Economia

Ecco che cosa si agita tra Leonardo-Finmeccanica, M5S e Lega

di

ALESSANDRO PROFUMO AD LEONARDO

Che cosa succede al ministero della Difesa tra i Pentastellati? E che cosa si dice su presente e futuro di Leonardo-Finmeccanica in casa di Lega e Movimento 5 Stelle? Fatti, nomi, indiscrezioni e approfondimenti

 

Il Fatto Quotidiano descrive le tensioni a 5 Stelle nella Difesa. Formiche.net rassicura: “Torna il sereno nella Difesa a 5 Stelle”.

Che succede dunque nel ministero della Difeso retto da Elisabetta Trenta (M5S)? E quali sono i veri rapporti fra Leonardo-Finmeccanica e il governo? Vediamo.

CHE COSA IL FATTO QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO

Sabato scorso il Fatto Quotidiano ha scritto: “C’è anche un fronte interno per la ministra, prontamente stoppato dalla difesa che di lei ha fatto Luigi Di Maio. Nel M5S ha destato molto stupore l’attacco ricevuto dal sottosegretario M5S Angelo Tofalo che oltre a blandire Matteo Salvini, e a vestire i panni militari impugnando il mitra, ha parlato di “errori grossolani” al ministero.

IL PRIMO POST DI TOFALO SU TRENTA E GOVERNO

Che cosa aveva scritto Tofalo nel suo blog? “Ho cercato per un anno di stare accanto al Ministro Trenta e di spiegarle che il nemico non è Salvini, o chissà chi altro, ma chi, all’interno dell’apparato, vuole continuare ad agire senza l’indirizzo ed il controllo politico. Purtroppo, consigliata male, ha deciso di fare valutazioni diverse”, è il pensiero di Tofalo, sottosegretario alla Difesa, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, nella scorsa legislatura vicepresidente del Copasir, pentastellato molto vicino al vicepremier Luigi Di Maio. Il post sul suo blog iniziava proprio nel difendere l’operato e il ruolo del capo politico del Movimento dopo la scoppola elettorale alle Europee.

LE INDISCREZIONI DELLA VERITA’ SU TOFALO E LEONARDO-FINMECCANICA

Alla base della sortita inusitata di Tofalo ci sarebbero le rimostranze dei gruppi del comparto della difesa e dell’aerospazio – in primis Leonardo-Finmeccanica – contro il titolare della Difesa, secondo il quotidiano La Verità: “Tofalo da un lato raccoglie le pressioni delle aziende che nelle ultime settimane hanno assistito a una serie di inversioni a U ingiustificate. Alcune legate a scelte politiche mal consigliate dalla struttura interna”, ha scritto il giorno dopo il post di Tofalo La Verità che ospita una rubrica settimanale molto seguita e apprezzata in ambienti militari curata da Airpress, la rivista di settore edita da Paolo Messa (direttore Relazioni Istituzioni Italia di Leonardo-Finmeccanica) che nell’ultimo numero ospita un intervento di Profumo.

LA VERSIONE DI FORMICHE.NET DI MESSA (LEONARDO-FINMECCANICA)

Il giorno seguente, Tofalo pubblica un secondo post. Chiosa Formiche.net, giornale on line edito da Paolo Messa: “Dopo il clamore sulle critiche al ministro Elisabetta Trenta, il sottosegretario Angelo Tofalo abbassa i toni, smentisce le dimissioni e conferma il supporto alla titolare di palazzo Baracchini. Riflessioni affidate a un lungo post su Facebook, che contribuiscono a diradare anche i veleni sparsi nelle ultime ore su presunti rapporti negativi tra il ministro e le industrie del settore. Illazioni dimostratesi prive di fondamento già nelle parole che la Trenta ha riservato al comparto in occasione del question time di ieri a palazzo Madama”.

I RAPPORTI FRA TOFALO E VOLPI

Illazioni e veleni quelli del quotidiano fondato e diretto da Belpietro? Alla Verità, però, non sono giunte smentite, rettifiche o precisazioni su quanto scritto dal giornalista Claudio Antonelli. E Il Fatto Quotidiano, da sempre informato su quello che accade nella galassia pentestallata, sabato ha scritto: “Chi conosce bene le dinamiche interne sottolinea l’asse di Tofalo con l’altro sottosegretario alla Difesa, il leghista Raffaele Volpi, per lavorare ai fianchi la Trenta”. E il salviniano Volpi nelle scorse settimane, con interviste ai quotidiani, ha criticato il ministro anche per i pochi investimenti della Difesa per le aziende del comparto.

LA CENA A MILANO

Il riferimento di Tofalo a Salvini nel suo primo post e la sottolineatura del Fatto non hanno sorpreso gli addetti ai lavori: al dicastero della Difesa, negli ambienti militari e nell’associazione delle aziende del settore (Aiad) – ha scritto Start Magazine – è risaputo che l’altro sottosegretario alla Difesa, Volpi, esponente della Lega, il quale si è distinto per critiche pubbliche negli scorsi mesi nei confronti del ministro Elisabetta Trenta, ha rapporti buoni e cordiali con Tofalo, come è stato chiaro a chi ha partecipato a un recente meeting a Milano tra l’ambasciatore americano in Italia e le aziende italiane e statunitensi del settore (tra cui Boeing e Lockheed Martin). dove tra gli ospiti d’onore e più riveriti c’era il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Lega).

QUANDO TOFALO ELOGIO’ PROFUMO

E c’è anche chi ricorda come un anno fa Tofalo lodò il repulisti del capo azienda di Leonardo, Alessandro Profumo, nella cyber security. Un plauso all’operato di Profumo – che di fatto silurò il capo cyber Andrea Biraghi – arrivò infatti dal sottosegretario pentastellato alla Difesa. Tofalo in un post su Facebook scrisse: “Iniziative censurabili hanno portato all’adozione di provvedimenti draconiani sintomo di una trasparenza indispensabile in un contesto storico di così evidente fragilità. Condivido pienamente la scelta di fare pulizia nel ramo cybersecurity di Leonardo dopo tutti i sospetti e le ombre emerse sui rapporti con i fornitori”. Tofalo ha poi auspicato “che siano fatte approfondite verifiche anche relativamente i contatti e le frequentazioni con appartenenti ai servizi di intelligence italiani. Risulta imprescindibile conoscere, nelle opportune sedi istituzionali, la verità”.

LA FONDAZIONE LEONARDO DELL’EX FINMECCANICA

Ciò non significa che in ambienti del Movimento 5 Stelle e della Lega non ci siano motivi di perplessità su alcune azioni in casa di Leonardo. Leghisti e pentastellati, in vista del lancio della rinnovata rivista della Fondazione Leonardo presieduta da Luciano Violante hanno notato come tra consiglio di amministrazione e comitato scientifico ci siano un paio di ex ministri di governi di centrosinistra e altrettanti ex esponenti della maggioranza già renziana, oltre a personalità e intellettuali di stamp progressista.

GLI INNESTI ALLA RIVISTA DELLA FONDAZIONE LEONARDO

Comunque, come si legge oggi sul Corriere Economia, a fianco al direttore della rivista della Fondazione Leonardo, Civiltà delle Macchine, Peppino Caldarola, già direttore dell’Unità, ora c’è un vice: Pietrangelo Buttafuoco, intellettuale di destra, di fede islamica, tanto poliedrico da riuscire a scrivere anni fa contemporaneamente su Panorama, sul Foglio e sul Fatto Quotidiano. Ora Buttafuoco è considerato su posizioni vicine alla galassia giallo-verde e in particolare alla Lega di Matteo Salvini.

GLI SCENARI PER I VERTICI DI LEONARDO-FINMECCANICA

D’altronde in casa dell’ex Finmeccanica si guarda già alle prossime scadenze dei vertici. E’ stato molto letto un articolo del giornalista esperto del settore, Pietro Romano, che ha delineato questo scenario indiscreto: allo scadere del mandato il prossimo dicembre alla presidenza di Leonardo, De Gennaro potrebbe diventare segretario generale del Consiglio supremo di Difesa ora retto da Rolando Mosca Moschini: “Il Consiglio supremo di Difesa, previsto dalla Costituzione, fu istituito nel ’50. E’ una specie di direttorio, presieduto dal capo dello Stato, di cui fanno parte i massimi responsabili, politici e tecnici, della sicurezza nazionale. Un organismo che nel prossimo futuro dovrebbe tra l’altro occuparsi del riorientamento della difesa sul fronte cyber. Un argomento con il quale De Gennaro, tra l’altro presidente del Centro studi americani e già sottosegretario ai Servizi con Mario Monti e capo dei Servizi segreti, ha preso dimestichezza”. Al posto di De Gennaro, come presidente – secondo il direttore di Ore12Economia – ha chance Guido Crosetto, presidente dell’Aiad. E Profumo? Sarà riconfermato? L’ex banchiere ci punta. D’altronde è riuscito ad evitare un siluramento a inizio legislatura al quale puntava Luigi Di Maio. Ma poi, dopo un’intesa informale tra i due, i rapporti si sono rasserenati (qui tutti i dettagli). Chissà se la Lega vorrà riconfermarlo.

 

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