Innovazione

Fcas, tutte le turbolenze in Germania sul caccia franco-tedesco

di

Fcas Safran

Che cosa sta succedendo tra Parigi e Berlino sul Fcas, caccia di sesta generazione sviluppato da Francia, Germania e Spagna

Brusca frenata per il caccia di sesta generazione franco-tedesco. La Germania potrebbe infatti ritardare lo sviluppo del Fcas (Future Combat Air System). Pare che il parlamento di Berlino approverà solo i finanziamenti iniziali e rimanderà la chiusura dei contratti alle prossime elezioni generali previste per l’autunno 2021. Il destino del Fcas, che sostituirà il Rafale e l’Eurofighter entro il 2040, “è nelle mani”dunque dei parlamentari tedeschi, ha dichiarato mercoledì il ministro delle forze armate Florence Parly, chiedendo loro di “inviare un segnale politico forte”.

LA DECISIONE IN CAPO AL BUNDESTAG

Il quotidiano tedesco Handelsblatt ha riferito che nella prossima sessione il comitato per il bilancio del Bundestag rilascerà fondi per il lavoro preliminare iniziale, noto come Fase 1A, che dovrebbe costare 77,5 milioni di euro ciascuno per Germania e Francia. In base alla legge tedesca, tutti gli investimenti superiori a  25 milioni di euro devono essere approvati dal parlamento.  Secondo Handelsblatt,  l’intera fase dimostrativa — dal costo stimato fino a 8 miliardi di euro — sarebbe decisa alla fine del 2021 o addirittura del 2022. Il comitato dovrebbe approvare cinque subappalti su sette, compresi i dimostratori e i motori.

LA SUDDIVISIONE DEI LAVORI NON TROPPO GRADITA ALLA GERMANIA

Da mesi ormai il governo francese ha sollecitato il governo tedesco ad entrare rapidamente nella prima fase di sviluppo, compresa la produzione di un prototipo del velivolo. Ma non è la prima volta che Berlino si prende del tempo per riflettere.

Se la divisione industriale del programma Fcas è stata concordata a livello esecutivo, ha incontrato problemi quando è stata presentata al parlamento tedesco. Ma i membri del Bundestag hanno mostrato scetticismo riguardo la leadership dell’industria francese nel programma. La francese Dassault sarà l’azienda infatti leader del programma, facendosi carico di tutta la progettazione, mentre al gruppo Airbus Se (11% Francia, 11% Germania e 4,10% Spagna), in particolare la divisione Defence&Space, sarà affidato tutto il comparto della sensoristica, dell’avionica e delle comunicazioni.

Ma il punto di discordia riguardava il sottoprogramma volto allo sviluppo del motore. Il produttore francese Safran è stato inizialmente considerato in testa. Tuttavia, diversi membri del Bundestag hanno richiesto una parità totale con la controparte tedesca MTU Aero Engines.

A fine novembre 2019 è stato trovato un accordo con Safran appaltatore principale e Mtu partner principale per la prima fase di ricerca e tecnologia (Fase 1A). Nella seconda fase, Safran e Mtu si impegnano a creare una joint venture 50/50 entro la fine del 2021. Questa società si occuperà di produzione, ottenimento della certificazione del motore del Fcas e attività di supporto post-vendita.

Eppure il Fcas è di nuovo messo in stand-by.

LE PRESSIONI DEGLI INDUSTRIALI

Già lo scorso ottobre Eric Trappier, presidente e ceo di Dassault e Dirk Hoke, ceo di Airbus Defence and Space avevano firmato una nota congiunta in cui chiedono ai rispettivi governi di accelerare nello sviluppo del Fcas. Secondo il numero uno di Dassault Aviation, è essenziale mantenere l’obiettivo di operatività entro il 2040 con un primo dimostratore nel 2026, come previsto.

COLPA ANCHE DEL CARRO ARMATO MGCS

Ma i ritardi della politica sembrano investire anche un altro progetto di difesa congiunto franco-tedesco. Oltre allo sviluppo del caccia di sesta generazione, nell’estate 20018 Francia e Germania hanno siglato infatti un’intesa anche per un nuovo carro armato: Main Ground Combat System (Mgcs). L’obiettivo del nuovo carro armato europeo è sostituire i carri armati Leopard 2 tedeschi e Leclerc francesi nel 2035 circa. Ma anche su questo progetto pare che l’intesa tra Parigi e Berlino vacilli a livello di ripartizione dei lavori. Tanto che i parlamentari tedeschi hanno precisato che “finché non sarà trovata una soluzione, non sarà possibile registrare progressi sul Fcas nel Bundestag”. Di conseguenza, il blocco del Mgcs ha riguardato anche il progetto del caccia di sesta generazione Fcas.

SCIOLTO IL NODO ESPORTAZIONI

Sempre a ottobre inoltre i governi di Parigi e Berlino hanno firmato un accordo sull’esportazione di armi sviluppate congiuntamente, un passo necessario per lo sviluppo del Fcas. Il governo federale “non ostacolerebbe l’esportazione di armi francesi con meno del 20 per cento dei componenti di fabbricazione tedesca”. Come da accordo raggiunto dal presidente francese e dalla cancelliera tedesca in occasione del vertice del G7 a Biarritz di fine agosto. Ma da allora non è stato fatto molto.

PARLY: ” IL DESTINO DEL FCAS NELLE MANI DEI DEPUTATI TEDESCHI”

Sul Fcas è intervenuta anche la titolare della Difesa francese Florence Parly. “Il destino è ora nelle mani del Bundestag, il voto dei deputati tedeschi tra pochi giorni sul proseguimento del Fcas sarà davvero di importanza decisiva e invierà un forte segnale politico sulla volontà dei nostri due paesi per costruire un’Europa della difesa”, ha dichiarato Parly in occasione dell’Assemblea parlamentare franco-tedesca a Strasburgo lo scorso 5 febbraio.

LE RASSICURAZIONI DELLA MINISTRA TEDESCA

“Non vi è dubbio che entrambi vogliamo che il Fcas e l’Mgcs vengano svolti in modo rapido, efficiente ed equo per entrambe le parti”, ha replicato la ministra della difesa tedesca Kramp-Karrenbauer. “Sono molto fiduciosa che arriveremo alla prossima del Bundestang per trovare una soluzione” e ottenere “il via libera” per entrambi i progetti, ha assicurato.

IN ATTESA DELLA NUOVA MAGGIORANZA

Tuttavia, al di là delle rassicurazioni politiche, secondo Handelsblatt, per questa costosa fase del progetto, la Germania deciderà su ulteriori fondi solo dopo il completamento dei lavori di preparazione tecnologica nel 2021. Il progetto Fcas andrà davvero avanti dunque con il successore del cancelliere Angela Merkel  dopo le elezioni dell’autunno 2021.

Come ha commentato l’analista Aurelio Giansiracusa su Twitter i deputati tedeschi “Legano lo slittamento dello stanziamento di ulteriori fondi per la fase di sviluppo che si prevede di 8 mld di euro al fatto che si terranno nel 2021 le elezioni per il rinnovo del Bundestag. Una follia, legare programmi di questa portata strategica al cambio di maggioranza”.

E LA SPAGNA, TERZO PARTNER DEL FCAS?

Nel frattempo, la Spagna, terzo partner del progetto Fcas, resta ancora in seconda fila. Come ha sottolineato Defense News, dal rapporto riservato ai deputati del Bundestag, rivelato per la prima volta dal quotidiano Handelsblatt, la Germania prevede di vedere la Spagna assumere un ruolo più attivo nel programma entro il 2021 al fine di ridurre i costi per entrambi i partner iniziali. Madrid ha fatto pressioni per essere trattata come un partner paritario nel progetto, sia a livello governativo sia industriale (con coordinatrice nazionale Indra).

INTANTO SPRINTA IL PROGETTO RIVALE TEMPEST

Mentre Francia e Germania restano appese alla decisione del Bundestag, il progetto rivale britannico Tempest sta scaldando i motori. A inizio anno il Financial Times ha rivelato che le aziende coinvolte nel programma Tempest raddoppieranno le assunzioni nel Regno Unito nel 2020 per battere il rivale franco-tedesco, intensificando il reclutamento mentre si affretta a finalizzare un business case per il progetto. Il programma è sviluppato da Bae Systems, consorzio che include Rolls-Royce, Mbda e la divisione britannica di Leonardo (ex Finmeccanica). Le aziende avranno tempo fino al dicembre 2020 per completare la propria analisi di programma. Per rispettare la scadenza, le società prevedono di raddoppiare la forza lavoro totale del Regno Unito coinvolgendo nel progetto 2.500 dipendenti entro il 2021 rispetto agli attuali 1.000, secondo quanto riportato da Ft.

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