Innovazione

Leonardo, ecco cosa farà l’americana Nvidia per il supercomputer di Leonardo

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La statunitense Nvidia, insieme alla francese Atos, fornirà hardware per Leonardo, il supercomputer europeo alimentato dall’intelligenza artificiale

 

Sarà l’americana Nvidia, insieme alla francese Atos, a costruire il supercomputer di livello mondiale alimentato dall’intelligenza artificiale. Si tratta del sistema Leonardo, gestito dal consorzio multiuniversitario italiano Cineca, che sarà installato al Tecnopolo di Bologna.

Giovedì scorso l’Impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (European High-Performance Computing Joint Undertaking EuroHpc), insieme a Cineca hanno annunciato le due aziende come fornitori.

Leonardo dovrebbe iniziare a elaborare dati nel 2021 e diventare pienamente operativo nel 2022. Una volta operativo, il Cineca utilizzerà Leonardo per un’ampia varietà di attività di ricerca.

Con la sua enorme potenza di calcolo, che gli consentirà di eseguire più di 248 Petaflop o più di 248 milioni di miliardi di calcoli al secondo, Leonardo si classificherà tra i migliori supercomputer al mondo. Aprirà così la strada verso la prossima frontiera del supercalcolo, eseguendo più di un miliardo miliardi di operazioni al secondo (exaflop).

Tutti i dettagli.

IL SUPERCALCOLATORE LEONARDO

Una macchina 10 volte più veloce di quelle attualmente in uso in Europa, la quinta più potente al mondo. Il supercalcolatore sarà progettato, sviluppato, prodotto e testato in Europa. Basato su tecnologia Bull Sequana XH2000 di Atos, sarà equipaggiato con 14.000 processori accelerati GPU di Nvidia.

FRUTTO DEL FINANZIAMENTO DELL’UE E DEL MIUR

Come ha ricordato Il Sole 24 Ore, “lanciato nel 2018, il progetto è frutto di un investimento congiunto da 240 milioni di euro: 120 milioni stanziati dalla Commissione Europea e 120 milioni finanziati dall’Italia attraverso il Ministero dell’università e della ricerca. Il consorzio Cineca è stato individuato come hosting entity per il data center in cui ospitare il sistema di calcolo Leonardo. A fronte di un accordo fra Miur, Cineca, Infn e Sissa e in sinergia con Regione Emilia-Romagna, la data valley italiana, dove già oggi è concentrato il 70% della potenza di calcolo nazionale”.

LA FRANCESE ATOS COINVOLTA ANCHE NEL SUPERCOMPUTER DI LEONARDO (EX FINMECCANICA) A GENOVA

Come ha sottolineato Wired, “Atos, che costruirà Leonardo, ha vinto altri due appalti: Vega, il calcolatore che realizzerà in Slovenia entro marzo per 17,2 milioni, e Meluxina, la macchina petascale del Lussemburgo (30 milioni). Tutti e tre monteranno chip di Ndivia”

Inoltre il gruppo dell’aerospazio e difesa Leonardo (ex Finmeccanica) ha scelto la francese Atos come partner tecnologico per lo sviluppo del supercomputer che sarà installato a Genova, in una delle sei sedi italiane dei Leonardo Labs.

IL CONSORZIO EUROHPC

Tornando al supercomputer Leonardo, come dicevamo all’inizio il progetto è approvato dall’EuroHpc, il consorzio europeo che attualmente comprende 32 Stati membri.

Quest’ultimi hanno stanziato in totale 1,1 miliardi di euro tra il 2019 e 2020, destinati a raggiungere quota 8 miliardi nel budget 2021-27. Nel giugno 2019, EuroHpc ha selezionato otto centri di supercalcolo in tutta l’Unione europea per fungere da host per i primi otto sistemi di EuroHpc.

A COSA SERVIRÀ IL SUPERCOMPUTER

Leonardo permetterà ai ricercatori italiani ed europei di avere a disposizione un supercomputer paragonabile a quelli installati da Stati Uniti, Cina e Giappone.

Le applicazioni del supercalcolatore includono l’analisi dei genomi e la scoperta di nuovi percorsi terapeutici; affrontare i dati provenienti da molteplici fonti diverse per l’esplorazione spaziale e la ricerca planetaria extraterrestre oltre allo sviluppo di modelli meteorologici.

Grazie a Leonardo, dunque, i ricercatori “potranno individuare le strategie per la mitigazione e la risposta a eventi naturali come terremoti, tsunami, eventi vulcanici, assetto idrogeologico e per il contrasto alle pandemie”, ha spiegato il Cineca.

IN AIUTO CONTRO IL COVID-19

Il supercomputer rappresenta anche un’arma per contrastare il Covid-19. Proprio il Cineca, con le sue attuali macchine di supercalcolo, partecipa al progetto europeo ‘Escalate4CoV’ per individuare le molecole adatte alla preparazione di nuovi farmaci per la cura al coronavirus.

“Con il supercomputer Leonardo si mettono in tempo reale elementi di conoscenza a disposizione del decisore politico”. Ha sottolineato David Vannozzi, direttore generale del Cineca. “Proprio quello che sta accadendo nella lotta al Covid, “con l’isolamento di una molecola in grado di impattare sulla proteina spike del coronavirus, è possibile ripeterlo anche in altri campi”.

LEONARDO, UNO DEI PRIMI SUPERCOMPUTER EUROPEI

Leonardo sarà uno dei quattro nuovi supercomputer supportati da uno sforzo transeuropeo per far avanzare le capacità di calcolo ad alte prestazioni nella regione, che alla fine offriranno capacità di IA avanzate per l’elaborazione di applicazioni sia scientifiche che industriali.

Gli altri computer del cluster includono MeluXina in Lussemburgo e Vega in Slovenia, nonché una nuova unità in arrivo nella Repubblica Ceca. Il consorzio paneuropeo prevede anche altri quattro supercomputer per Bulgaria, Finlandia, Portogallo e Spagna; tuttavia, quelli seguiranno in seguito e le specifiche relative al loro rendimento e alle località non sono ancora disponibili.

COSTRUITO DALLA STATUNITENSE NVIDIA

La californiana Nvidia, le cui schede grafiche sono ampiamente utilizzate dall’industria dei videogiochi in particolare, ha visto le sue azioni salire alle stelle dopo la crisi del coronavirus che ha fatto crescere il mercato dei chip utilizzati per i giochi per Pc.

Negli ultimi tempi, la capitalizzazione di mercato di Nvidia è aumentata vertiginosamente a oltre 300 miliardi di dollari. Nvidia ha superato Intel per diventare il produttore di chip più prezioso al mondo a luglio. Come già detto, Nvidia è coinvolta anche nel progetto sloveno Vega e nel lussemburghese Meluxina.

TUTTE LE ULTIME CONQUISTE DI NVIDIA NEL SUPERCALCOLO

Ma Leonardo, MelaXina, Vega sono soltanto le ultime di una serie di vittorie nel supercalcolo per Nvidia.

Lo scorso luglio, Nvidia ha annunciato la partnership pubblico-privata con l’Università della Florida per migliorare le capacità del supercomputer HiPerGator con l’architettura DGX SuperPod dell’azienda. L’obiettivo è quello di sviluppare il supercomputer più veloce del mondo accademico.

Ad ottobre, la società ha annunciato l’intenzione di costruire un supercomputer da 52 milioni di dollari a Cambridge, in Inghilterra. Il supercomputer, denominato “Cambridge-1”, è destinato alla ricerca sull’intelligenza artificiale (AI) in ambito sanitario.

Nvidia ha dichiarato che Cambridge-1 avrà 400 petaflop di “prestazioni AI” e che si classificherà tra i primi tre supercomputer più efficienti dal punto di vista energetico al mond

L’ACQUISIZIONE DI ARM DA PARTE DI SOFTBANK

L’annuncio del progetto “Cambridge-1” arriva solo poche settimane dopo che Nvidia ha dichiarato che intende acquistare il rivale britannico Arm per 40 miliardi di dollari da SoftBank.

Se approvata, l’acquisizione darebbe a Nvidia un vantaggio cruciale per i piani exascale (in grado di macinare un exaflop, un miliardo di miliardi di operazioni al secondo) dell’Ue.

Tra l’acquisizione di Arm e queste nuove vittorie con EuroHpc, la statunitense Nvidia sta cercando di piantare radici nel supercalcolo europeo.

Ma la vendita di Arm a Nvidia “farà alzare il sopracciglio” non solo ai politici inglese. Ma anche tra i principali attori globali nel settore dei semiconduttori. Le loro partnership con Arm potrebbero infatti essere compromesse, essendo il gruppo americano uno dei loro concorrenti.

Tuttavia, l’acquisizione di Arm di Nvidia potrebbe ancora essere bloccata dal governo Johnson o dalla Competition and Markets Authority (CMA), l’autorità per la concorrenza britannica.

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