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Perché Apple delude Wall Street?

Apple rivede al ribasso le previsioni sulle vendite per problemi alla filiera che non le permettono di soddisfare la domanda dei suoi dispositivi. Il titolo cala in borsa, eppure i risultati dell'ultimo trimestre fiscale hanno superato le aspettative in quasi ogni campo. Numeri e dettagli.

Apple ha previsto che le vendite del trimestre in corso, che si concluderà a settembre, cresceranno a un ritmo inferiore rispetto alle attese: la società – famosa soprattutto per l’iPhone – sostiene di stare avendo delle difficoltà con l’approvvigionamento di alcuni componenti, e di non potere quindi soddisfare tutta la richiesta per i suoi dispositivi.

Nonostante i dirigenti dell’azienda abbiano ripetuto che la cautela nelle prospettive non dipende dall’indebolimento della domanda ma dai problemi con la filiera, il titolo ha comunque perso il 5,5 per cento nelle contrattazioni after-hours.

LE SPIEGAZIONI DEI DIRIGENTI DI APPLE

L’amministratore delegato Tim Cook, per esempio, ha dichiarato che Apple sta riscontrando dei “vincoli molto significativi sul fronte delle forniture, con una flessibilità limitata nella catena di approvvigionamento per risolverli”, e che sta “valutando tutte le opzioni” per trovare fornitori alternativi di chip di memoria.

Dato che i cosiddetti memory chip sono indispensabili per i sistemi dedicati all’intelligenza artificiale, le principali società tecnologiche ne stanno acquistando in grandi quantità, riducendone l’offerta disponibile per gli altri usi e facendone salire il prezzo.

Il direttore finanziario Kevan Parekh ha detto invece che Apple si aspetta per questo trimestre una crescita dei ricavi compresa tra il 9 e l’11 per cento, su base annua: il mercato si aspettava un aumento più corposo, del 12 per cento. Parekh ha stimato che i ricavi degli iPhone cresceranno tra il 14 e il 16 per cento, contro il 17,6 per cento atteso dagli analisti di settore.

QUAL È IL PROBLEMA

Intervistato dall’agenzia Reuters, Cook ha spiegato che il limite principale alle forniture nel terzo trimestre fiscale, conclusosi da poco, è stata la carenza di tecnologie avanzate per la produzione di semiconduttori, necessarie per la realizzazione dei microchip presenti nei dispositivi della società. Il problema ha riguardato soprattutto i computer Mac, le cui vendite – nonostante gli aumenti di prezzo – sono comunque aumentate del 29 per cento grazie al successo del MacBook Neo e del MacBook Pro.

Cook ha cercato di presentare la situazione come positiva per Apple: ha detto infatti che “alla radice dei problemi” dell’azienda c’è una richiesta “molto più forte delle nostre aspettative e una catena di fornitura delle tecnologie avanzate di chipmaking, che ha una flessibilità limitata nel rispondere a livelli di domanda così elevati”.

APPLE NON VA MALE: COSA DICONO GLI ULTIMI RISULTATI TRIMESTRALI

Nonostante i problemi alla supply chain, Apple non va male: dall’inizio dell’anno il titolo è cresciuto di oltre il 22 per cento, recentemente ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 5000 miliardi di dollari e ha registrato risultati trimestrali superiori alle aspettative. Gli investitori, comunque, hanno delle riserve: sono preoccupati per la crescita relativamente debole dell’unità Servizi, ad esempio, e temono che la domanda potrebbe calare nel caso in cui la società decidesse di aumentare i prezzi degli iPhone.

Comunque, nel terzo trimestre fiscale (terminato lo scorso 27 giugno) le vendite di Apple sono cresciute del 16,4 per cento a 109,4 miliardi di dollari: gli esperti si aspettavano un aumento del 15,5 per cento. L’utile per azione è stato di 2,02 dollari, rispetto alla stima di 1,89 dollari degli analisti.

A trainare i risultati sono stati gli iPhone, le cui vendite sono cresciute del 21,7 per cento a 54,2 miliardi, ben oltre i 53,8 miliardi previsti dal mercato. Si tratta del miglior risultato di sempre degli iPhone in un terzo trimestre fiscale, un periodo dell’anno generalmente fiacco perché precedente all’autunno, quando vengono rilasciati nuovi modelli: è probabile che il timore di un aumento dei prezzi abbia spinto i consumatori ad anticipare gli acquisti.

Anche le vendite dei Mac hanno superato le attese, raggiungendo i 10,3 miliardi di dollari contro gli 8,7 miliardi previsti da Wall Street. Male gli iPad, invece, calati di quasi il 6 per cento a 6,1 miliardi, sotto i 6,9 miliardi previsti dal mercato.

E LA CINA?

In Cina, un vasto mercato, i ricavi sono aumentati del 22,4 per cento a 18,8 miliardi di dollari, sotto i 19,6 miliardi previsti dagli esperti.

LE DIFFICOLTÀ CON I SERVIZI

Quanto all’unità Servizi, la seconda maggiore fonte di entrate per Apple, è cresciuta del 12 per cento a 30,7 miliardi, meno dei 31,2 miliardi attesi: la società ha spiegato di avere avuto delle difficoltà con i videogiochi per dispositivi mobili (c’entra lo scontro in tribunale con Epic Games per il popolarissimo Fortnite) e di aver dovuto modificare il modello di business dell’App Store in alcuni paesi (nell’Unione europea, ad esempio).

– Per approfondire: Anche i giudici Ue mordono Apple

Nei mesi scorsi Apple ha presentato, con il supporto di Google, una versione rinnovata dell’assistente virtuale Siri, dotato di nuove funzionalità di intelligenza artificiale: Cook ha fatto intendere che alcune funzioni avanzate potrebbero diventare a pagamento.

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