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Cosa farà il governo Meloni contro le maxi bollette di luce e gas

Governo Meloni Bollette

Giorgia Meloni è in contatto con il ministro Cingolani per dare continuità alla politica energetica. E anche il primo decreto aiuti contro il caro-bollette sarà simile a quelli di Draghi. Ecco numeri, dichiarazioni e dettagli

 

In attesa del probabile incarico formale per la formazione di un nuovo governo, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha indicato la priorità della sua amministrazione. “La priorità”, ha scritto su Twitter, “è fermare la speculazione sul gas. Continuare all’infinito a compensare il costo delle bollette regalando soldi a chi si sta arricchendo sulle spalle di cittadini e imprese, sarebbe un errore”.

La settimana scorsa l’ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha comunicato l’aumento del 59 per cento delle bollette dell’energia elettrica nel quarto trimestre del 2022. Quanto al gas naturale, invece, secondo una stima di Staffetta Quotidiana – e confermata dal presidente dell’ARERA, Stefano Besseghini – l’aumento delle bollette di ottobre sarà del 75-80 per cento per le fatture rolling.

– Leggi anche: Energia, tutti gli avvertimenti di Besseghini (Arera) al prossimo governo

MELONI CONTRO LA SPECULAZIONE AL TTF

Secondo Meloni, la responsabilità del forte aumento dei prezzi dell’energia è degli speculatori che starebbero manipolando il Title Transfer Facility di Amsterdam (meglio noto come TTF), il punto di scambio del gas che funge da hub per l’intera Europa. I rincari del gas si ripercuotono poi sul prezzo dell’elettricità, visto il profondo legame: ecco perché si parla di un loro “disaccoppiamento“.

I CONTATTI CON CINGOLANI

La posizione della presidente di Fratelli d’Italia sulla speculazione è simile a quella del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, con il quale lei e il suo staff sono in contatto da giorni per ricevere informazioni e garantire continuità all’azione di governo.

SGANCIARE IL PREZZO DEL GAS DAL TTF

Cingolani – riporta Open – ha spiegato che il governo di Mario Draghi vuole presentare all’Unione europea una proposta per agganciare il prezzo del gas non al TTF, ma a borse che il ministro definisce “un po’ più stabili”, perché l’hub di Amsterdam non avrebbe più “nulla a che vedere con la situazione reale e con i meccanismi di domanda-offerta”.

Non si conoscono i dettagli della proposta del governo Draghi – che potrebbe venire discussa al vertice di Praga del 6-7 ottobre -, ma la stessa Commissione europea aveva indicato la volontà di lavorare a un nuovo benchmark, diverso dal TTF e meglio rappresentativo del nuovo contesto.

LE COMUNICAZIONI CINGOLANI-MELONI

Cingolani ha detto di aver informato Meloni dei piani del governo. “Ho informato di qualunque sviluppo internazionale di cui mi stessi occupando. Non è che vado lì come Cingolani, ma per l’Italia”, ha spiegato a Mezz’ora in più, “È mio dovere concordare con Draghi e, in accordo con lui, avvisare chi viene dopo che stiamo andando in questa direzione. Stiamo facendo un buon servizio e chi viene dopo ci dice di sì. C’è poca ideologia in questo”.

Il ministro ha aggiunto che “in qualunque democrazia avanzata ci sono delle posizioni internazionali, su questioni di rilevanza strategica, su cui una democrazia forte dà un volto unico. Questo è il caso. Con esemplare trasparenza l’Italia ha fatto capire di seguire una linea internazionale definita, perché è tecnica. Con i watt si fa poca politica, la sicurezza energetica dipende da watt e metri cubi”.

TUTTI I MILIARDI DEL PRIMO DECRETO MELONI

La Repubblica ipotizza che il primo decreto legge di un eventuale governo Meloni potrà contare su un budget di 10-25 miliardi di euro e che sarà “in assoluta continuità con gli ultimi tre dell’esecutivo Draghi”.

10 miliardi proverranno dal minore deficit nella Nota di aggiornamento al DEF (NADEF). Altrettanti dalle “extra entrate tributarie degli ultimi quattro mesi dell’anno”, in particolare l’IVA. Gli ultimi 5 miliardi, infine, arriveranno dalla tassa sugli extraprofitti delle società energetiche.

Secondo il quotidiano, il governo Meloni utilizzerà 4,7 miliardi per finanziare a dicembre il rinnovo del credito d’imposta alle imprese energivore (che Draghi ha già esteso a negozi, ristoranti e bar). 3 miliardi verranno spesi per replicare il bonus da 150 euro di lavoratori e pensionati (circa duecento milioni) con redditi annui fino ai 20mila euro. 2 miliardi saranno destinati allo sconto di 0,305 centesimi delle accise sui carburanti dal 17 ottobre al 31 dicembre.

Fratelli d’Italia sta poi valutando una moratoria per le famiglie e le imprese sulle bollette non pagate, che prevede fino a sei mesi di morosità senza interruzione di luce e gas. Parallelamente, le piccole aziende di fornitura energetica, che rischiano di fallire per l’insolvenza della cliente, beneficerebbero della garanzia di SACE, società di assicurazione dei crediti controllata dal ministero dell’Economia.

In caso di peggioramento ulteriore della crisi energetica, si ipotizza un nuovo ciclo di cassa integrazione “gratis come la Cig Covid”, scrive Repubblica.

– Leggi anche: Come alleviare il caro bollette? Dibattito in Fratelli d’Italia

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