Innovazione

Che cosa farà Tim con la francese Atos sul cloud (verso Gaia-X)

di

clodu tim atos

Tim ha avviato una partnership strategica per lo sviluppo del cloud con la francese Atos, che fornirà soluzioni innovative per realizzare una piattaforma di cloud ibrido. Mentre proseguono le sinergie fra Tim e Google

Al via una partnership sul cloud tra l’italiana Tim e Atos, società quotata in Francia specializzata nella trasformazione digitale.

Le due società hanno siglato un accordo strategico per lo sviluppo di una piattaforma digitale per il cloud di Tim. Quest’ultima fornirà soluzioni innovative per la gestione in sicurezza e localizzata  dei dati pubblici e privati in Italia.

Tutti i dettagli.

LA PIATTAFORMA CLOUD DI TIM E ATOS

La piattaforma — riferisce la nota — consentirà di fornire alle aziende e alla Pubblica Amministrazione velocità, flessibilità e controllo immediato delle informazioni.

Tim e Atos definiranno e implementeranno congiuntamente un modello di cloud ibrido, facendo leva rispettivamente sulle proprie competenze specifiche.

Le due società prevedono di commercializzare la soluzione entro la prima metà del 202, si legge nella nota diffusa.

NELL’AMBITO DEL PROGETTO GAIA-X

“Questa partnership è un passo avanti fondamentale per affermarci come leader di mercato del Cloud. Il lancio commerciale del 5G nel Paese porterà servizi a bassissima latenza che, combinati con la tecnologia Edge, permetteranno alle aziende di gestire un gran numero di dati in tempo reale, portando allo sviluppo di nuove applicazioni”, ha affermato Carlo D’Asaro Biondo Executive Vice President – Strategic partnership, Alliances and Tim Cloud Project (in passato D’Asaro era top manager di Google).

Grazie a questo accordo, inoltre, le due società si concentreranno sull’implementazione dell’iniziativa Gaia-X. Ovvero il progetto paneuropeo che comprende anche una piattaforma di fornitori di servizi cloud affidabili, in linea con gli obiettivi della Commissione europea sulla protezione dei dati in tutti i settori chiave del mercato.

I PROSSIMI STEP PER IL FRAMEWORK EUROPEO

Come scritto un mese fa da Start, anche Tim ha manifestato interesse per partecipare al progetto del cloud europeo Gaia-X d’iniziativa franco-tedesca lanciato lo scorso giugno. Come ha ricordato Key4biz, “il nostro Paese, con 25 aziende in lizza, è al terzo posto come numero di partecipanti dopo Germania e Francia: la Fondazione Gaia-X è nata con 127 membri iniziali. L’Italia dovrebbe anche ad arrivare a definirne, tra i primi Paesi, un Regional Hub entro la prima metà del 2021, dopo Francia e Germania e più o meno in parallelo con l’Olanda e sul nostro territorio il promotore/fulcro è Confindustria, ancora in cerca di un coordinamento con il Governo”.

LA STRATEGIA DI TIM PER IL CLOUD

“Siamo certi che il nostro modello di business nel cloud, basato sulla partnership con i leader dell’innovazione in questo ambito, assieme ai nostri data center, permetterà un’accelerazione al sistema economico del Paese”, ha sottolineato Carlo D’Asaro di Tim. Il riferimento è alla partnership con Google Cloud per la realizzazione di data center proprietari all’avanguardia (fino al livello Tier IV).

I DATA CENTER CON GOOGLE

In base al protocollo d’intesa firmato a novembre dello scorso anno, Google ha siglato con la telco italiana diverse collaborazioni negli ultimi mesi.

Lo scorso luglio il colosso della tecnologia statunitense ha fatto sapere che avrebbe investito in Italia oltre 900 milioni di dollari in 5 anni per aprire le due Google Cloud Region annunciate in partnership proprio con Tim.

Come aveva spiegato l’ad di Tim, Luigi Gubitosi, “per mantenere e rafforzare la propria leadership Tim ha scelto Google come partner di accelerazione dello sviluppo e miglioramento delle capacità in termini di risorse, tecnologie e competenze. Google ci offre accesso alla propria innovazione e ci consentirà di portare servizi innovativi e lanciare prodotti anche nel segmento Consumer. Abbiamo firmato un contratto a lungo termine (5 anni rinnovabile) che fissa obiettivi e regole operative per questa cooperazione, inclusi la formazione e le infrastrutture e il go-to-market congiunto”.

Proprio la scorsa settimana, il consiglio di amministrazione di Tim, riunitosi sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato la creazione della Newco dedicata alla gestione dei Data Center del gruppo, oltre ai risultati finanziari. La newco sarà operativa a partire da primo trimestre 2021, a valle dell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Il fatturato pro-forma 2020 è atteso nell’ordine di circa 500 milioni di euro, con una crescita prevista di oltre il 20% all’anno. Grazie alla partnership con Google Cloud nei primi nove mesi dell’anno sono stati acquisiti importanti clienti per l’offerta di servizi congiunti alle imprese. Ha riferito la società in una nota.

COSA FARÀ LA FRANCESE ATOS

Tornando alla piattaforma di cloud ibrido di Tim, Atos fornirà dunque soluzioni innovative.

“Siamo orgogliosi che Tim abbia scelto Atos, player numero 1 in Europa per la sicurezza informatica, per lo sviluppo di piattaforme digitali, dall’infrastruttura alle applicazioni, in grado di garantire la gestione sicura e localizzata dei dati, per il mercato italiano ed europeo”, ha affermato Jean-Philippe Poirault, EVP, Global Head of Telecom, Media and Technology di Atos. “Questa è una partnership importante in linea con la nuova iniziativa Atos OneCloud. Ne trarranno vantaggio Tim e i suoi clienti, accelerando la migrazione al cloud e rafforzando una piattaforma di monetizzazione dei dati sicura”.

GIÀ AL LAVORO NEL SUPERCOMPUTER LEONARDO

Sarà proprio la francese Atos, insieme all’americana Nvidia, a costruire il supercomputer di livello mondiale alimentato dall’intelligenza artificiale. Si tratta del sistema Leonardo, gestito dal consorzio multiuniversitario italiano Cineca, che sarà installato al Tecnopolo di Bologna.

Come aveva riportato Wired, “Atos, che costruirà Leonardo, ha vinto altri due appalti: Vega, il calcolatore che realizzerà in Slovenia entro marzo per 17,2 milioni, e Meluxina, la macchina petascale del Lussemburgo (30 milioni). Tutti e tre monteranno chip di Ndivia”

Inoltre il gruppo dell’aerospazio e difesa Leonardo (ex Finmeccanica) ha scelto sempre Atos come partner tecnologico per lo sviluppo del supercomputer che sarà installato a Genova, in una delle sei sedi italiane dei Leonardo Labs.

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