I risultati più recenti di Sanofi mostrano una crescita oltre le attese, ma anche il peso della dipendenza da Dupixent e la necessità di individuare nuovi motori di sviluppo. Il farmaco di punta continua infatti a sostenere ricavi e prospettive della società francese, ma la nuova amministratrice delegata Belén Garijo ha urgenza di individuare nuovi motori di sviluppo.
RISULTATI TRAINATI DAL FARMACO DI PUNTA
Sanofi ha aumentato le previsioni di vendita per l’intero anno grazie alla forte domanda di Dupixent, il trattamento contro dermatite atopica e asma sviluppato con Regeneron. Nel secondo trimestre il reddito operativo aziendale è salito a 3,29 miliardi di euro, oltre la stima media degli analisti di 2,96 miliardi, scrive Reuters, mentre i ricavi trimestrali hanno raggiunto 11,60 miliardi di euro contro attese per 10,85 miliardi.
Anche l’utile per azione, escludendo alcune componenti straordinarie, è arrivato a 2,09 euro, superando le previsioni. Le vendite di Dupixent sono aumentate del 38% a 5,15 miliardi di euro e Sanofi prevede ricavi annuali per 25 miliardi di euro nel 2030, leggermente sopra le stime degli analisti di 24,2 miliardi.
La società francese prevede inoltre una crescita delle vendite del 10% a cambi costanti nel 2026, rispetto alla precedente previsione di un aumento nella fascia alta delle singole cifre percentuali. Il reddito operativo dovrebbe crescere leggermente più delle vendite.
IL RISCHIO DELLA DIPENDENZA DA DUPIXENT
Il peso del farmaco di punta rappresenta però anche la principale sfida per Sanofi. Dupixent ha generato miliardi di ricavi, ma nei primi anni del 2030, sottolinea Bloomberg, è atteso l’arrivo di copie più economiche dopo la perdita dell’esclusività brevettuale.
“Più cresce Dupixent, più grande sarà il buco che Sanofi dovrà riempire quando perderà la protezione brevettuale”, hanno scritto gli analisti di UBS.
Un possibile successore del farmaco, amlitelimab, è stato abbandonato dopo il fallimento di uno studio clinico sull’eczema. La decisione ha portato a una svalutazione di 952 milioni di euro nel primo semestre. Secondo Bloomberg, la difficoltà di compensare i futuri ricavi persi da Dupixent ha contribuito anche all’uscita dell’ex Ceo Paul Hudson.
IL MERCATO RESTA ATTENTO
Nonostante i risultati superiori alle attese, ieri il titolo Sanofi è sceso fino all’8% dopo la pubblicazione dei dati, con gli investitori concentrati sui tagli alla pipeline e sui benefici una tantum.
“I risultati di Sanofi mettono chiaramente in luce la sfida”, hanno dichiarato John Murphy e Aude Gerspacher, analisti di Bloomberg Intelligence. Il titolo ha perso circa il 3% dall’inizio dell’anno fino a mercoledì, sottoperformando concorrenti come Novartis, GSK e Roche.
Le vendite dei vaccini, aggiunge Reuters, sono diminuite del 4,7% a 1,1 miliardi di euro, penalizzate dal calo delle nascite in Cina e dal confronto con un periodo favorevole per i vaccini antinfluenzali. Le spese per ricerca e sviluppo sono invece aumentate del 18% a 2,23 miliardi di euro, includendo i costi per la chiusura dei programmi interrotti.
LA REVISIONE DELLA PIPELINE
Garijo, entrata in Sanofi ad aprile con il mandato di individuare nuove fonti di crescita, ha avviato una revisione della pipeline e della ricerca e sviluppo. “La revisione strategica della nostra pipeline di fase avanzata è ancora in corso”, ha dichiarato la Ceo, aggiungendo di non essere più in una “fase di diagnosi” e di voler mantenere un ritmo rapido nelle decisioni.
Nel trimestre Sanofi ha già eliminato diversi progetti in sviluppo, tra cui itepekimab, trattamento per le malattie polmonari, e balinatunfib, farmaco contro la psoriasi. Garijo ha dichiarato che le prime settimane alla guida dell’azienda hanno evidenziato la necessità di “maggiore rigorosità scientifica”, oltre a “una governance più forte, una maggiore responsabilizzazione della leadership e decisioni più rapide”.
NUOVA STRATEGIA TRA RICERCA E ACQUISIZIONI
Tra le altre novità, Sanofi ha nominato Paulo Fontoura, ex dirigente di Roche, responsabile globale della ricerca e sviluppo dal primo settembre, con l’obiettivo di rafforzare la pipeline attraverso nuovi programmi e investimenti sostenuti dal flusso di cassa dell’azienda.
Il direttore finanziario François-Xavier Roger ha assunto anche la guida dello sviluppo del business. Sanofi ha indicato di avere una capacità di investimento in operazioni straordinarie stimata dagli analisti in circa 20 miliardi di euro.
Roger ha spiegato che, se in passato Sanofi puntava ad acquisizioni tra 2 e 5 miliardi di dollari, oggi mantiene “una visione un po’ più ampia”. Il criterio principale, ha aggiunto, non sarà la dimensione dell’operazione ma la “rilevanza dal punto di vista scientifico”.






