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Leonardo Grottaglie

Leonardo, cosa succederà a Grottaglie con Boeing?

Il numero uno di Leonardo ha ipotizzato uno slittamento del "break even" del business delle aerostrutture del gruppo, alla luce delle difficoltà che sta incontrando Boeing. Le ripercussioni per Grottaglie, il sito monocommessa di Leonardo che lavora alle sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787 e i timori dei sindacati

Rischio di fermata per Grottaglie, il sito monocommessa di Leonardo che produce le sezioni della fusoliera del Boeing 787?

È il timore dei lavoratori condiviso anche dai sindacati, come emerso nel corso di un incontro dell’Osservatorio strategico, tra i segretari Generali di Fim, Fiom e Uilm, unitamente alle segreterie nazionali che hanno incontrato l’ad di Leonardo Roberto Cingolani e il Dg Lorenzo Mariani lo scorso 7 maggio.

Uno dei più impattati dalla crisi della pandemia sul settore aereo civile è stato proprio il sito di Grottaglie della divisione Aerostrutture di Leonardo. Lo stabilimento pugliese del gruppo ex Finmeccanica, dall’avvio nel 2006 ad oggi, ha lavorato infatti solo alle sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787. Essendo monocommessa, l’impianto di Grottaglie ha scontato la notevole frenata avutasi, sia per effetto del Covid sia per problemi legati al committente.

A inizio anno il ceo del colosso italiano della difesa e aerospazio, Cingolani, aveva affermato nel corso di una intervista con Bloomberg Tv, che il gruppo stava rinegoziando i contratti di fornitura con Boeing per Leonardo.

“Stiamo discutendo” ma Boeing è in “un momento critico” — aveva illustrato Roberto Cingolani a Bloomberg Tv — “stiamo cercando di rinegoziare ma dobbiamo considerare anche quale è la priorità, in questo momento loro hanno molti aerei a terra e noi vogliamo rinegoziare in modo corretto”. In questa fase il costruttore Usa è focalizzato sulla risoluzione dei suoi problemi dopo gli incidenti recenti al 737-Max e la recente indagine della Faa sulla sicurezza del Boeing 787 Dreamliner, proprio gli stessi velivoli sui quali è impegnato il sito aerospaziale tarantino.

Tutti i dettagli.

LE PAROLE DI CINGOLANI

“Suppongo che ci sarà uno spostamento del punto di break even del business delle aerostrutture”.

È quanto ha evidenziato Roberto Cingolani, ceo di Leonardo, rispondendo a una domanda da parte degli analisti sugli impatti per Leonardo delle difficoltà che sta incontrando Boeing di cui il gruppo italiano è tra i fornitori nel corso della conference call sui risultati del primo trimestre del gruppo. Nel piano 2024-28, presentato a metà marzo, Leonardo aveva indicato per la divisione aerostrutture una crescita di ordini e ricavi rispettivamente del 16% e 17%, “con il breakeven ebita entro la fine del 2025”. L’azienda si era mostrata fiduciosa che riprendano gli ordini per i grandi produttori di aerei come Boeing e Airbus.

Nel breve periodo si va avanti, ma – ha precisato Cingolani – “nel medio termine stiamo considerando quale possa essere la revisione della strategia in uno scenario più complesso, ovviamente considerando lo scenario peggiore. Prima di tutto però dobbiamo parlare con Boeing per capire quello che succederà: non sono preoccupato”.

LA POSIZIONE DEI SINDACATI

La situazione di Leonardo è “positiva” dal punto di vista economico-finanziario con una crescita di tutte le divisioni fatta eccezione per le aerostrutture: “a pesare infatti è la complessa situazione di Boeing che sta portando da troppo tempo ripercussioni a livello produttivo e conseguentemente il rischio di fermata nello stabilimento di Grottaglie. Una situazione già posta che bisogna superare attraverso una diversificazione dei prodotti e dei committenti che di fatto non è mai arrivata”.

È quanto sottolineano Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, Claudio Gonzato e Simone Marinelli, coordinatori nazionali Gruppo Leonardo, all’indomani dell’Osservatorio strategico con i vertici del gruppo aerospaziale. “È necessario – proseguono – da un lato un forte intervento governativo nei confronti del committente, anche rispetto ai processi di internalizzazione che le aziende dell’assemblaggio finale del settore stanno avviando, per garantire i contratti e gli impegni sottoscritti. Ma occorre che Leonardo individui soluzioni industriali che possano portare prodotti atti a garantire lavoro a tutti i lavoratori nel sito tarantino”.

I risultati del primo trimestre “confermano la credibilità del piano industriale di Leonardo e una parte di questo risultato deriva anche dalla solidità delle relazioni industriali”: ‘l’inizio del 2024 vede rafforzato il trend di crescita in ogni ambito, creando le giuste condizioni per affrontare qualche aggiustamento del business come la confermata cessione a Fincantieri della ex Wass e anche per gestire senza eccessive preoccupazioni qualche criticità che potrebbe arrivare da Boeing sul 787 che vede il sito di Grottaglie coinvolto dal rallentamento che non intacca nessun altro dei siti della Divisione Aerostrutture” hanno commentato Rocco Palombella, segretario generale Uilm, e Bruno Cantonetti, segretario nazionale Uilm, a valle dell’incontro dell’Osservatorio strategico con i vertici di Leonardo.

NECESSARIA LA DIVERSIFICAZIONE

A tale scopo Fim-Fiom-Uilm “sono impegnate da tempo nel proporre all’azienda l’identificazione di nuove commesse e prospettive industriali che vedano il superamento della mono-committenza nella Divisione Aerostrutture. Crediamo sia giunto il momento di trovare soluzioni strutturali che vadano nella direzione di non essere in balia di scelte di altri soggetti industriali che con la loro politica possano mettere a repentaglio la tenuta economica e industriale della Divisione e di conseguenza del Gruppo Leonardo” si legge nella nota congiunta delle sigle sindacali.

COSA HA DECISO BOEING?

Come riporta oggi Repubblica, “a metà marzo, Boeing aveva presentato il piano 2024-28 indicando per la divisione aerostrutture una crescita di ordini e ricavi rispettivamente del 16 e 17%. Queste previsioni non sono state riviste al ribasso. Un dato che induce a un cauto ottimismo, poi, sono i contratti, già firmati dall’azienda, per la fornitura di 600 aeromobili 787 di ultima generazione, in fibra di carbonio, che saranno costruiti a Grottaglie e in pochi altri stabilimenti nel mondo. La situazione sarà più chiara in estate o, nel peggiore dei casi, subito dopo. Quando, cioè, l’azienda avrà reso noto il piano per le consegne”.

LE RICADUTE PER LEONARDO GROTTAGLIE (DIVISIONE AEROSTRUTTURE)

Come già detto, Leonardo è fornitore di parti della fusoliera e di altre componenti, il gruppo elabora e realizza il 14% dell’intera struttura del Boeing 787.

Essendo monocommessa, l’impianto di Grottaglie ha scontato finora la notevole frenata, sia per effetto del Covid sia per problemi che il committente Boeing ha avuto con un fornitore della catena produttiva, nella costruzione delle due sezioni di fusoliera del 787.

Nel 2023, il gruppo ha consegnato 39 sezioni di fusoliera e 32 stabilizzatori per il programma Boeing 787, in confronto a 22 fusoliere e 13 stabilizzatori del 2022. “Dal 2025 si passerà a produrre 10 fusoliere e 10 stabilizzatori di coda al mese. E questo grazie all’incremento del portafoglio-ordini di Boeing che può contare su contratti già acquisiti per la realizzazione di 4500 velivoli per un valore di 334 miliardi di dollari”, riportavano le agenzie lo scorso maggo.

Ma “ad oggi Grottaglie è uno stabilimento congestionato dalle sezioni di fusoliera pronte e non ancora ritirate dal cliente [Boeing], ne è prova evidente che alla fine del mese di maggio ci saranno circa 50 sez. 46 e 50 sez. 44 “parcheggiate”, senza una data di consegna prevista, hanno dichiarato lavoratori e sindacati durante l’assemblea dello scorso aprile, come ha scritto il Corriere di Taranto.

OBIETTIVO DIVERSIFICAZIONE

Per Grottaglie l’obiettivo resta comunque il superamento della monocommittenza legata al Boeing 787  grazie alla diversificazione della produzione dell’impianto con l’avvio di nuove attività (Vertical VX 4, Skydweller Aero, EuroMale).

Il 16 marzo 2023, Aeroporti di Puglia e Leonardo hanno firmato un contratto per la sub-concessione ventennale dell’hangar two dello scalo ionico per il progetto Eurodrone, l’uav europeo Male (Medium Altitude Long Endurance) Rpas, per cui “è prevista l’implementazione di tutti i processi sulla tecnologia dell’ala, con fabbricazione a Foggia e montaggio a Grottaglie”.

Ma ad oggi il problema della monocommittenza persiste nel sito di Leonardo Grottaglie.

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