La compagnia tecnologica cinese Tencent sta implementando un agente di intelligenza artificiale all’interno di WeChat, la “super-app” utilizzatissima in Cina che contiene al suo interno tante funzionalità diverse, dalla messaggistica istantanea ai social media, dai pagamenti digitali ai servizi bancari; permette anche di prenotare un taxi, ad esempio, di ordinare cibo a domicilio, di trovare attività commerciali nelle vicinanze, di saldare le bollette e perfino di svolgere diverse pratiche burocratiche.
I PASSI PRIMA DEL LANCIO
Secondo il Financial Times – che ha anticipato la notizia, facendo crescere le azioni di Tencent sulla borsa di Hong Kong del 10,5 per cento -, al momento la società sta testando un prototipo dell’agente, dopodiché dovrà avviare il processo di conformità con le autorità cinesi. A seguito anche di questo passaggio, l’agente verrà reso disponibile a un gruppo ristretto di utenti di WeChat prima della diffusione di massa.
A COSA SERVIRÀ L’AGENTE IA DI WECHAT?
La data di lancio della funzionalità non si conosce ancora. Sappiamo però che l’agente sarà capace di svolgere varie operazioni per conto degli utenti tra i numerosissimi mini-programmi contenuti in WeChat, come ordinare cibo sulla base delle preferenze di gusto e di prezzo indicate. Sarà accessibile – così ha rivelato una fonte al Financial Times – con uno swipe verso destra dalla schermata principale dell’applicazione.
COSA FA LA CONCORRENZA DI TENCENT
Altre compagnie tecnologiche cinesi rivali di Tencent hanno già inserito delle funzionalità basate sull’intelligenza artificiale nelle loro piattaforme: ByteDance (la società che ha sviluppato TikTok) ha implementato lo shopping online in Doubao, per esempio, e Alibaba ha integrato i suoi servizi di e-commerce e di navigazione dentro Qwen Ai.
Tencent è in ritardo – dentro WeChat, in realtà, è presente il chatbot di ricerca Yuanbao -, ma potrebbe recuperare terreno sulla concorrenza in virtù del fatto che WeChat è l’app più utilizzata in Cina, con 1,4 miliardi di utenti attivi mensili: né Doubao né Qwen Ai raggiungono numeri simili, né possiedono così tanti dati sulle abitudini dei cinesi.
IL PROBLEMA DELLA POTENZA DI CALCOLO (E DEI COSTI)
Secondo una fonte del Financial Times, Tencent considera il lancio dell’agente di intelligenza artificiale di WeChat “la sua massima priorità strategica”. Per questo motivo – spiega il quotidiano -, i dirigenti “stanno prestando molta attenzione affinché ogni aspetto dell’agente sia perfetto, il che potrebbe comportare una fase di collaudo prolungata e numerose revisioni prima del lancio definitivo”.
Considerata la mole di utilizzatori di WeChat, Tencent potrebbe avere qualche difficoltà a garantirsi una potenza di calcolo sufficiente: storicamente l’azienda – così come le altre Big Tech cinesi – si è affidata ai processori di Nvidia, ma ora non può più accedervi per via delle restrizioni commerciali statunitensi, mentre le alternative cinesi rimangono limitate, nonostante gli sforzi. Pare peraltro che Tencent non abbia fatto grosse scorte di microchip di Nvidia prima dell’entrata in vigore del ban americano alle esportazioni in Cina.
Un altro ostacolo è il rapporto spese-entrate: le stesse valutazioni interne di Tencent indicano che il rilascio su larga scala di un agente di intelligenza artificiale sarà molto costoso, e non chiaro se nel breve termine l’azienda riuscirà a generare entrate sufficienti a coprire le spese.







