente 157.000 dipendenti e solo una piccola parte confluirà nella costruzione delle auto elettriche.

Questo può significare due cose: che le gigafactory richiedono molto meno personale, essendo ancora più automatizzate (i pianali che montano le batterie possono essere agilmente assemblati da robot) ma anche che la Losanga voglia dedicare alla divisione endotermica buona parte della propria forza lavoro, convinta che al di fuori dei confini USA e UE i motori diesel e benzina avranno vita lunga. Secondo voci di corridoio, però, anche la divisione Horse disporrà di poche migliaia di dipendenti (19mila, come vedremo a breve). E i sindacati infatti sono già allarmati. Staremo a vedere.

LA RENAULUTION ABBRACCIA ANCHE GEELY

Quel che è certo, è che, proprio sul versante dei motori endotermici, mentre Renault corteggia i giapponesi di Nissan per rinverdire l’alleanza del 1999, è riuscita a chiudere un accordo coi cinesi di Geely per realizzate motori ibridi e termici moderni. Dovrebbe trattarsi di nuove tecnologie ad alta efficienza. I due marchi deterranno rispettivamente il 50% delle quote della joint venture, che sarà un fornitore mondiale indipendente, con fabbriche per produrre gruppi motopropulsori ibridi di nuova generazione e cinque impianti di ricerca e sviluppo finanziati da entrambe le Case per sviluppare tecnologie de-carbonizzate e a basse emissioni.

In totale la nuova realtà disporrà di 17 stabilimenti in 3 continenti, con circa 19.000 dipendenti. Avrà una capacità combinata di oltre 5 milioni di trasmissioni e motori a combustione interna all’anno, ibridi ed ibridi plug-in, per servire oltre 130 Paesi e regioni. Clienti privilegiati: Renault, Dacia, Geely, Volvo, Lynk & Co, Proton, Nissan e Mitsubishi. «Mentre il Gruppo Renault accelera la sua trasformazione con la Renaulution per cogliere il valore di tutta la nuova catena del valore del settore automotive, siamo lieti di aver concluso un ambizioso accordo di partnership con Geely per continuare a sviluppare le tecnologie per i motori termici e ibridi che continueranno ad essere elementi essenziali della supply chain automobilistica nei prossimi decenni», ha spiegato de Meo. «Saremo in grado di proporre gruppi motopropulsori e soluzioni elettrificate all’avanguardia a tante marche automobilistiche in tutto il mondo, sfruttando così il potenziale di mercato di questa tecnologia a basse emissioni.»

Gli ha fatto eco l’omologo di Geely, Eric Li: «L’accordo concluso in data odierna con il Gruppo Renault permetterà di creare un leader mondiale delle tecnologie ibride. Per fornire soluzioni avanzate e ad alta efficienza energetica ai costruttori automobilistici di tutto il mondo. Non vediamo l’ora di lavorare con Luca de Meo e il team Renault per trasformare questa partnership in realtà». «Questo accordo – ha aggiunto -si basa sul nostro impegno a sfruttare le competenze tecnologiche e il portafoglio di marche del nostro Gruppo. Per continuare il nostro percorso pionieristico a livello di sviluppo sostenibile e creazione di valore. Portando eccellenza ai consumatori.»

LE NOVITA’ CON GOOGLE

E poi c’è il fronte della transizione digitale. Renault ha in ballo con Google una collaborazione partita nel 2018 che, a quanto pare, vuole stringere per poter contare su nuovi software, servizi e aggiornamenti continui che sfruttino il sistema operativo automobilistico Android e la tecnologia Google Cloud.

La partnership poggerà soprattutto sull’acquisizione analisi dei dati utili per esempio per la manutenzione predittiva e migliore individuazione e correzione dei guasti in tempo quasi reale, ma anche, fanno sapere le parti, per offrire al guidatore un’esperienza personalizzata a bordo del veicolo (Servizi In-Car) capace di adattarsi ai comportamenti di guida, basandosi sullo storico delle destinazioni più visitate, come le stazioni di ricarica Ev, e in grado di offrire modelli assicurativi basati sull’uso effettivo del mezzo come anche dei comportamenti di guida.

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