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Obama a Cuba: cosa cambia per l’economia dell’Avana?

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Cuba

Obama è a Cuba, accompagnato da un gruppo di imprenditori interessati ad investire sull’isola. Cosa cambia per l’economia dell’Avana?

Obama è a Cuba: si tratta di un viaggio storico, il primo di un capo della Casa Bianca negli ultimi 88 anni. “Questa è una visita storica, e una storica opportunità di dialogare direttamente con il popolo cubano”, ha commentato Barack Obama. “È meraviglioso essere a Cuba. L’ultimo a venire dalla Casa Bianca fu Calvin Coolidge nel 1928, arrivò con una nave da guerra in tre giorni, mentre io ci ho impiegato solo tre ore d’aereo”.

Dopo la passeggiata di ieri sotto la pioggia, nella giornata di oggi Obama ha raggiunto il leader cubano Raul Castro al Palazzo della Rivoluzione all’Avana, per discutere insieme della strada da intraprendere per una reale normalizzazione dei rapporti trai due Paesi. Prima, Obama aveva deposto una corona di fiori in piazza della Rivoluzione, al memoriale di José Martí, poeta, scrittore e rivoluzionario, considerato “l’apostolo dell’indipendenza cubana”.

E’ questo il loro terzo incontro dalla ripresa delle relazioni diplomatiche nel 2014, il primo sul suolo di Cuba.

È vero, il viaggio chiude (almeno simbolicamente) un pezzo di storia Americana: le guerre striscianti fra democrazie industriali e capitalismo; il regime militare cubano; la cattura e l’uccisione del Che; i missili sovietici sull’isola. Ma tanto ancora c’è da lavorare perchè il sistema politico cubano cambi e perchè l’economia dell’Avana sia meno rigida.

Cosa cambierà il viaggio a livello pratico? Nulla, per ora. Ma si spera che il disgelo tra Usa e Cuba possa tradursi in nuovi e importanti accordi commerciali. Obama, infatti, è accompagnato da un gruppo di imprenditori che sperano di investire sull’isola (in realtà vi è ancora l’embargo, che potrà essere eliminato solo dal Congresso).

Cuba

Quali le aziende americane pronte a sbarcare a Cuba?

Kirby Jones, fondatore di Alamar Associates, che già nel passato è stato regista di investimenti da parte di aziende americane a Cuba si chiede come farà per esempio McDonald ad entrare a Cuba, ritenendo difficile che ci potrà essere un McDonald in ogni angolo dell’Avana.

Il presidente e amministratore delegato della catena Mariott International, Arne M. Sorenson, invece, ha dichiarato, nei mesi scorsi, che non vede l’ora di poter aprire un (o più) hotel sull’isola. Ma secondo alcuni consulenti dell’ambito immobiliare per vedere un albergo a Cinque stelle a Cuba dovrà passare almeno un decennio, quindi più facile e relaistico concentrarsi sulle ristrutturazioni di strutture esistenti rendendole dei buoni alberghi a tre Stelle. La compagnia americana Starwood ha già annunciato un accordo per ristrutturare tre grandi hotel sull’isola.

E se l’America può dare una spinta all’economia di Cuba, i cubani possono dare un contributo alla vita dell’economia americana, per esempio nel settore delle biotecnologia: alcuni vaccini presenti sull’isola caraibica non si trovano negli Stati Uniti.

Il viaggio di Obama fa discutere

America in fermento, per la visita di Obama a Cuba. A non approvare il viaggio del Capo della Casa Bianca è il senatore Ted Cruz (Tex.), un cubano americano e uno dei candidati alle primarie del Partito Repubblicano in previsione delle elezioni presidenziali del 2016. Cruz, secondo quanto riporta il Washington Post, ha sostenuto che l’approccio di Obama è in contrasto con la strategia che i presidenti del passato, come Ronald Reagan, hanno adottato per contrastare i regimi dittatoriali. La scelta di Obama “di legittimare il regime corrotto e oppressivo di Castro con la sua presenza sull’isola” è “triste, e quindi dannoso per il nostro futuro”.

Donald Trump, invece, su Twitter si è mostrato infastidito per l’assenza del presidente cubano all’aeroporto: “Il presidente Obama atterra a Cuba, una cosa di grande importanza, e il presidente Raul Castro non era neanche lì a riceverlo. E’ andato a ricevere il papa e altri. Senza rispetto”.

 

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