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Tencent Techland

La cinese Tencent continua a fare shopping tra i videogiochi europei

La Cina continua a investire nei videogame del Vecchio continente. Tra le ultime acquisizioni significative di Tencent anche la polacca Techland, nota per i suoi titoli zeppi di zombie

L’Europa, è noto, sul fronte videoludico non riesce a essere competitiva tanto quanto il Giappone, gli Usa e, ora, la Cina. Ma diversi Paesi del Vecchio continente, anche grazie a sussidi statali, vantano software house di tutto rispetto, in grado di sfornare titoli che non hanno nulla da invidiare alle produzioni nipponiche o statunitensi. Parliamo principalmente del Regno Unito, della Francia e della Polonia. Sarà un caso, ma proprio questi tre Paesi sono diventati terreno di caccia dei cinesi di Tencent.

LO SHOPPING AL DI LA’ DELLA MANICA DI TENCENT

L’ultimo acquisto in tal senso è stato il team di Lucid Games. Lo studio fresco di acquisizione da parte del Gruppo cinese è stato fondato nel febbraio 2011 da ex dipendenti di Bizarre Creations, software house videoludica sempre di Liverpool nota soprattutto per i suoi titoli automobilistici (F1, Project Gotham Racing…) che era stata chiusa una settimana prima.

Il nuovo studio ha invece realizzato Destruction AllStars e Switchblade, ma ha anche lavorato come supporto a diversi blockbuster di primo piano sviluppati un po’ in tutto il mondo, quali Star Wars Jedi: Survivor, Sea of Thieves, Nightingale, Apex Legends, EA Sports PGA Tour e Star Wars Jedi: Fallen Order.

E ha messo nel pacchetto pure PlayTonic, che invece si compone di ex Rare (software house britannica che negli anni ’90 firmò capolavori come Donkey Kong Country, 007 GoldenEye, Perfect Dark, Banjo-Kazooie), ridimensionata nel talento dopo l’acquisto da parte di Microsoft, sebbene negli ultimi tempi abbia sfornato il divertente Sea of Thieves.

In PlayTonic troviamo ex Rare come Gavin Price (capo dell’azienda), Chris Sutherland (principale programmatore di Donkey Kong Country) e Steve Mayles. Proprio l’investimento cinese permetterà ai britannici di sviluppare un terzo capitolo del loro Yooka-Laylee, platform 3D che si rifà in modo plateale a uno dei videogiochi più amati di Rare d’epoca Nintendo 64: Banjo-Kazooie.

IN FRANCIA CONTINUA IL CORTEGGIAMENTO A UBISOFT

Avevamo lasciato il colosso cinese asiatico divorarsi una parte importante di Ubisoft, software house francese ormai presente in tutto il mondo, con un investimento da 297,3 milioni di dollari che la portasse al di sopra della quota del 5% acquistata dai cinesi nel 2018, per aiutare la Casa di Yves Guillemot a contrastare un’acquisizione ostile programmata da Vivendi.

Nelle ultime ore le due software house hanno stretto un importante accordo per la distribuzione di Assassin’s Creed Codename Jade. Il gioco per smartphone, ambientato combinazione proprio in Cina, sarà lanciato in closed beta il 3 agosto.

L’accordo di publishing stretto tra Ubisoft e Tencent dovrebbe essere paragonabile a quello che l’americana Activision ha stretto per Call of Duty: Mobile, dove cioè coi ricavi del gioco sono stati divisi equamente (50-50) tra il detentore della proprietà intellettuale di CoD, e TiMi Studio, lo studio di sviluppo di proprietà di Tencent.

Questo accordo, fanno sapere i vertici del colosso francese, viene considerato un passo importante nella relazione strategica di lungo termine tra Tencent e Ubisoft. Ricordiamo inoltre che la software house di Rayman ha in programma il lancio di altri due giochi mobile: The Division Resurgence, sviluppato da Level Infinite e Rainbow Six Mobile, sviluppato da Ubisoft Montreal.

TENCENT INVADE LA POLONIA

Dopo l’UK e la Francia, come dicevamo all’inizio, il Paese più florido, videoludicamente parlando, del Vecchio continente è la Polonia. E Tencent ci ha messo piede acquisendo una delle software house più affermate: Techland.

La software house fondata nel 1990 da Pawel Marchewka, si è fatta un nome solo in tempi più recenti, grazie al primo Dead Island e al successivo spin off. Attualmente, è reduce dal successo di Dying Light 2: Stay Human, che ha venduto più di cinque milioni di copie. Numeri che hanno attratto il colosso asiatico.

“Sono felice di annunciare una partnership con Tencent, che si accinge a diventare l’azionista di maggioranza di Techland”, ha scritto il fondatore dello studio. “Questa collaborazione ci consentirà di procedere a tutta velocità verso i nostri obiettivi: abbiamo scelto un alleato che ha già consentito a diversi team di sviluppo di poter raggiungere livelli più alti rispettando il loro modo di lavorare.”

Quindi la puntualizzazione di rito: “Manterremo il pieno controllo delle nostre proprietà intellettuali, nonché la nostra libertà creativa, e continueremo a operare nella maniera che riteniamo più giusta. Inoltre io continuerò a svolgere il ruolo di CEO per lo studio. Non potrei essere più felice di questo enorme passo che stiamo compiendo e di poter condividere la notizia con voi.”

LE ULTIME MOSSE DI TENCENT NEI VIDEOGIOCHI

Non sembra esserci software house del pianeta fuori dalla portata dei cinesi. Tencent ultimamente aveva acquisito Inflexion Games, etichetta con sede a Edmonton, in Canada, composta da ex membri di BioWare, a iniziare dal CEO Aaryn Flynn, che ha firmato saghe di successo del calibro di: Mass Effect, Dragon Age e Star Wars: The Old Republic.

Ma ha fatto soprattutto rumore la notizia che Tencent Holdings insieme a Sony Interactive Entertainment hanno acquisito una quota di From Software, sviluppatore giapponese di videogiochi di successo come Elden Ring e Dark Souls. Anche se, come spiega VentureBeat, non si è trattato di un’acquisizione completa, come nel caso di Activision Blizzard da parte di Microsoft, ma a prescindere da ciò è comunque una importantissima bandierina piazzata con arguzia e strategia.

COME MAI I CINESI AMANO TANTO I VIDEOGIOCHI?

Già nel 2021, complici i lockdown, i videogiochi avevano fatto guadagnare a Tencent qualcosa come 32,38 miliardi di dollari, con un incremento del 9,9% rispetto all’anno precedente, anche grazie alla crescita nei mercati esteri.

Nella classifica dello scorso anno Sony, ancora azzoppata dalla crisi dei chip che aveva bloccato di fatto la produzione della sua console ammiraglia, la PlayStation 5, seguiva con 24,87 miliardi di dollari di ricavi, Microsoft con 16,28 miliardi e Nintendo con 15,3 miliardi. Quest’ultima però a voler essere puntuali capeggiava il terzetto in termini di introiti operativi con 5,4 miliardi di dollari, superando Sony ferma a 2,63 miliardi, mentre sono anni che Microsoft non specifica questo dato per quanto riguarda il settore dei videogiochi.

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