Ottant’anni e non sentirli. O forse qualche acciacco c’è e si vede. Perché Sony, nel pieno di nuove importanti manovre che la vedranno sempre più votata all’intrattenimento a discapito di altri settori che ne avevano solleticato l’interesse, festeggia il proprio 80esimo anniversario presentando agli investitori risultati finanziari “luci e ombre”.
QUALCHE DATO DI CONTESTO
Si tratta del resto di un periodo di tribolazioni e non solo perché il colosso nipponico sta finalizzando nuove strategie industriali che la porteranno a concentrare gli investimenti su di una sola tipologia settoriale. Assediato da concorrenti cinesi e sudcoreani sempre più agguerriti che sfornano a ritmo serrato ogni tipo di device che un tempo avrebbe avuto il logo “Sony” sulla scocca, pare intenzionata a ridurre fortemente la sua presenza nell’elettronica di consumo. Inoltre, in ambito videoludico, sembra decisa a ridurre il numero di esclusive destinate al PC, lasciando campo libero alla rivale Xbox di Microsoft.
Come se il quadro non fosse già di per sé abbastanza mutevole, il caro RAM rende ancora tutto più incerto, allungando da un lato la vita della sua console attualmente in commercio, la PlayStation 5 – già colpita da numerosi rincari nell’arco della sua breve esistenza – ma rischiando dall’altro di rallentare lo sviluppo della prossima piattaforma, la PS6, che non potrà avere una forma definitiva almeno fino a quando i costi delle memorie continueranno la corsa verso l’alto. Determinare quanta memoria avrà la nuova macchina determinerà pure in modo molto drastico quale sarà il costo una volta raggiunti gli scaffali dei negozi. Operazione che non può essere compiuta con gli sbalzi attuali.
Come se tutto ciò non bastasse, sembra essersi interrotta nel peggiore dei modi la sua avventura in ambito automotive, con la connazionale Honda in forte crisi e decisa anch’essa a scegliere bene su quali voci di spesa focalizzarsi. Non necessariamente un male per Sony, però dal momento che, al netto degli investimenti compiuti fin qui per la jv, come s’è detto vuole focalizzarsi sempre più sui videogame.
LE VENDITE DI PLAYSTATION 5
Questo, insomma, il contesto di partenza. Si è fatto accenno ai continui rincari del prezzo di PlayStation 5: a tal fine giova ricordare che i dati del 2025 esposti di seguito coprono solo il primo degli aumenti di prezzo che si sono succeduti nell’ultimo anno, mentre quello più recente, ricadendo su aprile, sarà fotografato (sempre che abbia conseguenze nelle vendite) con la prossima trimestrale.
Ciò detto, non è stato un anno particolarmente positivo per Ps5 essendosi chiuso con 16 milioni di console vendute, contro i 18,5 milioni del 2024. Per un ulteriore termine di paragone può essere utile riportare che nello stesso periodo Nintendo ha piazzato 19,86 milioni di Switch 2, ma al contrario di Sony la Casa di Super Mario ha potuto beneficiare del boost del debutto: insomma, di una sorta di effetto sorpresa. Dunque anche la rivale sembra aver poco di cui stare tranquilla perché i numeri stanno fotografando un rallentamento generale del mercato.
IL BOOST DI GTA VI E LE INCOGNITE RAM
Tornando alle vendite di Ps5, spicca soprattutto l’inciampo del quarto trimestre del 2025 con appena 1,5 milioni di PlayStation 5 vendute contro i 2,8 milioni di un anno prima. E se l’uscita di Gta VI prevista salvo ulteriori slittamenti per il novembre 2026 potrebbe portare a un considerevole aumento delle vendite della console, Sony stessa ammette che sulla produzione continuerà a gravare la crisi delle RAM, benché abbia già fatto scorte per assicurarsi la copertura del prossimo periodo festivo (insomma, Natale 2026).
IL 2025 DI SONY IN NUMERI
Chiudiamo infine guardando ai numeri. Sony ha chiuso l’anno fiscale 2025, conclusosi lo scorso 31 marzo 2026, con un totale di 67,7 miliardi di euro di vendite e profitto operativo di 7,85 miliardi di euro.
Compatibilmente con le scelte di focalizzarsi solo sull’entertainment, a trainare i bilanci la divisione Game & Network Services, ovvero quella in cui ricadono il brand PlayStation e i servizi ad esso collegati: 25,4 miliardi di euro di vendite, con profitto operativo pari a 2,5 miliardi di euro, quest’ultimo in aumento di circa il 12% su base annua.
Non sono mancati i passi falsi, fotografati nei numeri dai 650 milioni di euro di perdite dovuti alla software house Bungie (acquisita per 3,6 miliardi di dollari nel 2022), che certifica come lo spauracchio di incorrere in flop del calibro di Concord possa riguardare anche brand affermati come Destiny 2 nel caso del recente Marathon.







