Alla fine la bolla dell’auto elettrica ha inghiottito anche due pesi massimi nipponici come Sony e Honda che nell’ormai 2022 avevano realizzato una joint venture per dare finalmente corpo a quel prototipo di “auto PlayStation” di cui si parlava almeno all’inizio della decade, quando pareva si fossero rotti gli argini che separavano i produttori di device hi-tech dai costruttori di automobili (il caso di Xiaomi potrebbe rimanere uno dei pochi esempi in strada).
POCO FEELING SU AFEELA?
Il nome era oggettivamente orrendo (nelle intenzioni dei giapponesi avrebbe dovuto richiamare il termine inglese feeling) e nemmeno ha portato bene dal momento che, secondo le anticipazioni di Nikkei, a venir meno proprio l’intesa tra Sony e Honda.
Troppe, infatti, nel 2026 le incognite relative all’auto elettrica per continuare a puntare su qualcosa che comunque, al netto di innumerevoli annunci (era onnipresente a ogni edizione del CES, la fiera americana focalizzata sul tech che apre l’anno), non si era mai vista calcare realmente una strada.
RESTA IN GARAGE IL SOGNO DELL’AUTO PLAYSTATION?
Il sito ufficiale, come si può ancora vedere, mostra più gli interni che le forme della carrozzeria o le prestazioni e il perché è presto detto: Sony voleva rivoluzionare l’esperienza di viaggio e l’intrattenimento di bordo e lo avrebbe fatto ricorrendo ai suoi asset: dai videogiochi PlayStation alla casa discografica Sony Music fino ovviamente a quella cinematografica.
Per questo i concept proponevano schermi ovunque: sulle testiere dei sedili anteriori, nello spazio del cruscotto, come una sala giochi futuristica (tutta da verificare la compatibilità con le regole sulla sicurezza stradale dei vari Paesi).
AFEELA HA SBATTUTO CONTRO IL GUARD RAIL DELLA REALTÀ
L’indifferenza del mercato per l’auto elettrica, i dazi di Donald Trump che hanno sferzato soprattutto i costruttori nipponici (molto forti negli Usa) e la baldanza cinese hanno però costretto i due player giapponesi a un bagno nella realtà: Honda ha recentemente ammesso di non aver correttamente interpretato la situazione contingente (motivo per cui presidente e vice si taglieranno per tre mesi lo stipendio, rinunciando ai bonus) e ha annunciato pure la contabilizzazione a bilancio di perdite stimate fino a 2.500 miliardi di yen.
Questo avveniva lo scorso 12 marzo. Oggi Nikkei permette con la sua esclusiva di aggiungere un tassello in più così da comprendere meglio la portata dell’inchiodata di Honda, la cui necessità di rivedere nel profondo le proprie strategie industriali legate all’auto elettrica per mezzo della soppressione di tre modelli Ev le costerà ben 16,7 miliardi. Parallelamente, il nuovo outlook per l’esercizio 2026 indica ora una perdita netta a fronte dell’utile di 300 miliardi precedentemente stimato. In un contesto simile, non sembra esserci più margine di manovra per portare comunque avanti l’ambizioso esperimento condiviso con Sony.
SONY IN CERCA DI ALTRI PARTNER (O DI PERIODI MIGLIORI)?
Una inchiodata che con ogni probabilità ha colto di sorpresa anche il partner attivo in ambito videoludico: del resto l’Afeela 1 era già prenotabile in California e le consegne sarebbero infine dovute partire, dopo innumerevoli ritardi, proprio in questi giorni (mentre per la Suv era stato indicato il 2028 come anno di debutto).
Con i due modelli destinati a rimanere chiusi nel garage per un tempo indefinito (probabilmente per sempre) e la decisione improvvisa di tirare il freno a mano sui progetti ormai in stadio di sviluppo tanto avanzato è difficile ritenere che resti in piedi la stessa joint venture, ovvero Sony Honda Mobility, nata per rivoluzionare non solo l’auto elettrica ma anche il modo in cui concepiamo i viaggi.
Potrebbe non esserci nemmeno l’interesse dato che nei fatti e nonostante i nomi di peso e gli investimenti di spicco questa realtà non è riuscita a produrre un solo veicolo dal 2022 a oggi. Game Over dunque per l’incursione della casa di PlayStation nel mondo automotive, oppure la Big Tech nipponica andrà in cerca di altri compagni d’avventura?







