La crisi di chip scoppiata subito dopo la pandemia prosegue sotto una nuova declinazione: gli aumenti spropositati delle memorie (Ram) che come s’è già visto hanno determinato rincari in molteplici settori, tutti accomunati dal fatto di pesare sul prezzo finale a discapito del consumatore.
L’ultima conferma di una situazione tanto critica arriva dal Giappone, col colosso hi-tech Sony che ha comunicato in via emergenziale di non essere più in grado di accettare nuovi ordini per quasi tutta la sua gamma di schede di memoria CFexpress e SD e parallelamente è tornato a ritoccare all’insù i listini della sua console per videogiochi PlayStation 5. Ma procediamo con ordine.
CRISI DI MEMORIE, L’AVVISO DI SONY
La prima comunicazione giunta dai canali ufficiali Sony riguarda principalmente coloro che hanno esigenza di trasportare grandi quantità di dati da un device all’altro (solitamente dalla fotocamera al proprio personal computer) e fa riferimento alla “carenza globale di semiconduttori (memoria) e altri fattori” e chiarisce che l’offerta non riuscirà a coprire la domanda “per il futuro prevedibile”.
Ad allarmare l’utenza il fatto che l’avviso non indichi alcuna data per la ripartenza: Sony si riserva di comunicare cambiamenti sulla base all’andamento delle forniture, evidente spia del fatto che persino i colossi dell’elettronica stiano “navigando a vista”.
I MODELLI COINVOLTI
Lo stop, senza troppe sorprese, riguarda l’intera offerta professionale e consumer. Per le CFexpress Type A risultano indisponibili i modelli CEA-G240T, CEA-G480T, CEA-G960T e CEA-G1920T. Per le CFexpress Type B lo stop riguarda i modelli CEB-G240T e CEB-G480T.
Per ciò che concerne le schede SDXC e SDHC non sarà possibile ordinare e acquistare le TOUGH da 64 GB, 128 GB e 256 GB, le serie SF-M e SF-E con capacità comprese tra 64 GB e 512 GB e anche le SD V30 da 64 GB e 128 GB.
Molti analisti, inoltre, sottolineano con preoccupazione il fatto che in elenco compaiano anche i tagli più piccoli e le linee meno performanti: una presenza che potrebbe indicare che la crisi delle Ram ormai non riguardi più i tagli maggiori e le schede di fascia alta ma si stia riverberando anche sui prodotti inferiori.
AUMENTA IL PREZZO DI PLAYSTATION 5
Parallelamente Sony ha deciso di ritoccare all’insù un’altra volta i listini della sua console per videogame PlayStation 5: “Date le continue pressioni sull’economia globale, abbiamo deciso di aumentare i prezzi di PS5, PS5 Pro e PlayStation Portal” in tutto il mondo “a partire dal 2 aprile”, ha spiegato l’azienda in un post sul PlayStation Blog.
Absolutely crazy console generation.
I paid €470 for PS5 Disc Slim in February 2024.
Middle and lower class incomes will be priced out of console gaming at this rate, while it used to be an affordable entry into the world of videogames.
Unsustainable if this trend continues. pic.twitter.com/vKx9KEjsFB
— MauroNL (@MauroNL3) March 27, 2026
In Europa, le console costeranno 100 euro in più, portando i prezzi rispettivamente a 599,99 euro e 649,99 euro per le versioni solo digitale e con lettore di dischi, e a 899,99 euro per la più potente PS5 Pro. Il PlayStation Portal, un accessorio sotto forma di controller con schermo per giocare in remoto tramite connessione internet, sarà venduto con un sovrapprezzo di 30 euro, arrivando a 249,99 euro.
C’è anche chi ha messo in fila i vari aumenti di prezzo che si sono succeduti fin qui sottolineando che il modello che ha subito gli aumenti maggiori è stata la PS5 Digital, con un +50% in Europa e Stati Uniti e un +44% nel Regno Unito. In Giappone l’aumento del prezzo è a tripla cifra, del 125%. A inizio generazione la console che non permette la lettura dei dischi (e dovrebbe perciò costare meno) costava 39.980 yen, ora è arrivata a quota 89.980. Il prezzo del modello con lettore ottico è aumentato invece 96%.




