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Perché Tesla splitta le azioni, mentre spinge su produttività e guida autonoma

Tesla Split

Tesla dopo la chiusura delle negoziazioni di mercoledì punta al rally in Borsa con lo split azionario: ogni investitore guadagnerà due azioni aggiuntive. Ma il vero obiettivo di Elon Musk è incrementare la produzione, in Cina e in Europa

Il vulcanico Elon Musk si muove ancora, ammesso che sappia restare fermo. Entra nel vivo in queste ore lo split 3 a 1 per dividere il prezzo delle azioni della casa automobilistica. Questo significa che coloro che erano in possesso di 10 azioni prima del frazionamento azionale (o split) si troveranno nel portafoglio 30 azioni a un terzo del prezzo precedente.

TESLA PROVA IL BOOST NEL SUO ANNO PIU’ DIFFICILE

La decisione è arrivata nell’anno probabilmente più difficile per la società, che finora ha comunque patito meno delle rivali la tempesta perfetta che si è scatenata sull’intero comparto dell’automotive, tra carenza di chip, prezzi dei minerali alle stelle, rinnovate tensioni tra Est e Ovest e perfino nuovi lockdown nelle fabbriche cinesi, dove la Casa dell’auto elettrica oggi ha di fatto il perno della propria produzione.  Al quadro, già di per sé plumbeo, Tesla poi ha aggiunto problemi tutti suoi, tra cui la querelle tra Musk e Twitter e i forti investimenti nelle ultime due gigafactory, Berlino e Austin, che al momento rappresentano unicamente voci di spesa nei bilanci societari.

Non sorprende, perciò, se dall’inizio dell’anno le azioni Tesla abbiano lasciato sul campo un 18% pieno e ci sia naturalmente incertezza con riferimento al prossimo futuro, dato che la situazione, a livello macroeconomico, è parecchio instabile. E non aveva sorpreso nemmeno l’annuncio, diramato lo scorso 10 giugno, di procedere con lo split delle cedole Tesla. Anzi, da allora il titolo ha guadagnato circa il 25%. Il via libera degli azionisti era arrivato durante l’assemblea annuale del 4 agosto mentre il giorno seguente erano stati pubblicati i dettagli della manovra.

LE MEGACAP ATTIRANO I PICCOLI INVESTITORI

Non è nemmeno la prima volta che Tesla ricorre allo split: lo aveva già fatto due anni fa, con un frazionamento decisamente più massiccio, di 5 a 1. Nei venti giorni successivi era salito del 70%. E dato che la tecnica, è ormai comprovato, permette di ottenere dei boost più o meno significativi nell’immediato, non è nemmeno l’unica megacap a sfruttarla: anche altri colossi come Amazon, Apple, Alphabet e GameStop vi ricorrono regolarmente. Del resto i frazionamenti azionari non influiscono sul valore di mercato della quotata che vi ricorre, però indubbiamente rendono le azioni più appetibili per gli investitori retail.

OBIETTIVO: SFORNARE SEMPRE PIU’ AUTO EV

Ma intanto Tesla vuole anzitutto procedere su due fronti, per schermarsi da rischi immediati e venturi. In primo luogo, aumentare la produzione dei suoi impianti, fingendo che non esista la crisi dei chip. Ha recentemente riammodernato lo stabilimento di Shangai, che col 99,99% degli occupati cinese e oltre il 95% di materiali e componenti di provenienza locale, è subito diventato il vero fulcro della sua catena globale. Inaugurato nel gennaio del 2019, sabato 13 agosto ha sfornato la milionesima vettura EV. Frenato dai lockdown, è stato prontamente potenziato per raggiungere nuovi livelli e non perdere terreno.

Parallelamente, nello stabilimento di Brandeburgo dovrebbe arrivare il terzo turno entro la fine del 2022. Attualmente la gigafactory alle porte di Berlino è attiva dalle 6:30 del mattino fino alle 22:30, ma nell’ultimo trimestre sfornerebbe vetture 24 ore su 24. Con questo regime si dovrebbe raggiungere il numero di 5.000 auto prodotte ogni settimana che, come forse ricorderete, era la quantità indicata da Drew Baglino, vice presidente Tesla, durante l’ultima seduta per i risultati finanziari.

E poi naturalmente Tesla continua a fare pressioni perché sempre più governi, nel mondo, aprano alla guida automatizzata, settore nel quale storicamente la compagnia investe tantissimo (e che la pone, com’è ovvio, sotto il faro delle autorità di controllo della sicurezza stradale). Per questo il Software Director della divisione Autopilot di Tesla, Ashok Elluswamy, ha recentemente dichiarato che, secondo i dati interni della compagnia, l’IA che governa la macchina sia in grado di prevenire circa 40 incidenti al giorno, capendo per esempio quando si è premuto il pedale dell’acceleratore erroneamente, al posto del freno.

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