Mobilità, Mobilità elettrica

Ecco perchè scegliere un’auto connessa e intelligente

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auto connessa

Le case automobilistiche si sfidano sull’auto connessa. Il futuro è fatto di meno incidenti e più risparmi

 

Il mondo delle quattro ruote e quello della tecnologia si incontrano (e si incrociano) sempre più spesso. Le auto diventano intelligenti, si trasformano in assistenti personali mobili e, qualche volta, provano anche a strapparci sorrisi, come gli amici. Se l’abitacolo, dunque, è quel luogo che le case automobilistiche definiscono “la terza casa”, dopo casa (appunto) e ufficio, è vero che l’industria la sta trasformando perchè sia sempre più accogliente, smart e servizievole.

Insomma, la visione fantastica sulla mobilità a cui ci hanno abituato film e cartoni, ora è realtà. E mentre Ford assume 400 ingegneri della divisione mobility-solution di BlackBerry per lavorare allo sviluppo di auto connesse a internet, Honda pensa ad un’auto che percepisca le emozioni. Molto più pratiche le aziende tedesche dell’auto: Volkswagen si concentra sui pagamenti digitali, mentre Bmw sulla sicurezza dell’auto, promettendo di catturare eventuali ladri della quattro ruote. Scopriamo qualcosa in più.

Quanto vale il mercato dell’auto connessa

Per avere un’idea degli introiti generati dal mondo delle auto connesse, concentriamoci sulle startup di settore. I numeri che caratterizzano le nuove imprese tecnologiche che operano nel mondo dell’automotive e in quello delle connected car in particolare sono davvero sorprendenti: il valore dei round conclusi nel 2016, di cui il 68% negli Stati Uniti, è stato pari a un miliardo e 49 milioni di dollari. Una cifra pressoché raddoppiata rispetto all’anno precedente, per una crescita che è di oltre il 91%.

auto connesseA contribuire in modo deciso a questo trend sono state soprattutto le startup californiane, Zoox e Quanergy Systems. Zoox grazie al progetto di un taxi elettrico senza guidatore ha incassato, in due distinti round di finanziamento, oltre 250 milioni di dollari. Quanergy Systems grazie ai sensori di tipo Lidar per alimentare mappe 3D in tempo reale, ha raccolto lo scorso agosto 90 milioni di dollari.

E la buona notizia è che anche nei prossimi 12 mesi il mercato continuerà a crescere. Si prevedono importanti operazioni: la aziende tech vogliono giocare un ruolo di primo piano nella trasformazione del settore auto.

Guida connessa: risparmi fino a 4,3 miliardi di euro

Le auto connesse portano significativi vantaggi. A dirlo è lo studio Connected Car Effect 2025,realizzato da Bosch,secondo cui la rivoluzione del settore automotive è già in corso e i veicoli connessi arriveranno su strada prima di quanto si pensi. Entro il 2025 vedremo le prime importanti conseguenze: una forte riduzione degli incidenti, minore inquinamento ambientale e un importante risparmio di denaro (per esempio, sul fronte carburante).

Secondo il report, infatti, le auto connesse riusciranno ad evitare oltre 260.000 incidenti che provocano lesioni personali. Ci saranno 360.000 feriti in meno e circa 11.000 persone che potrebbero potenzialmente essere salvate.
Importanti, dicevamo, saranno i risparmi: secondo lo studio di Bosch, grazie ai sistemi di assistenza connessa, si potranno risparmiare fino a 4,3 miliardi di euro di costi relativi ai danni ai veicoli e ottenere un minore utilizzo di materiali ed energia a seguito della riduzione delle riparazioni. E non solo: ci saranno risparmi per le compagnie assicurative, data la diminuzione degli incidenti, e le polizze per le famiglie saranno meno costose. Parlando di famiglie, queste risparmieranno anche sul carburante.

Notevoli i vantaggi per l’ambiente: le auto connesse porteranno ad un riparmio di circa 400mila tonnellate di CO2.

Ford: 400 ingegneri per connettere l’auto ad internet

Che le auto connesse portano grandi vantaggi lo sanno bene le case automobilistiche, che negli ultimi mesi sembrano fare a gare per portare sul mercato presto e bene veicoli in grado di soddisfare sempre più le necessità del conducente.

fordEd è per questo che Ford Ha deciso di assumere 400 ingegneri della divisione mobility-solution di BlackBerry per lavorare allo sviluppo di auto connesse a internet. La casa dell’ovale blu, infatti, ha dato vita ad un nuovo centro di ricerca e ingegneristica a Ottawa, con un investimento di 375 milioni di dollari per lavorare sulle auto intelligenti.

Ford ha già in corso, poi, alcuni accordi con Vodafone per dotare le proprie autovetture di un modem interno 4G Lte. Il guidatore (e i passeggeri) avranno sempre accesso alla rete, potranno controllare il livello del carburante, l’olio e la pressione delle ruote in qualsiasi momento.

E non solo. La casa automobilistica starebbe anche lavorando all’auto senza conducente, facendo concorrenza a Google, Tesla e Uber. Sono previsti 1 miliardi di dollari di investimenti, da qui fino al 2021, sull’intelligenza artificiale per sviluppare il sistema che porterà alla produzione delle auto a guida autonoma.

“Il prossimo decennio sarà caratterizzato dall’automazione dell’automobile e i veicoli a guida autonoma avranno un impatto notevole sulla società, proprio come lo ebbe la catena di montaggio introdotta da Ford oltre 100 anni fa. L’investimento dedicato ad Argo AI rientra nel processo di trasformazione di Ford per affiancare al ruolo di costruttore d’auto quello di provider di soluzioni di mobilità alternative”, ha dichiarato Mark Fields, presidente e Ceo di Ford Motor Company.

Honda NeuV: la macchina che percepisce le emozioni

autoHonda si concentra, invece, sulle emozioni. Honda NeuV è un concept di auto elettrica a guida autonoma che, grazie ad un sistema chiamato Emotion Engine, riesce a percepire le emozioni provate dai passeggeri, reagendo e interagendo di conseguenza.

La tecnologia potrà, in base al nostro umore, riprodurre in maniera automatica una playlist di musica o potrebbe fornire informazioni sui luoghi vicini alle strade che stiamo percorrendo, in base ai nostri gusti. Insomma, il veicolo ascolterà le nostre conversazioni e su queste potranno interpretare le emozioni dei passeggeri.

La vettura sfrutta le potenzialità dell’intelligenza artificiale, della robotica e dei big data per trasformare l’esperienza della mobilità.

Volkswagen punta sui pagamenti digitali con l’auto

Anche Volkswagen vuole essere un’azienda di servizi. Ed è a questo scopo che l’azienda tedesca ha acquisito PayByPhone, realtà canadese che ha dato vita ad una tecnologia che permette di pagare il parcheggio attraverso un’applicazione per smartphone, tramite chiamata o tramite sms. Il servizio di PayByPhone è già diffuso in diverse città degli Stati Uniti, del Canada, dell’Australia, della Svizzera, del Regno Unito e della Francia e gestisce transazioni per un totale pari a circa 300 milioni di dollari.

E gli introiti potrebbero presto anche aumentare, se la casa tedesca decidesse di estendere il servizio, integrato all’interno delle connected car, di pagamento tramite smartphone anche per prodotti o servizi di ogni tipo, senza fermarsi al solo pagamento del parcheggio.

Grazie a PayByPhone, Volkswagen potrà ampliare la presenza del Gruppo nel settore dei pagamenti digitali e magari integrare la tecnologia al cruscotto dell’auto.

La Bmw che cattura un ladro

L’auto connessa di Bmw cattura i ladri delle quattro ruote. Secondo quanto riportato dal Washington Post, un ladro di una Bmw, a Seattle, è stato arrestato grazie al controllo remoto dell’auto, una 550i.

Il proprietario della vettura aveva prestato la sua BMW ad un amico, che aveva parcheggiato l’auto a casa del proprietario, quella notte, lasciando le chiavi all’interno del veicolo, senza chiudere l’auto. Appena si è accorto del furto, il proprietario dell’auto ha contattato la polizie e il programma di assistenza stradale di BMW, affinchè localizzasse il veicolo.

“I dipendenti di BMW hanno dunque bloccato da remoto le porte della vettura, intrappolando il sospetto all’interno del veicolo”, ha scritto Jonah Spangenthal-Lee del dipartimento di polizia di Seattle. La vettura protagonista del furto, è stata anche la soluzione a questo.

Toyota investe nelle giovani startup

Anche Toyota pensa alla sua auto connessa. Ed è per questo che negli ultimi dodici mesi ha investito, attraverso il fondo Mirai Creation Investment Limited Partner, in una quindicina di imprese innovative di settore.

In particolare, la casa automobilistica si concentra su car sharing, intelligenza artificiale e robotica. Obiettivo è quello di primeggiare nei veicoli a guida autonoma.

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