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Edison si gaserà con il Gnl americano (al posto del Qatar)

Edison ha detto di aver sostituito gran parte dei carichi di Gnl che il Qatar non può spedire: il combustibile arriverà dagli Stati Uniti. E sul ritorno al gas russo, l'ad Monti - a differenza di Descalzi di Eni - dice che non c'è bisogno. Numeri e dettagli.

Edison, società energetica italiana ma controllata dal gruppo francese Edf, ha fatto sapere di essere riuscita a sostituire sette dei dieci carichi di gas liquefatto che avrebbe dovuto ricevere dal Qatar.

L’ANTEFATTO

A fine marzo, infatti, la compagnia statale qatariota QatarEnergy aveva avvisato Edison dell’impossibilità di spedire i dieci carichi previsti tra aprile a metà giugno – da 1,4 miliardi di metri cubi in tutto – a causa della crisi nel golfo Persico: tra la chiusura dello stretto di Hormuz e gli attacchi iraniani ai propri impianti, QatarEnergy aveva dovuto dichiarare la forza maggiore, cioè l’impossibilità di rispettare gli obblighi contrattuali.

QUANTO VALE IL CONTRATTO TRA EDISON E IL QATAR

Edison possiede il più ampio contratto di fornitura di gas liquefatto con il Qatar: vale 6,4 miliardi di metri cubi all’anno, l’equivalente del 10 per cento dei consumi gasiferi annuali dell’Italia. I carichi vengono ricevuti al rigassificatore di Porto Viro, vicino Rovigo.

DA DOVE ARRIVANO I CARICHI SOSTITUTIVI

Sei dei sette carichi sostitutivi di quelli qatarioti saranno consegnati a Edison dagli Stati Uniti “e molto probabilmente anche il settimo”, riporta Il Sole 24 Ore. Peraltro, di recente sulla costa del Golfo degli Stati Uniti è entrato in funzione un nuovo terminale, Golden Pass: l’impianto è di proprietà della compagnia statale qatariota QatarEnergy e della società petrolifera americana ExxonMobil.

Stando a Reuters, le forniture da Golden Pass arriveranno in Italia a partire da giugno.

PACE FATTA CON VENTURE GLOBAL

Anche i tre carichi “persi” a causa della forza maggiore in Qatar potrebbero arrivare dall’America: Edison ha infatti risolto il contenzioso con Venture Global, una delle principali aziende esportatrici di gas liquefatto negli Stati Uniti.

– Per approfondire: Venture Global, tutto sulla società americana di Gnl con cui Eni si gaserà

Venture Global avrebbe infatti dovuto consegnare a Edison il primo carico di gas liquefatto da Calcasieu Pass (un grande terminale in Louisiana) nel 2022, ma la consegna è avvenuto solo un anno fa: l’azienda ha preferito vendere il suo combustibile sul mercato spot, quello all’ingrosso e giornaliero, dove i prezzi sono generalmente più alti rispetto a quelli fissati nei contratti.

Pare che adesso Venture Global fornirà a Edison un volume di gas aggiuntivo rispetto a quello contrattualizzato: il primo di questi carichi “extra” dovrebbe arrivare a Rovigo il 2 maggio.

COSA PENSA L’AD DI EDISON SUL QATAR…

Secondo l’amministratore delegato di Edison, Nicola Monti, “è ragionevole aspettarsi che la forza maggiore di Qatar Energy venga estesa oltre metà giugno”, considerata l’entità dei danni riportati dal complesso di Ras Laffan, al cui interno si trova il più grande impianto di esportazione di gas liquefatto al mondo.

Monti, comunque, ha definito QatarEnergy “un fornitore affidabile per quindici anni” e “ha dichiarato la volontà di continuare a farlo”. “Oggi”, prosegue il capo di Edison, “non vediamo criticità nell’andare a rimpiazzare l’ammanco delle forniture dal Qatar operando sul mercato spot, perché c’è disponibilità di volumi, anche se ovviamente a un prezzo più alto rispetto a quello pre-crisi”. Edison riceve anche gas via tubature dall’Algeria, dalla Libia e dall’Azerbaigian.

– Leggi anche: Come farà l’Italia a rimpiazzare il gas del Qatar?

… E SUL GAS RUSSO

A differenza dell’amministratore delegato di un’altra grande azienda energetica – Claudio Descalzi di Eni -, Monti pensa che non sia necessario cancellare il divieto di importazione di gas dalla Russia, che diventerà pienamente operativo nell’autunno del 2027. A detta di Monti, infatti, “ci sono opzioni sufficienti per continuare ad approvvigionarci su altri mercati”. Pensa inoltre che la crisi attuale non sia “un tema strutturale” e che “nel breve termine si possa gestire: “nel corso dei prossimi diciotto mesi il mercato tornerà ad essere bilanciato”.

Descalzi, al contrario, pensa che l’Unione europea dovrebbe rivedere la sua politica energetica e riprendere ad acquistare liberamente gas russo in modo da tutelarsi da un ipotetico aggravamento della situazione nel golfo Persico. “Penso sia necessario sospendere il ban che scatterà l’1 gennaio 2027 su 20 miliardi di metri cubi di gas che vengono dalla Russia”, ha dichiarato nel suo intervento alla Scuola di formazione politica della Lega.

Se lo stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso ancora a lungo, e se i produttori di idrocarburi della regione non dovessero riuscire a ripristinare l’output perduto in tempi brevi (più di un anno, forse, visti i danni causati ai loro impianti dagli attacchi iraniano), sul mercato si registrerebbe un deficit di offerta gasifera di circa 20 miliardi di metri cubi. “Chi andrà a produrre questi 20 miliardi in più?”, si è chiesto Descalzi.

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