L’Iran ha detto di essere disponibile ad accogliere “qualsiasi richiesta” proveniente dalla Spagna in merito allo stretto di Hormuz, cioè la via d’acqua più importante al mondo per il commercio energetico che il regime iraniano ha di fatto bloccato, causando una forte crescita dei prezzi del petrolio e del gas naturale. Al momento, solo le navi battenti bandiera di pochi paesi – come la Cina, l’India, la Thailandia e la Malaysia – possono attraversare lo stretto senza correre il rischio di essere attaccate da Teheran.
PERCHÉ PROPRIO LA SPAGNA?
L’Iran, attraverso l’ambasciata in Spagna, ha fatto intendere che lascerebbe passare anche le imbarcazioni spagnole perché considera la Spagna “un paese che rispetta il diritto internazionale”. È la prima concessione offerta finora da Teheran a un paese dell’Unione europea, e non uno a caso: quello spagnolo è stato l’unico governo europeo a condannare l’attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Il primo ministro Pedro Sánchez, del Partito socialista operaio, ha anche vietato agli americani l’utilizzo della base navale di Rota e di quella aerea di Morón.
LA REPLICA SPAGNOLA
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha detto di non comprendere il significato del comunicato dell’ambasciata iraniana e ha ricordato come Madrid abbia votato a favore sia delle sanzioni contro Teheran, sia dell’inserimento delle Guardie della rivoluzione tra le organizzazioni terroristiche. Ha dichiarato anche che l’Iran deve cessare i suoi “attacchi ingiustificati” contro i paesi del golfo Persico.
LA FLOTTA MERCANTILE SPAGNOLA
Anche se la Spagna, a differenza dell’Italia, non è molto esposta alla crisi nello stretto di Hormuz – la maggior parte delle sue forniture di gas arrivano dall’Algeria e dagli Stati Uniti -, risente comunque dell’aumento dei prezzi dei combustibili fossili.
E anche volendo accettare l’offerta iraniana per l’attraversamento dello stretto di Hormuz, la flotta mercantile spagnola è piccola e non riuscirebbe a dare un contributo significato alla distensione dei mercati energetici. Stando agli ultimi dati disponibili, la flotta mercantile spagnola è composta da novantuno imbarcazioni, di cui sei petroliere e tredici metaniere. Mentre la maggior parte delle navi controllate da armatori spagnoli battono bandiere straniere.
Reuters ha scritto che al momento nessuna petroliera o metaniera spagnola si trova nel golfo Persico.
LA SPAGNA SI GASA CON L’ALGERIA
Il ministro Albares ha anche fatto sapere che l’Algeria – corteggiata pure dall’Italia – aumenterà le forniture di gas alla Spagna. L’Algeria è già la principale fornitrice di combustibile alla Spagna attraverso il gasdotto Medgaz nel mar Mediterraneo, di proprietà della compagnia statale algerina Sonatrach con il 51 per cento.
Il Medgaz ha una capacità di 32 milioni di metri cubi al giorno; a gennaio e febbraio i flussi sono ammontati in media a 28 milioni, dunque esiste del margine per aumentare le forniture.
Le relazioni tra la Spagna e l’Algeria sono migliorate rispetto al 2022, quando Sonatrach disse di voler rivedere al rialzo il prezzo del gas inviato alla Spagna. La decisione, ufficialmente motivata da ragioni economiche, era in realtà una ritorsione politica per l’appoggio di Madrid al piano del Marocco – rivale regionale dell’Algeria – sull’autonomia del Sahara occidentale, una vasta regione desertica che si trova tra il Marocco (a nord), la Mauritania (a est e a sud) e l’Algeria (a est, per una minima parte).







