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Come, quanto e perché aumenteranno ancora le bollette di luce e gas in Italia

Bollette

Da ottobre le bollette dell’energia elettrica aumenteranno del 59 per cento per i consumatori in regime tutelato. Ecco cosa cambia per gli utenti del mercato libero, le modifiche alle bollette del gas e le critiche di alcuni esperti

 

L’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha comunicato ieri l’aumento delle bollette dell’energia elettrica nel quarto trimestre del 2022: dall’inizio di ottobre fino alla fine di dicembre aumenteranno del 59 per cento, meno del +100 per cento previsto mesi fa.

REGIME DI TUTELA

Il dato si riferisce alla famiglia-tipo in regime di tutela. Gli aumenti annunciati riguardano dunque quegli utenti domestici, quelle partite IVA e quelle piccole imprese – spiega Repubblica – che rientrano ancora nel mercato tutelato e non sono passati a quello libero: vale a dire il 35 per cento dei consumatori complessivi.

“In realtà”, spiega il quotidiano, “gli aumenti finiscono per riguardare tutti, per un semplice meccanismo di mercato”.

COSA SUCCEDE AI CONSUMATORI NEL MERCATO LIBERO

Per gli utenti già passati al mercato libero, il prezzo dell’energia viene fissato con delle offerte solitamente di durata biennale. Nel caso in cui il contratto di fornitura sia vicino alla scadenza, però, il consumatore si vedrà comunicare una nuova offerta dal proprio fornitore, che avrà prezzi allineati a quelli registrati dall’Arera.

COSA HA DETTO L’ARERA

“Con un intervento straordinario, ritenuto necessario per le condizioni di eccezionale gravità della situazione, l’Arera limita l’aumento dei prezzi dell’energia elettrica per le famiglie ancora in tutela e, pur rimanendo su livelli molto alti, evita il raddoppio”, ha spiegato l’autorità in una nota.

LE CAUSE DEL RINCARO

Il rincaro è legato alla forte crescita della spesa per la componente energetica (+59,6 per cento) e in particolare per il gas naturale: è una materia prima largamente impiegata per produrre elettricità, oltre che quella che ne fissa il prezzo. Gli oneri di sistema rimangono azzerati, e non si registrano aumenti nemmeno delle tariffe di rete regolate (trasporto, distribuzione e misura).

LE PREVISIONI DI SPESA PER LE BOLLETTE

Il prezzo finale dell’energia per la famiglia-tipo in regime di tutela è di 66,01 centesimi al kilowattora. Si stima, per questa categoria, una spesa di circa 1322 euro per le bollette elettriche nel 2022 (dal 1 gennaio scorso al 31 dicembre prossimo), contro i 632 euro circa del 2021.

E LE GRANDI AZIENDE?

Gli aumenti delle bollette, come accennato, riguardano – al di là dei consumatori domestici – le partite IVA e le piccole imprese, ma non quelle di medie e grandi dimensioni. Queste ultime infatti, consumando solitamente grosse quantità di energia, dispongono di un maggiore potere negoziale verso i fornitori, con i quali stipulano contratti di lungo periodo a prezzi scontati.

Attualmente, però, sono pochi gli operatori disposti a praticare sconti, visti i prezzi elevati dell’energia.

E LE BOLLETTE DEL GAS?

Gli aumenti annunciati dall’Arera non riguardano le bollette del gas, ma solo quelle dell’energia elettrica: e questo perché dal 1 ottobre le tariffe del gas verranno comunicate su base mensile, e non più trimestrale.

Il motivo del cambiamento di calcolo risiede nella condizione di forte volatilità – ossia di notevoli oscillazioni di prezzo – del gas negli ultimi due anni. Se si continuasse ad annunciare le variazioni tariffarie su base trimestrale, dunque, si potrebbero verificare differenze eccessive del prezzo rispetto alla situazione sui mercati.

I COMMENTI DI BENEDETTINI E STAGNARO

Carlo Stagnaro, economista liberista dell’Istituto Bruno Leoni, ha scritto su Twitter che “le ‘criticità del momento’ sono dovute al fatto che Arera, per contenere gli aumenti, sta creando un buco che spera di spalmare nel tempo sui clienti ‘tutelati’. Cosa impossibile dopo la liberalizzazione. Una controriforma per nascondere uno schema Ponzi. ¡No pasarán!”.

Simona Benedettini, esperta di mercati energetici, ha aggiunto che “l’adozione nel III trim. di uno sconto ad hoc per le bollette di maggior tutela e il posticipo, oggi, del recupero della differenza tra prezzi stimati per lo scorso trim. e costi reali di acquisto di AU creano uno svantaggio ingiustificato per fornitori mercato libero”.

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