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Tencent Lucid Games

La cinese Tencent fa ancora shopping nei videogiochi occidentali

Lo studio inglese che ha sviluppato Destruction AllStars e Switchblade è stato acquisito da Lightspeed Games. Dietro però c'è Tencent: ecco come giochicchierà con Lucid Games e con le altre software house già in saccoccia

Avevamo lasciato il colosso cinese asiatico divorarsi una parte importante di Ubisoft, software house francese ormai presente in tutto il mondo, con un investimento da 297,3 milioni di dollari che la portasse al di sopra della quota del 5% acquistata dai cinesi nel 2018, per aiutare la Casa di Yves Guillemot a contrastare un’acquisizione ostile programmata da Vivendi. E adesso Tencent torna all’attacco, questa volta al di là della Manica, per acquisire Lucid Games.

LUCID GAMES, L’ULTIMO PASTO DI TENCENT

Lo studio fresco di acquisizione da parte del Gruppo cinese è stato fondato nel febbraio 2011 da ex dipendenti di Bizarre Creations, software house videoludica sempre di Liverpool nota soprattutto per i suoi titoli automobilistici (F1, Project Gotham Racing…) che era stata chiusa una settimana prima.

 

Il nuovo studio ha invece realizzato Destruction AllStars e Switchblade, ma ha anche lavorato come supporto a diversi blockbuster di primo piano sviluppati un po’ in tutto il mondo, quali Star Wars Jedi: Survivor, Sea of Thieves, Nightingale, Apex Legends, EA Sports PGA Tour e Star Wars Jedi: Fallen Order.

CHE NE SARA’ DI LUCID GAMES CON TENCENT?

LightSpeed Games, sussidiaria del colosso cinese Tencent, ha assicurato che Lucid Games continuerà a essere completamente indipendente nello sviluppo dei suoi giochi e nelle operazioni interne, potendo godere dei potenti mezzi della compagnia dal punto di vista tecnologico e della sua rete globale.

LE ULTIME MOSSE DI TENCENT NEI VIDEOGIOCHI

Non sembra esserci software house del pianeta fuori dalla portata dei cinesi. Tencent ultimamente aveva acquisito Inflexion Games, etichetta con sede a Edmonton, in Canada, composta da ex membri di BioWare, a iniziare dal CEO Aaryn Flynn, che ha firmato saghe di successo del calibro di: Mass Effect, Dragon Age e Star Wars: The Old Republic.

E ha messo nel pacchetto pure PlayTonic, che invece si compone di ex Rare (software house britannica che negli anni ’90 firmò capolavori come Donkey Kong Country, 007 GoldenEye, Perfect Dark, Banjo-Kazooie), ridimensionata nel talento dopo l’acquisto da parte di Microsoft, sebbene negli ultimi tempi abbia sfornato il divertente Sea of Thieves.

In PlayTonic troviamo ex Rare come Gavin Price (capo dell’azienda), Chris Sutherland (principale programmatore di Donkey Kong Country) e Steve Mayles. Proprio l’investimento cinese permetterà ai britannici di sviluppare un terzo capitolo del loro Yooka-Laylee, platform 3D che si rifà in modo plateale a uno dei videogiochi più amati di Rare d’epoca Nintendo 64: Banjo-Kazooie.

Ma ha fatto soprattutto rumore la notizia che Tencent Holdings insieme a Sony Interactive Entertainment hanno acquisito una quota di From Software, sviluppatore giapponese di videogiochi di successo come Elden Ring e Dark Souls. Anche se, come spiega VentureBeat, non si è trattato di un’acquisizione completa, come nel caso di Activision Blizzard da parte di Microsoft, ma a prescindere da ciò è comunque una importantissima bandierina piazzata con arguzia e strategia.

COME MAI I CINESI AMANO TANTO I VIDEOGIOCHI?

Già nel 2021, complici i lockdown, i videogiochi avevano fatto guadagnare a Tencent qualcosa come 32,38 miliardi di dollari, con un incremento del 9,9% rispetto all’anno precedente, anche grazie alla crescita nei mercati esteri.

Nella classifica dello scorso anno Sony, ancora azzoppata dalla crisi dei chip che aveva bloccato di fatto la produzione della sua console ammiraglia, la PlayStation 5, seguiva con 24,87 miliardi di dollari di ricavi, Microsoft con 16,28 miliardi e Nintendo con 15,3 miliardi. Quest’ultima però a voler essere puntuali capeggiava il terzetto in termini di introiti operativi con 5,4 miliardi di dollari, superando Sony ferma a 2,63 miliardi, mentre sono anni che Microsoft non specifica questo dato per quanto riguarda il settore dei videogiochi.

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