Economia

Tim, Open Fiber e la rete. Come si muove la Lega

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Maggioranza e governo sono al lavoro sulla nuova cornice di norme che dovrebbe accompagnare la nascita di una società unica delle reti di tlc.

La Lega ha infatti presentato richieste di correzione all’originale proposta M5S, tradotta in un emendamento del relatore al decreto fiscale (Emiliano Fenu), poi ulteriormente riviste.

“Stiamo lavorando per una sintesi politica su questo tema” ha spiegato venerdì scorso Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze che sta esaminando il testo. “E’ una partita estremamente importante” per il Paese ha aggiunto, riferendo che la maggioranza “si riserva una ulteriore elaborazione”, acquisendo anche ulteriori “valutazioni politiche dei colleghi”.

Il nodo verrà affrontato nella seduta di lunedì 26 novembre nella quale la commissione conta di chiudere l’esame degli emendamenti e di votare il mandato al relatore a riferire in Aula al Senato, dove il decreto è atteso per il voto nella sola giornata di martedì.

L’iniziale richiesta leghista chiedeva tempi certi per la realizzazione del piano per la rete unica a banda ultralarga, controllata da “terzi indipendenti”, e in grado di garantire “connessioni stabili e aumentabili almeno fino a 1 Gbps”, oltre a eliminare il riferimento alla “forza lavoro dell’impresa separata” nella determinazione degli incentivi tariffari da parte di Agcom.

Rispetto alla prima versione, la nuova proposta riformulata, al momento, non fa più riferimento alla velocità di connessione fino a 1 Gigabit, che, secondo alcune interpretazioni, rischiava di escludere dall’operazione la rete in rame di Tim, ma unicamente alla garanzia di “connessioni stabili”.

Anche per lo schema di aggregazione si precisa che la nuova rete sia in capo non più solo a soggetti terzi e indipendenti ma anche “diversi da operatori di rete verticalmente integrati”. E si fa un passo indietro anche sulla clausola occupazionale tra i criteri che l’Agcom dovrà valutare per i meccanismi di remunerazione della nuova rete unica.

La forza lavoro da considerare, però, sarebbe non quella “dell’impresa separata” – come nell’emendamento M5S poi corretto – ma quella “dei soggetti giuridici coinvolti”.

In sostanza, spiega a Start Magazine, il deputato della Lega, Massimiliano Capitanio, “nella nuova formulazione del nostro testo abbiamo chiarito senza stravolgere le nostre richieste: tempi certi e celeri per l’operazione, connessioni stabili anche a tutela degli investimenti nel fixed wireless e tutela della concorrenza”.

Inoltre, sottolinea del deputato della Lega, “sulla forza lavoro chiediamo anche noi la tutela ma con una formula che eviti invasioni di campo o persino ricorsi all’Anac”.

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