Fondo Italiano d’Investimento Sgr (Fii) è prossimo all’uscita dalla novarese Mecaer, attiva nella progettazione e produzione di componenti, sistemi e servizi per il settore aeronautico.
L’iniziativa di private equity controllata da Cdp è vicina alla cessione della Mecaer Aviation Group (Mag), multinazionale del settore aeronautico con sede a Borgomanero, in provincia Novara, specializzata in sistemi integrati e servizi per elicotteri e velivoli ad ala fissa.
L’operazione, che valorizza la società circa 350 milioni di euro, arriva dopo l’ingresso del fondo guidato dall’amministratore delegato Davide Bertone e partecipato anche da banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e Bper nel capitale nel 2021 e si inserisce nella ricerca di un nuovo partner industriale e finanziario per sostenere la crescita del gruppo aeronautico.
Il paradosso è che il Fondo Italiano d’Investimento, nato per rafforzare comparti industriali strategici, invece di favorire aggregazioni tra Pmi dell’aerospazio e difesa, vende Mecaer a un fondo francese, commenta oggi Gianni Dragoni sul Fatto Quotidiano segnalando che “dietro Pai Partners ci sarebbe l’interesse della francese Safran”, che punterebbe a entrare nel programma Gcap dopo precedenti acquisizioni nel nostro paese. Era infatti il 2024 quando l’Italia ha approvato l’acquisto della società italiana Microtecnica da parte della società di difesa francese Safran con la promessa di salvaguardare gli interessi nazionali italiani, dopo che Palazzo Chigi aveva esercito il golden power nel novembre 2023.
Tutti i dettagli.
LA CESSIONE AL FONDO FRANCESE
Il Fondo Italiano d’Investimento, nato su iniziativa del ministero dell’Economia e controllato al 55% da Cassa Depositi e Prestiti, si appresta a vendere Mecaer al fondo di private equity Pai Partners. L’intesa è già stata raggiunta e manca soltanto la formalizzazione finale, segnala oggi il Fatto Quotidiano. Il processo alle battute conclusive è coordinato dalla regia dell’advisor Lazard, mentre Pai Partners sarebbe affiancato dal consulente Bnp Paribas, riportava il Sole 24 Ore la scorsa settimana.
L’operazione segna la conclusione del percorso esplorativo avviato per individuare un nuovo partner azionario. Il fondo guidato da Domenico Lombardi dovrebbe comunque mantenere una partecipazione di minoranza nel gruppo.
COS’È MECAER AVIATION
Come si legge sul sito del Fii, “fondata nel 1992, Mecaer è specializzata nella progettazione e produzione di avanzati sistemi flight-critical di equipaggiamento aeronautico, tra cui controlli di volo, attuatori e sistemi di atterraggio, e nella fornitura di servizi di manutenzione e allestimento cabine principalmente per elicotteri e business jet, con rilevante presenza in Nord America”.
Mecaer è nata in realtà come spin-off di Agusta, allora parte del colosso della difesa e aerospazio Finmeccanica, oggi Leonardo. Con sede a Borgomanero (Novara), l’azienda conta sette stabilimenti produttivi tra cui quelli a Monteprandone (in provincia di Ascoli Piceno) e Reggio Emilia, oltre che in Canada e negli Stati Uniti per circa 950 dipendenti.
COSA FA
L’azienda aeronautica, guidata oggi da Marco Acca, opera a livello internazionale nello sviluppo e nella produzione di sistemi e tecnologie avanzate per elicotteri, business jet e aviazione generale. L’attività si articola principalmente in due divisioni: la prima, “Integrated Aircraft Systems”, si occupa di sistemi di attuazione, controllo di volo e atterraggio; la seconda, “Aircraft Services”, è focalizzata sugli interni di cabina e sui servizi di manutenzione, riparazione e personalizzazione delle missioni (Mro).
L’INGRESSO DEL FONDO
Come già detto, il Fondo Italiano d’Investimento ha acquisito il controllo di Mecaer nel 2021 insieme al fondo statunitense Stellex Capital, attraverso un aumento di capitale da 100 milioni di euro. Ad oggi i due investitori detengono circa il 75,8% del gruppo tramite il veicolo Fly One spa, di cui l’sgr possiede larga maggioranza (67,31%) e il private equity statunitense il 32,69%, precisava il mese scorso Bebeez.
L’ASSETTO SOCIETARIO
Il restante capitale appartiene a SBI srl con il 22,42%, partecipata da Polinvest srl, riconducibile a Lorenzo e Maria Elena Caporaletti (figli dell’ex numero uno dai tempi dell’avvio di Mecaer Amadeo Caporaletti) e da Fn investment consulting srl per l’1,8%. Sempre Bebeez riporta che “secondo azionista di SBI è AAM Advisory Asset Management srl, che ne possiede il 20% e fa capo a Giovanna Pisciotti, Alessandra e Valerio Pasqua”.
L’ANDAMENTO ECONOMICO
Sotto la gestione dei nuovi soci, Mecaer ha registrato un miglioramento progressivo dei risultati economici. Il bilancio al 30 settembre 2024 evidenzia un fatturato pari a 224 milioni di euro, in miglioramento del 26% rispetto ai 178 milioni realizzati nell’esercizio precedente, con un utile operativo di 14,4 milioni e un utile netto di 9,87 milioni, in aumento del 66%. Il risultato conferma il trend di espansione del gruppo che nel 2021, anno di ingresso nel capitale dei nuovi azionisti, registrava ricavi per 139 milioni e negli ultimi tre anni ha visto una crescita superiore al 60%.
IL PIANO DI SVILUPPO INDUSTRIALE
Negli ultimi anni Mecaer Aviation Group ha puntayo sull’espansione significativa del business, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere i 250 milioni di fatturato entro la fine del 2025.
Il piano si articola su tre direttrici principali. La prima riguarda il rafforzamento in Nord America, con l’apertura nel 2025 di un nuovo stabilimento a Laval, in Canada, che porta la capacità produttiva complessiva nell’area a 12.000 metri quadrati, sostenuta anche da un finanziamento di 7,5 milioni di euro da parte di Simest.
La seconda direttrice è l’evoluzione del core business, con l’estensione dalle attività legate agli elicotteri verso velivoli ad ala fissa, business jet e droni. La terza riguarda le acquisizioni, tra cui quelle di Elimetal Inc. e di Euravia srl, inserite nel percorso di crescita del gruppo.
LA VENDITA DECISA DA FII
Tuttavia, alla luce dei numeri positivi, il Fondo italiano ha iniziato a cercare un nuovo partner azionario per Mecaer. La vendita avverrebbe con una plusvalenza, su una valutazione di circa 350 milioni. E il Fii dovrebbe reinvestire in minoranza.
Secondo indiscrezioni, sul tavolo oltre all’offerta di Pai Partners, c’erano anche le offerte di due conglomerate statunitensi attive nel settore aeronautico. La scelta è ricaduta sul private equity internazionale Pai Partners. L’operazione solleva però degli interrogavi.
Perché il Fii, controllato da Cdp e nato per sostenere settori tecnologici, sta uscendo da questa azienda strategica?
Secondo quanto riportato a inizio aprile dal quotidiano confindustriale “la cessione della partecipazione in Mecaer rientra all’interno del nuovo corso nella strategia del Fondo Italiano d’Investimento, che punta a concretizzare le exit a vantaggio dei sottoscrittori del fondo e, al tempo stesso, ad aumentare la velocità di deployment delle risorse, fondamentale per la mission che è quella di essere uno strumento di mercato per la politica industriale delle Pmi italiane. In una recente intervista con il Sole 24 Ore, proprio l’amministratore delegato Domenico Lombardi ha spiegato che «il Fondo Italiano d’Investimento punta a essere un investitore di mercato a vocazione sistemica»”.
LA STRATEGIA DELLA FRANCESE SAFRAN?
Eppure, secondo Gianni Dragoni “il paradosso è che Fii è un veicolo pubblico ed è entrato in Mecaer attraverso il “Fondo italiano consolidamento e crescita”, che dovrebbe rafforzare un comparto industriale con importanti tecnologie. E invece di cercare aggregazioni con altre Pmi dell’aerospazio e difesa che hanno bisogno di capitali, lo Stato vende l’azienda ai francesi”.
“Dietro Pai Partners ci sarebbe l’interesse di Safran, il gigante che ha già comprato la Microtecnica di Torino, nonostante un maldestro tentativo del governo di bloccare l’operazione con il golden power” prosegue Dragoni sul Fatto, aggiungendo che “L’obiettivo dei francesi sarebbe partecipare al programma del cacciabombardiere Gcap, al quale possono accedere solo aziende di Gran Bretagna, Giappone e Italia”.
In realtà la francese Safran partecipa già al programma per il sistema di combattimento aereo del futuro franco-tedesco-spagnolo Fcas, rivale del Gcap. Vero anche che a dispetto del Gcap, che procede spedito, il progetto Fcas è sull’orlo del fallimento.








