Innovazione

Dassault e Airbus strigliano Parigi e Berlino per accelerare sul caccia Fcas

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Fcas

Dassault e Airbus stanno intensificando la pressione sui governi di Francia e Germania per dare una spinta alla prossima fase del Fcas, il caccia di sesta generazione 

Ieri i giganti aerospaziali Dassault e Airbus hanno “tirato le orecchie” a Merkel e Macron. Eric Trappier, presidente e ceo di Dassault e Dirk Hoke, ceo di Airbus Defence and Space hanno firmato una nota congiunta in cui chiedono ai rispettivi governi di accelerare nello sviluppo del Fcas. Ovvero il sistema europeo di combattimento aereo futuro che integra un caccia di sesta generazione, droni, satelliti e stazioni di controllo. Ma perché il progetto franco-tedesco sembra lento a decollare mentre procede spedito il concorrente britannico Tempest? Ecco i dettagli.

L’ALLARME DI DASSAULT E AIRBUS

“Due anni fa, il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno concordato di sviluppare congiuntamente il sistema europeo di combattimento aereo futuro. Questa iniziativa, di grande importanza per la difesa europea, dovrebbe ora andare avanti rapidamente avviando la fase dimostrativa del programma”. Così tuonano i due principali partner industriali del progetto franco-tedesco per il nuovo dispositivo per la guerra aerea di cui si dovrebbe dotare l’Ue, a cui si è aggiunto anche la Spagna.

“Per costruire la difesa europea, dobbiamo mantenere lo slancio collettivo”. Altrimenti, l’iniziativa rischia di subire delle “turbolenze”, si legge nella nota. I due dirigenti hanno poi aggiunto: “Se l’Europa non avanza rapidamente, sarà impossibile mantenere le capacità di sviluppo e produzione necessarie per un’industria della difesa sovrana”. Secondo Trappier e Hoke l’iniziativa franco-tedesca “manca di velocità”.

IL FCAS FRANCO-TEDESCO-SPAGNOLO

In occasione del Salone Le Bourget lo scorso giugno, Parigi, Berlino e Madrid hanno firmato un accordo quadro che definisce le posizioni dei tre paesi sul Fcas. Al centro di questo sistema c’è il caccia di sesta generazione che dovrebbe essere operativo dal 2040, al fine di sostituire il Rafale di Dassault e l’Eurofighter.

La francese Dassault sarà l’azienda leader del programma, facendosi carico di tutta la progettazione, mentre al gruppo Airbus Se (11% Francia, 11% Germania e 4,10% Spagna), in particolare la divisione Defence&Space, sarà affidato tutto il comparto della sensoristica, dell’avionica e delle comunicazioni. Sempre Dassault prenderà in consegna lo sviluppo e l’integrazione della suite di armamenti di nuova generazione a bordo del caccia, con Airbus D&S come junior partner.

NECESSARIO PASSARE ALLA FASE DEI DIMOSTRATORI

Dopo la firma dell’accordo a giugno, “ora devono partire gli ordini tecnici concreti per lo sviluppo di un dimostratore e i fondi necessari” precisano Trappier e Hoke. Pertanto, la prossima riunione congiunta dei governi di Germania e Francia, prevista a Tolosa il 16 ottobre prossimo “deve inaugurare la fase dei dimostratori” per il Fcas. Inoltre, gli Stati parte del progetto “devono impegnarsi in un piano di finanziamento credibile, che assicuri il carattere duraturo e coerente di questo programma europeo di sviluppo”.

UN PROGRAMMA GIÀ IN RITARDO?

Come sollecitato il mese scorso dal presidente e ceo di Dassault Aviation, “è il momento di inaugurare la fase dei dimostratori”. “La notifica [del contratto] per i dimostratori doveva avvenire a giugno all’Air Show di Parigi. Settembre doveva essere il momento del lancio, adesso parliamo della fine dell’anno. Facciamo attenzione che questa timeline non cambi troppo “, ha tuonato Trappier. Secondo il numero uno di Dassault Aviation, è essenziale mantenere l’obiettivo di operatività entro il 2040 con un primo dimostratore nel 2026, come previsto.

COLPA ANCHE DEL CARRO ARMATO MGCS

Ma i ritardi della politica sembrano investire anche un altro progetto di difesa congiunto franco-tedesco. Oltre allo sviluppo del caccia di sesta generazione, nell’estate 20018 Francia e Germania hanno siglato infatti un’intesa anche per un nuovo carro armato: Main Ground Combat System (Mgcs). L’obiettivo del nuovo carro armato europeo è sostituire i carri armati Leopard 2 tedeschi e Leclerc francesi nel 2035 circa. Ma anche su questo progetto pare che l’intesa tra Parigi e Berlino vacilli a livello di ripartizione dei lavori. Tanto che i parlamentari tedeschi hanno precisato che “finché non sarà trovata una soluzione, non sarà possibile registrare progressi sul Fcas nel Bundestag”. Di conseguenza, il blocco del Mgcs ha riguardato anche il progetto del caccia di sesta generazione Fcas.

LA CONCORRENZA CON IL BRITANNICO TEMPEST

Infine, il Fcas dovrà affrontare la concorrenza del progetto britannico Tempest, il caccia multiruolo di sesta generazione che sostituirà l’Eurofighter Typhoon affiancando l’F-35. Gli sviluppi dei cacciabombardieri di sesta generazione hanno diviso l’attuale consorzio Eurofighter e portato a un ridimensionamento delle alleanze industriali. Da una parte Francia, Germania e Spagna con il Fcas e dall’altra l’iniziativa guidata dal Regno Unito a cui hanno aderito anche Svezia e Italia.

IL FRONTE SPAGNOLO DI AIRBUS

Nel frattempo Airbus deve ancora digerire la decisione di Madrid riguardo il rappresentante degli interessi spagnoli all’interno del programma Fcas. A settembre la Spagna ha indicato Indra come coordinatore nazionale per Fcas, sostituendo Airbus dal ruolo di coordinatore spagnolo che aveva ricoperto nel consorzio Eurofighter. I funzionari di Airbus si sono impegnati a cercare di rovesciare la mossa, ma una fonte della difesa spagnola ha riferito a Reuters che non vi è stato alcun cambiamento nella decisione.

INFINE, IL NODO ESPORTAZIONI

Un’ulteriore preoccupazione è la necessità di un accordo tra Berlino e Parigi sulle esportazioni di armi, poiché soprattutto il Fcas avrà bisogno di vendite estere per contribuire a finanziare il suo programma. L’attuale embargo tedesco sulla consegna di materiale bellico in Arabia Saudita sta bloccando le forniture di armi francesi o britanniche con componente tedesca. Il presidente francese e la cancelliera tedesca avevano raggiunto un accordo al vertice del G7 a Biarritz sulla politica di esportazione delle armi, con Berlino che applicherà l’embargo a materiale straniero solo in caso di componente tedesca oltre il 20%. Secondo La Tribune, Francia e Germania sono vicine a trovare un accordo definitivo. Domani il ministro della Difesa francese, Florence Parly, sarà a Berlino per concludere l’intesa.

L’imminente riunione del consiglio ministeriale franco-tedesco del 16 ottobre dovrebbe suggellare l’intesa sulle esportazioni. Oltre a fungere da catalizzatore per il progetto Fcas avviando rapidamente questa fase dimostrativa e impegnando le nazioni partner a un piano di finanziamento affidabile.

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