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Perchè Xiaomi ha comprato i brevetti di Nokia

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Xiaomi

Xiaomi acquista i brevetti Nokia. Punta alla conquista del mercato occidentale

La nuova Xiaomi, produttore cinese di smartphone, punta alla qualità e, soprattutto, al mercato occidentale. L’azienda asiatica è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni, arrivando a a conquistare anche il terzo posto nelle classifiche delle vendite, dopo Apple e Samsung, ma negli ultimi mesi ha ceduto la sua posizione a Huawewi ed è stata superata anche da Lenovo ed Oppo.

Serve, dunque, una nuova strategia. Per conquistare il mercato, Xiaomi scommette su una serie di brevetti di Nokia e su 1.500 brevetti Microsoft (acquistati nel 2016). La partita d’altronde, è ancora aperta: il mercato smartphone, che più volte abbiamo creduto saturo, continua a crescere. Ma andiamo per gradi.

Mercato Smartphone in buona salute

smartphone IliadCresce il mercato mondiale degli smartphone, e nel 2017, secondo le previsioni registrerà un più 5% raggiungendo 1,6 miliardi di unità. Lo prevede la società di ricerca Gartner. A trainare il mercato degli smartphone sono sia i modelli di fascia alta come l’iPhone, sia i modelli “basic”, che quest’anno registreranno un incremento del 6,8% a quota 686 milioni di unità.

Che il mercato sia saturo non vi è dubbio: giovani e meno giovani (tranne che non siano negati nel rapporto con la tecnologia) hanno uno smartphone, eppure i numeri dimostrano che il potenziale del mercato c’è e che potrebbe ancora registrare numeri a doppia cifra (stupendo tutti).

Vendite: il primo quadrimestre 2017

Concentrandoci sul primo quadrimestre 2017, secondo i dati diffusi da Gartner, infatti, il mercato smartphone ha fatto segnare un netto +9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con quasi 380 milioni di telefoni intelligenti venduti rispetto a 348 milioni del primo quadrimestre 2016. E se è vero che Samsung ed Apple continuano a conservare il primo e secondo posto in classifica per le vendite, è vero anche che Huawei detiene oggi il 9% del mercato smartphone e in un anno è passata da 28,8 a 34,1 milioni di smartphone venduti. Straordinaria la crescita di Oppo (quarto produttore mondiale): possiede l’8,1% del mercato (un anno fa era al 4,6%).

Buone notizie anche per Vivo, che ha registrato una crescita notevole nel giro di 12 mesi, piazzandosi come quinto produttore mondiale di smartphone e conquistando il 6,8% del mercato, con quasi 26 milioni di smartphone venduti  nel primo quadrimestre 2017, contro i 14 milioni di un anno fa.

Smartphone

E Xiaomi?

La start-up cinese ha conquistato in pochissimo tempo il mercato della telefonia e dei gadget, superando nella classifica vendite, almeno gli scorsi anni, anche LG e Blackberry. Ma negli ultimi mesi sembra fare fatica ad emergere. E se è difficile sapere in che posizione si colloca per vendite, dal momento che Lei Jun, CEO e fondatore di Xiaomi ha deciso di non rendere noti i dati economici 2016, è anche vero che il sorpasso di Huawei (che negli anni passato precedeva), Lenovo e Oppo sembra cosa fatta.
Il 2016 di Xiaomi

Nel 2016, gli introiti provenienti dai servizi internet sono raddoppiati rispetto al 2015 e dovrebbero aver superato il miliardo di dollari. Sempre nel 2016, l’azienda cinese ha depositato richieste per oltre 160000 brevetti, di cui 3612 sono stati riconosciuti.

L’azienda può arrancare, ma le cose non sembrano andare male. E quanto costruito fino ad ora è buono. L’azienda è competitiva a livello mondiale, anche se non basta. Ora Xiaomi punta alla qualità e ad una crescita a lungo termine.

“Nei primi anni siamo cresciuti troppo rapidamente. Abbiamo creato un miracolo, ma ora dobbiamo rallentare, migliorare in alcune aree e assicurarci di avere una crescita sostenibile per un futuro a lungo termine”, ha scritto Lei Jun in una nota distribuita ai suoi dipendenti tramite WeChat.

L’acquisto dei brevetti Nokia e la nuova strategia

E proprio con l’intento di puntare sulla qualità, quella già conosciuta e apprezzata dagli occidentali, Xiaomi ha acquisito una serie di brevetti di Nokia e può contare anche su 1.500 brevetti di Microsoft acquistati lo scorso anno. L’accordo con Nokia riguarda anche le licenze d’uso per entrambe le compagnie di brevetti su standard cellulari.

L’obiettivo di approdare con forza e conquistare il mercato occidentale, aveva portato Xiaomi ad assumere in qualità di vicepresidente Hugo Barra, ex manager di Google. Ma a gennaio ha abbandonato il posto e Xiaomi ha rallentato la marcia in Occidente.

A dirla tutta, Xiaomi sembra aver perso terreno anche in Cina. Ed è per questo che, come scrive Bloomberg, è pronta a cambiare anche le strategia di vendita. La sola vendita online, infatti, non sembra più essere molto profittevole. La casa cinese intende aprire mille negozi fisici, da inaugurare entro il 2019.

Non solo smartphone

E ancora. Xiaomi non punta solo agli smartphone, anzi. L’azienda concentrerà le sue vendite sui gdaget e punterà allo sviluppo di una intelligenza artificiale, che per il momento viene utilizzata nel riconoscimento dei volti.

I progetti futuri saranno delineati con il passare dei mesi e chi lo sa se i piani di inizio anno di Lei Jun, fatturare, entro il 2017, almeno 100 miliardi di Yuan, circa 14,5 miliardi di dollari, dalle vendite di hardware e software, saranno rispettati.

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