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Xiaomi

La società cinese di smartphone dovrebbe quotarsi nella seconda metà del 2018. Xiaomi punta a valutazione da 50 miliardi di dollari

 

Xiaomi Corp, il produttore di smartphone cinese che una volta era la startup più preziosa al mondo, starebbe trattando, con diverse banche di investimento, la possibilità di una offerta pubblica iniziale, sperando in una valutazione di almeno 50 miliardi di dollari. Come scrive Bloomberg, l’Ipo dovrebbe arrivare entro il 2018 sul listino di Hong Kong.

Gli istituti di credito, al momento, sembrano scettici sulle prospettive di valutazione ed hanno dubbi sul fatto che l’azienda possa raggiungere il livello di 50 miliardi di dollari,anche se si tratta di una cifra di gran lunga inferiore ai 100 miliardi di dollari che alcuni alti dirigenti vorrebbero.

Se è vero che raggiungere quella valutazione potrebbe essere difficile, è vero anche non è impossibile: Xiaomi è stata valutata 46 miliardi di dollari nel 2014. E bisogna considerare, poi, che negli ultimi mesi ha guadagnato importanti quote di mercato, mentre continua la guerra asiatica con Huawei ed Oppo.

Lei JunL’azienda ha investito pesantemente sul mercato indiano, quello più promettente, aprendo numerosi negozi. Sempre secondo quanto scrive Bloomberg, la società sarebbe sul punto di superare Samsung Electronics Co. E una IPO di successo potrebbe portare nelle casse di Xiaomi almeno 5 miliardi di dollari, munizioni indispensabili per l’espansione, hanno detto persone vicine alla questione.

“Vogliamo trasferire le idee imprenditoriali della Cina in altri paesi”, ha detto Lei Jun, ceo di Xiaomi, in occasione della World Internet Conference di Wuzhen, senza commentare su una IPO. “In India, abbiamo creato un miracolo. Dopo soli tre anni, siamo diventati il ​​numero uno “.

Kaylene Hong, una portavoce di Xiaomi, ha affermato che la compagnia non intende commentare la questione IPO.

Quella di 50 miliardi “non è una valutazione assurda”, ha dichiarato Keith Pogson, leader globale dell’assurance per i mercati bancari e finanziari di Hong Kong presso la società EY. “Senza dubbio, il mercato è caldo per le aziende tecnologiche, in particolare per le società tecnologiche che hanno legami con la Cina”.

Fondata nel 2010, Xiaomi,è riuscita a conquistare il mercato con vivaci campagne di marketing online, evitando, almeno inizialmente, l’apertura dei negozi tradizionali. Quando era ancora una startup, ha scalato le classifiche delle vendite di smartphone cinesi ed in poco tempo ha raggiunto una valutazione da record. E’ stata la startup più quotata al mondo, fino a quando non è stata superata da Uber Technologies Inc.

Lo scorso anno, poi, Xiaomi ha subito una busca frenata e le vendite sono crollate a causa di una feroce competizione locale. Oppo e Vivo hanno conquistato il mercato grazie a forti legami con i rivenditori delle piccole città e delle zone rurali della Cina.

Lei Jun, poi, ha ridato vita all’azienda espandendo la linea di prodotti, la copertura geografica e i canali di vendita. Xiaomi progetta l’apertura di nuovi 1.000 negozi “Mi Home” entro il 2019.

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