C’è stato un tempo in cui il marchio Sony appariva ovunque, su una grande quantità di dispositivi ed elettrodomestici. Quel tempo è ormai concluso: il colosso nipponico è già nel pieno di manovre che lo hanno portato a uscire da diversi mercati (si pensi per esempio alla vendita del marchio Vaio attraverso cui realizzava computer portatili) e nel prossimo futuro focalizzerà sempre più risorse ed energie all’ambito videoludico.
SONY TALLONATA DA COREA DEL SUD E CINA
A dirlo è l’amministratore delegato della compagnia giapponese, Hiroki Totoki che intervistato da Bloomberg ha ammesso le difficoltà di un settore che s’è fatto via via più competitivo e affollato: “Il mercato dell’elettronica di consumo richiede volumi enormi e la competizione si riduce essenzialmente a una questione di quantità e prezzi. Purtroppo, per Sony, è molto difficile mantenere quel tipo di volumi.”
Sempre il Ceo di Sony spiega che, con la concorrenza localizzata nell’area “È difficile differenziare i prodotti nell’ambito dell’elettronica di consumo. Questo scenario ha favorito l’ingresso di nuovi competitor nel settore, prima dalla Corea e poi dalla Cina. La Cina, come saprete, dispone di un mercato interno immenso e, grazie a questa solida base, esporta i propri dispositivi”.
IL GRANDE VANTAGGIO DI SONY: PLAYSTATION
Per questo pare che il produttore nipponico intenda asserragliarsi attorno al principale vantaggio competitivo che ha rispetto al fiorire di rivali extra-giapponesi: il marchio PlayStation, perno centrale dell’industria videoludica dagli anni ’90 a oggi.
La difficoltà riscontrate da player di tutto rispetto (da Google con Stadia alle formule in streaming di Netflix) non hanno scalfitto il fatto che il 60% degli incassi di Sony provengano ancora attualmente dall’intrattenimento, soprattutto in ambito videoludico. Di conseguenza, PlayStation deve essere e restare “il miglior posto dove giocare dal punto di vista degli utenti” e “il miglior spazio dove pubblicare” contenuti dal punto di vista degli editori e sviluppatori.
VERSO UNA NUOVA ERA DI ESCLUSIVE?
Sempre Bloomberg, in un altro articolo, fa peraltro notare che Sony in ambito videogame starebbe effettuando una netta inversione a “U” rispetto alla strategia adottata fin qui, forse in modo sperimentale, che l’ha vista intenta a pubblicare negli ultimi anni le esclusive PlayStation di giochi single player su PC.
L’INCOGNITA DELLA PROSSIMA XBOX
Il basso riscontro di pubblico ottenuto in tale ambito e il rischio di annacquare la forza delle sue proprietà intellettuali avrebbero ora spinto l’azienda a scegliere con cura quali titoli pubblicare anche nei cataloghi per personal computer e quali mantenere esclusiva delle sue console da salotto.
Del resto l’ambito PC è territorio di caccia della sua diretta rivale, Xbox, grazie alla presenza in tale settore dei software e dei sistemi operativi Microsoft. Da questo punto di vista i piani di Redmond sembrano indirizzati sempre più verso il multipiattaforma: si vocifera infatti che la nuova console statunitense sarà ibrida e, partendo dallo spunto vincente di Nintendo Switch, voglia seguire quanto fatto da Steam e Lenovo. Una indiscrezione che, laddove si dimostrasse veritiera, costringerebbe Sony a prendere tutt’altra strada.
IL CARO RAM
Le voci di corridoio, dunque, non mancano. L’unica certezza riguarda il prezzo delle piattaforme in costante e spesso vertiginosa ascesa: se continuerà infatti la crisi dei chip e delle Ram le prossime console rischiano di debuttare sul mercato a costi a dir poco impopolari.
Guardando proprio a Lenovo, la sua console portatile Legion Go 2 avrebbe dovuto avere prezzi di listino attorno ai 999 euro mentre oggi il modello base costa 1.749 euro per raggiungere i 2.499 euro nelle configurazioni superiori. La stessa Sony ha recentemente aumentato i prezzi di PlayStation 5 e così Microsoft. Una situazione fuori controllo che potrebbe aumentare la longevità delle piattaforme ora sul mercato, tardando considerevolmente lo sviluppo dei prossimi modelli.







