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Come e perché anche Forza Italia non è tenera con la Francia sui migranti

Armi Ucraina

Umori e commenti nella maggioranza di centrodestra su Francia, Ue e dossier migranti. La nota di Sacchi

 

Antonio Tajani, ministro degli Esteri, vicepremier e coordinatore azzurro, parla della necessità di “ragionevolezza e buon senso” per ricomporre la crisi con la Francia, che però non demorde e liquida ora l’Italia come “perdente”, con toni al limite dello sprezzo.

Ma Tajani, di cui viene estrapolata la premessa diplomatica, non è meno fermo di Giorgia Meloni, dell’altro vicepremier Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture con competenza sui porti – con il quale una certa narrazione mediatica lo mette in contrapposizione -, di Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, e di Guido Crosetto, titolare della Difesa. Sono i ministri che hanno firmato il provvedimento interministeriale perché le Ong rispondano ai Paesi di cui battono bandiera, i Paesi che dovrebbero esaminare la richiesta dei migranti. E a proposito di Ong, Tajani denuncia: “Non è possibile che una parte di queste decida la politica migratoria”. E ancora: “Non sta scritto da nessuna parte che l’Italia sia l’unico porto sicuro, l’unico ingresso dal Mediterraneo”. Richiama quindi il ministro degli Esteri a una presa di responsabilità di tutta l’Europa. E pone l’accento su un piano Marshall per l’Africa. Cosa di cui parla anche un altro azzurro di spicco, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che respingendo le accuse della Francia innanzitutto, in una intervista a la Repubblica, ha manifestato alcune riserve sul metodo del nostro approccio iniziale alla vicenda.

La capogruppo di FI in Senato, Licia Ronzulli, ricorda gli accordi che fece Silvio Berlusconi da premier con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo. Dove, secondo Meloni, dovrebbero essere aperti hot-spot per esaminare le richieste. Perché se l’unico punto di approdo è l’Italia, ha ricordato ieri Tajani a “Mezzorainpiù” da Lucia Anninziata, “siamo sempre noi che ci dobbiamo far carico del lungo lasso di tempo che intercorre tra la richiesta e il collocamento”.

Diplomazia ma anche fermezza insieme di un centrodestra che declina con sfumature diverse la crisi, ma unito sull’identico obiettivo: spezzare la tratta degli esseri umani, far sì che l’Europa tutta si assuma le sue responsabilità nell’accoglienza. Salvini annuncia: “Stretta in vista: multe, sequestri e più controlli. Il governo pronto al pugno duro sugli sbarchi”, scrive sui profili social il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, aggiungendo “Chi sbaglia, paga. Bene così”.

Toni duri, ma lo stesso Tajani capo della nostra diplomazia osserva che “non siamo stati noi a aprire la crisi” e si chiede se non abbiano piuttosto pesato “ragioni di politica interna francese”. Tajani nello sforzo diplomatico è aiutato anche dal prezioso sostegno alle ragioni italiane del presidente del Ppe Manfred Weber, di cui è vice. Ribadisce anche “il ruolo di garanzia di FI, che è il Ppe in Italia, per tutto l’esecutivo”, al quale Weber aveva fatto il suo endorsement. Stefania Craxi (FI), presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato, sottolinea: “Servono strategia europea e responsabilità collettiva”.

La vicenda, al tempo stesso, non può avere una voce unica, essendo oltre al premier Meloni, più ministri coinvolti sul tema, per cui sarebbe bizzarro che l’unico a non parlare, secondo certa narrazione mediatica e esponenti delle opposizioni, dovrebbe essere proprio Salvini, l’ex ministro dell’Interno, che ridusse gli sbarchi e si prese alcuni processi, di cui quello Open Arms in corso. Per giunta, paradossalmente non potuto rientrare alla guida del Viminale proprio perché i processi furono ritenuti un ostacolo a un suo secondo mandato. Vicende per cui è celebre l’affermazione di un pm a Palamara che in un’intercettazione diceva in sostanza che aveva ragione ma bisognava dargli torto.

Comunque sia, la Francia, con il portavoce del governo non demorde e il governo è fermo nel difendere le proprie ragioni. Tajani lo farà nell’ambito di una presa di responsabilità dell’intera Ue al Consiglio Europeo dei ministri degli Esteri. E il ministro degli Affari Europei con delega al Pnrr, Raffaele Fitto (FdI), ex azzurro di origine dc, dice chiaramente che se non verranno prese misure dalla Ue, “l’Italia farà da sola”, rispetto alle misure da prendere su una regolamentazione delle Ong, perché non siano loro a dettare la politica migratoria.

Reazione “sproporzionata” ha ribadito Tajani anche di fronte a certi toni della sua omologa francese Catherine Colonna, che dopo aver accusato l’Italia di violare il diritto internazionale, ha anche aggiunto che ci “potrebbero essere conseguenze”.

Non risulta al momento che ci sia un incontro tra Meloni e Emmanuel Macron a Bali. Confermato invece il bilaterale con il presidente Usa, Joe Biden.

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