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Ecco come Francia e Germania temporeggiano sul programma Fcas

Le aziende capofila Dassault e Airbus rinviano la resa dei conti sul programma franco-tedesco-spagnolo Fcas per il sistema di combattimento aereo di nuova generazione. Decisione attesa il 28 aprile

Parigi e Berlino prorogano la scadenza per tentare di salvare il Fcas (Future Combat Air System), il programma per sviluppare il caccia di sesta generazione frutto della collaborazione tra Germania, Francia e Spagna.

Dassault e Airbus hanno prolungato di dieci giorni, fino al 28 aprile, le discussioni sul progetto secondo quanto annunciato dalla ministra della difesa francese, Catherine Vautrin, intervenendo alla commissione dell’Assemblea nazionale.

Lanciato nel 2017, il programma Fcas – dal valore stimato di oltre 100 miliardi di euro – è progettato per sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli a partire dal 2040. Tuttavia, negli ultimi tempi il Fcas è stato oggetto di una lunga disputa tra le aziende coinvolte: la francese Dassault e la divisione difesa della franco-tedesca Airbus con sede in Germania.

Le due aziende “dovevano rendere le loro conclusioni, per essere estremamente precisi, il 18 aprile, hanno chiesto dieci giorni di più”, ha spiegato la ministra Vautrin. Alla fine del mese scorso, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato di star facendo tutto il possibile per salvare il programma e di aver nominato due mediatori per riconciliare le parti, posizione ribadita anche dal presidente francese Emmanuel Macron.

Il rischio di fallimento o ridimensionamento del progetto Fcas si presenta in un momento in cui l’Europa cerca di rafforzare l’unità e la collaborazione a fronte delle minacce provenienti dalla Russia e del calo di sostegno da parte degli Stati Uniti, osserva Reuters. Il fallimento del programma Fcas rappresenterebbe un duro colpo per gli sforzi volti a rafforzare la cooperazione europea in materia di difesa, commenta il Financial Times. Dimostrerebbe inoltre quanto sia difficile per i Paesi accantonare gli interessi nazionali per cooperare su programmi di armamento di vitale importanza.

Tutti i dettagli.

APPIANARE LE DIVERGENZE TRA AIRBUS E DASSAULT

Il 1° aprile, il capo di Dassault Aviation ha dichiarato di aver concesso alla sua azienda due o tre settimane di tempo per valutare la possibilità di raggiungere un accordo sul sistema di combattimento aereo.

I lavori sono suddivisi in diversi pilastri e la controversia riguarda la leadership della parte principale del progetto, quella dei caccia, tra Airbus e Dassault Aviation.

Come ricorda il Ft, Dassault avrebbe dovuto assumere la guida dello sviluppo del caccia, facendo leva sull’esperienza maturata con il Dassault Rafale, mentre Airbus avrebbe curato il sistema di comando e controllo e lo sviluppo dei droni. Tuttavia, questo assetto è fallito prima ancora di arrivare alla fase successiva, che prevedeva la realizzazione di un prototipo del velivolo.

Alla base dello stallo ci sono profonde divergenze: Dassault non intende rinunciare al controllo decisionale sul caccia né condividere il proprio know-how, mentre Airbus rifiuta un ruolo subordinato da semplice subappaltatore. Le tensioni sono sfociate in accuse reciproche pubbliche, con entrambe le aziende che hanno minacciato di proseguire separatamente, attribuendosi a vicenda la responsabilità dell’impasse.

La disputa tra le due aziende ha portato il programma sull’orlo del fallimento, nonostante gli sforzi del presidente francese e del cancelliere tedesco per salvare il progetto. Un piano alternativo discusso da Francia e Germania prevederebbe che ciascuna costruisca il proprio caccia, ma che si continui comunque a sviluppare congiuntamente il motore, il combat cloud e i droni.

LA STERZATA DI BERLINO

Anche se proprio il cancelliere Merz, il cui governo prevede di spendere oltre 500 miliardi di euro nei prossimi anni per modernizzare le forze armate tedesche, si è mostrato sempre più frustrato dal progetto negli ultimi mesi fino ad affermare che il caccia potrebbe non soddisfare più le esigenze del suo paese.

Lo scorso febbraio la controversia industriale tra Francia e Germania è esplosa infatti quando Merz ha dichiarato al podcast Machtwechsel che la collaborazione per costruire un caccia con capacità nucleare con la Francia “non è ciò di cui abbiamo attualmente bisogno nell’esercito tedesco”.

“La Francia vuole costruire solo un aereo e vuole praticamente allinearlo alle specifiche di cui ha bisogno. Ma non è quello di cui abbiamo bisogno” ha spiegato il cancelliere tedesco ribadendo che “Per questo non si tratta di una disputa politica, ma di un problema reale nel profilo dei requisiti. Se non riusciamo a risolverlo, non potremo mantenere il progetto”.

Come sottolineato dal Ft, è giunto il momento per Berlino, Parigi e Madrid di decidere se passare alla fase successiva come previsto o ridimensionare il Fcas eliminando l’elemento jet comune.

UNA DECISIONE ATTESA IL 28 APRILE

Il 22 aprile la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin ha dichiarato all’Assemblea nazionale che i problemi relativi al Fcas sono principalmente legati alla proprietà intellettuale e alla suddivisione del lavoro per la produzione del caccia. Riferendosi ai mediatori, Vautrin ha affermato: “Avrebbero dovuto presentare le loro conclusioni, per essere precisi, il 18 aprile; hanno chiesto altri 10 giorni”.

Dunque la prossima data da segnare sul calendario per conoscere le sorti di questo progetto è il 28 aprile.

“Nonostante le difficoltà, il ministero sta facendo tutto il possibile per raggiungere un accordo di cooperazione sull’Fcas, che è essenziale”, ha assicurato la ministra francese, sostenendo che l’Europa ha bisogno di un sistema di caccia sovrano per rendersi indipendente dagli armamenti di fabbricazione statunitense.

MENTRE ACCELERA IL PROGETTO RIVALE GCAP

Nel frattempo procede spedito il progetto parallelo Gcap (Global Combat Air Programme), sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone per un sistema di combattimento aereo di sesta generazione che dovrà essere operativo nel 2035. A inizio mese è stato assegnato il primo contratto internazionale congiunto per il programma: l’Agenzia Gcap, che gestisce il programma per conto delle tre nazioni, ha affidato il contratto a Edgewing, la joint venture industriale trinazionale costituita per guidare la progettazione e lo sviluppo del programma tra le aziende capofila (Leonardo per l’Italia, Bae Systems per il Regno Unito e Mitsubishi Heavy Industries per il Giappone).

Infine, il dossier Fcas potrebbe essere evocato già oggi da Macron e Merz a Cipro, durante il vertice europeo di due giorni.

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