Stamattina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni arriverà ad Algeri, in Algeria, per incontrare i rappresentanti del governo locale e il presidente Abdelmadjid Tebboune. Si tratta della seconda visita ufficiale di Meloni nel paese, dopo quella del gennaio 2023, e servirà principalmente a discutere di energia: come tre anni fa l’Italia aveva bisogno del gas naturale algerino per ridurre la dipendenza dalla Russia, infatti, così oggi il combustibile nordafricano è utile a compensare la perdita di quello qatariota.
QUANTO VALE IL GAS DEL QATAR PER L’ITALIA
L’Italia è la nazione europea che importa più gas dal Qatar, con quasi 5 milioni di tonnellate nel 2025. Il paese vale all’incirca il 10 per cento delle nostre importazioni gasifere totali, ma ha dichiarato la forza maggiore – cioè l’impossibilità di rispettare gli obblighi contrattuali – dopo l’attacco iraniano al complesso di Ras Laffan, dove si trova il più grande impianto di esportazione di gas liquefatto al mondo.
Nel 2023 Eni si era aggiudicata una fornitura di 1,5 miliardi di metri cubi all’anno di gas liquefatto qatariota, dalla durata di ventisette anni e con consegne a partire proprio dal 2026.
LA SITUAZIONE DELL’ITALIA
L’Italia non è esposta soltanto alla crisi nello stretto di Hormuz, ma più in generale all’aumento dei prezzi del gas. Questo perché, da un lato, il nostro mix di generazione elettrica si basa sul gas, con una quota del 43 per cento (contro una media europea del 17 per cento); e, dall’altro lato, perché acquistiamo moltissima energia dall’estero.
Le installazioni di nuova capacità da fonti rinnovabili, che potrebbero contribuire alla sostituzione del gas nella generazione elettrica, sono peraltro in calo: nel 2025 sono diminuite di oltre l’8 per cento rispetto al 2024, a 6,2 gigawatt.
COSA PUÒ FARE L’ALGERIA
Nel 2025 l’Italia ha importato 20 miliardi di metri cubi di gas dall’Algeria, che è il nostro fornitore principale via tubo e che soddisfa oltre il 30 per cento della domanda nazionale. Meloni vorrebbe ottenere dei volumi aggiuntivi, sia attraverso il gasdotto Transmed che attraverso i carichi di gas liquefatto.
Il Transmed ha una capacità di 30 miliardi di metri cubi, quindi esiste un margine per aumentare le esportazioni verso l’Italia, anche considerato che il consumo interno di gas dell’Algeria è pari a circa la metà della sua produzione.
IL RUOLO DI ENI
Presente dal 1981, Eni è la principale società energetica estera operante in Algeria, con una produzione annuale di gas di 3,8 miliardi di metri cubi. Lo scorso luglio la società – controllata dal ministero dell’Economia – ha firmato un protocollo d’intesa con la compagnia statale algerina Sonatrach sulla sicurezza energetica e sulla cooperazione nel campo degli idrocarburi e delle fonti rinnovabili.
LA RICHIESTA DI SONATRACH
Qualche giorno fa Bloomberg ha scritto che Eni è in trattative con Sonatrach per ottenere forniture aggiuntive di gas. La compagnia algerina, però, ha avanzato una richiesta precisa: vorrebbe che l’Italia acquistasse questi volumi extra sul mercato spot, quello all’ingrosso e giornaliero, dove i prezzi sono di solito più alti rispetto a quelli che vengono concordati nei contratti.
Bloomberg ha specificato che non è chiaro se l’Italia accetterà queste condizioni. I contratti stipulati dopo l’aggressione della Russia dell’Ucraina sono vicini alla scadenza, però, e il senso di urgenza è alimentato dalla necessità di rimpiazzare il gas del Qatar.
LA CORSA CON LA SPAGNA
L’agenzia di stampa Agi, di proprietà di Eni, ha scritto che Meloni è arrivata in Algeria “‘bruciando’ sul tempo il ministro degli Esteri spagnolo, Manuel Albares, che per ora ha solo annunciato una sua prossima venuta ad Algeri per negoziare un possibile incremento delle forniture attraverso il gasdotto Medgaz”.
Anche la Spagna, infatti, vorrebbe acquistare più gas algerino. Più in generale, l’Algeria è stata la quarta maggiore fornitrice di gas liquefatto dell’Unione europea nel 2025; il Nordafrica è valso quasi il 13 per cento degli approvvigionamenti gasiferi totali del blocco.
“Il fatto che la premier sieda al tavolo di Tebboune prima di altri leader europei è ulteriore conferma di un rapporto bilaterale eccellente tra Italia e Algeria”, aggiunge l’Agi.





