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Cosa succede tra Algeria, Spagna e Italia sul gas

Gas Qatar

L’Algeria avrebbe deciso di alzare il prezzo delle forniture di gas alla Spagna. Le ragioni di mercato sembrano però essere una copertura di un contrasto di natura politica. Tutti i dettagli

 

La società petrolifera statale algerina Sonatrach, scrive Agenzia Nova, avrebbe deciso di rivedere al rialzo il prezzo del gas naturale inviato alla Spagna, adeguandolo ai valori di mercato. Per farlo è ricorsa ad alcune clausole presenti nei contratti di fornitura che permettono la revisione del prezzo di vendita ogni due anni.

UNA MOSSA POLITICA?

Dietro alla mossa di Sonatrach – e quindi del governo algerino, che ne è proprietario – ci sarebbero ragioni politiche, più che energetiche e di mercato. L’Algeria non ha gradito la decisione della Spagna di appoggiare un piano del Marocco per l’autonomia del Sahara occidentale, una vasta regione desertica che si trova tra il Marocco (a nord), la Mauritania (a est e a sud) e l’Algeria (a est, per una minima parte).

COS’È IL SAHARA OCCIDENTALE

Il Sahara occidentale è stato una colonia della Spagna fino al 1975, anno in cui venne annesso dal Marocco; anche la Mauritania ne controllava inizialmente una zona, salvo avervi rinunciato dopo poco tempo. All’inizio del 1976 il Fronte Polisario (un gruppo armato-politico espressione del popolo sahrawi, appoggiato dall’Algeria) proclamò però la Repubblica democratica araba dei sahrawi. Tra il Marocco e il Polisario scoppiò allora una guerra conclusasi nel 1991, con una tregua mediata dalle Nazioni Unite.

Il Sahara occidentale è stato diviso “verticalmente” in due parti: una, più grande, è controllata dal Marocco, mentre l’altra dal Fronte Polisario. L’intera regione viene considerata dall’ONU un territorio non autonomo.

Per il Marocco, il Sahara occidentale è importante per le sue risorse naturali (i depositi di fosfati e i pesci) e perché rappresenta l’unica via di collegamento terrestre a un altro paese africano che non sia l’Algeria, ovvero la Mauritania. L’Algeria, invece sostiene il Fronte Polisario per una ragione di convenienza strategica: per Algeri è preferibile avere come vicino la Repubblica dei sahrawi (un attore regionale molto minore) piuttosto che un Marocco dalle dimensioni accresciute.

COSA HA FATTO LA SPAGNA

A metà marzo l’Algeria ha richiamato il proprio ambasciatore a Madrid dopo il sostegno dato dal governo spagnolo al piano del Marocco per l’autonomia del Sahara occidentale, pur sotto sovranità marocchina. L’Algeria vorrebbe che la Spagna si mantenesse neutrale nella disputa. Il Fronte Polisario ha accusato Madrid di aver commesso un “grave errore”.

COSA DICE SONATRACH

Il 1 aprile l’amministratore delegato di Sonatrach, Tewfiq Hakkar, aveva detto di non escludere una revisione dei prezzi delle esportazioni di gas alla Spagna. Ha aggiunto che, dall’inizio della crisi ucraina, i prezzi di petrolio e gas sono cresciuti ma l’Algeria ha deciso di mantenere i prezzi stabiliti nei contratti con i suoi clienti. Quanto alla Spagna, però, Hakkar aveva precisato che “non escludiamo una revisione dei prezzi con il nostro cliente spagnolo”.

Lo scorso novembre l’Algeria aveva interrotto una parte delle esportazioni di gas verso la Spagna a seguito della scadenza, senza rinnovo, di un accordo di transito con il Marocco in vigore da venticinque anni. Più che a Madrid (dalla quale, comunque, vorrebbe ottenere la stipula di contratti di fornitura di lungo termine), quella mossa era intesa a danneggiare Rabat.

COSA SI MUOVE TRA ALGERIA E ITALIA

Secondo quanto riportato da Nova, l’Algeria ha intenzione di potenziare i rapporti energetici con l’Italia, anche dopo la visita nel paese dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che si è riunito con il primo ministro e il ministro dell’Energia algerini.

Roma vede in Algeri una sorgente di gas fondamentale per la sostituzione della Russia, attualmente il maggiore fornitore del nostro paese: a fine febbraio anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si era recato nel paese per una visita incentrata sull’energia. Nel 2020 la Russia è valsa oltre il 43 per cento delle importazioni italiane di gas, mentre l’Algeria circa il 23 per cento.

L’Italia è collegata all’Algeria dal gasdotto TransMed: ha una capacità di 30 miliardi di metri cubi annui; l’anno scorso è stato utilizzato per 21 miliardi.

L’Algeria potrà svolgere un ruolo più importante per il soddisfacimento del fabbisogno italiano di gas, ma in prospettiva presenta diversi problemi: l’instabilità politica interna, che potrebbe paralizzare le forniture (come già succede in Libia, peraltro); ma anche la crescente domanda nazionale di gas (prima della pandemia, l’aumento medio annuo dal 2010 al 2019 è stato superiore al 6 per cento), che ne riduce le quantità destinabili all’esportazione.

Il caso spagnolo, inoltre, sembrerebbe dimostrare che l’Algeria non possa venire considerata un fornitore pienamente affidabile, perché potrebbe far dipendere i flussi energetici dallo stato delle relazioni politiche, “punendo” quei clienti che accusa di intromettersi nei propri affari.

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